Chris Ofili, ad asta per aspera

Classe 1968, africano d’origine ma inglese di nascita, vincitore del Turner Prize nel 1998, cresciuto con Charles Saatchi e protagonista della grande operazione, ormai famosa in tutto il mondo, l’amata-odiata “Sensation”: ecco un primo identikit di Chris Ofili, l’ex YBA oggi residente in Spagna.

Chris Ofili, Half Moon, 2005

Una carriera costellata di successi, quella di Chris Ofili (Manchester, 1968), con in curriculum una mostra alla Serpentine Gallery di Hans Ulrich Obrist, allo Studio Museum in Harlem e alla Tate Modern.
E nel 2014 splende anche nelle aste, dopo numerosi picchi raggiunti nel 2010, con Orgena (1998) che – da 864mila-1,2 milioni – ha superato i 2 milioni da Christie’s; nel 2009 con Afro Apparition, battuto da Sotheby’s per 520mila euro (da una stima di 300-370mila); nel 2006, quando Phillips ha battuto Rarra Azizah Diliberta (1994) per quasi 450mila euro. Sempre Phillips nel 2005 vende a 687mila euro Afrodizzia (1996), distanziando di parecchio la stima.
Il 2013 vede Ofili popolare lo stand di Victoria Miro all’Armory week. E quest’anno lo ritroviamo durante la India art fair week a New Dehli. E torna anche nelle aste.
Star assoluta, da Christie’s a febbraio, è Popcorn Tits (1996), pezzo fra pittura e collage nel catalogo dell’asta londinese Post war and contemporary art. Quasi 400mila i pound spesi per quest’opera proveniente da Victoria Miro, via collezione Charles Saatchi, Michael Lynne e White Cube.

Chris Ofili - fonte: The Guardian
Chris Ofili – fonte: The Guardian

Da Phillips de Pury – siamo sempre a Londra – il collage Pramnian Odyssey 2 (2003-2011) viene battuto per quasi 130mila pound. Untitled, acquerello del 1998-1999, è invece aggiudicato a marzo per 77.500 dollari da Sotheby’s a New York. Sempre a marzo, ma questa volta da Phillips NYC, va in asta una curiosità: una scultura di Ofili. Chi lo conosce per la sua pittura, spesso materica, non potrà non apprezzare questa produzione meno nota dell’artista di origine nigeriane. Half Moon (2005, nella foto), un’edizione di sette, in argento, condensa nella sua dimensione ridotta una plastica vibrante, sofferta, irriverente. Lot sold: 10mila dollari statunitensi.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #18

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • angelov

    Half Moon: scultura seminale, dal grande impatto visivo e dal devastante impianto concettuale sotteso ad una ricerca formale durata decenni di intensa sperimentazione di ogni farmaco o rimedio sul mercato globale per la guarigione del fastidioso disturbo della stitichezza, finalmente stra-vinta ed accantonata; si potrebbe forse citare quel lontano: “poveretto come soffre perché si ostina a non usare il Callifugo Ceccarelli”, come fonte di ispirazione inconscia di tale incontrovertibile capolavoro? ma tant’è, le vie dell’espressione artistica contemporanea sono infinite…

  • Very good best Ofili from YBA