Dall’Etiopia con furore

Julie Mehretu, rappresentata da White Cube e Marian Goodman, è una vera star etiope. Classe 1970, vive e lavora a New York, ma è nata ad Addis Abeba. La sua è una carriera luminosa, che la vede fin dagli anni della formazione coinvolta in numerose e importanti mostre.

Julie Mehretu, Excavation, 2001

Il lavoro di Julie Mehretu, che si concentra sui medium della pittura e del disegno, è stato infatti esposto, fra l’altro, al Drawing Center e al New Museum di New York, alla Barbican Gallery di Londra, al Palais de Tokyo di Parigi, alla Biennale di Istanbul, al Whitney e alla sua biennale. Nel 2009 è stata protagonista di una personale al Deutsche Guggenheim, ospitata nel 2010 anche dal Solomon R. Guggenheim Museum.
Un curriculum eccellente, che si conferma con risultati sorprendenti in asta, dove (dati 2012) è una delle dieci artiste più ricercate, insieme a nomi eccellenti come Cindy Sherman e Marlene Dumas, per citarne un paio.
La sua astrazione segnica, gestuale, in cui i codici si intrecciano come in un inedito “linguaggio” o come se l’artista stesse tracciando nuove, vorticose mappe, ha conquistato, nel Rapporto Artprice 2012/2013, il 33esimo posto nella classifica dei 500 top artist contemporanei, con appena 7 lotti venduti e un fatturato totale di € 5.370.980. La Mehretu ha comunque avuto ottimi risultati fin dal 2010, anno in cui il suo Untitled I, tra le opere della collezione Lehman Brothers – due anni dopo il settembre degli scatoloni –, viene battuto per oltre un milione di dollari, contro i 400mila del precedente record.

Julie Mehretu - courtesy MacArthur Foundation
Julie Mehretu – courtesy MacArthur Foundation

A confermare il trend, la straordinaria asta di aprile 2013 a Doha, in Qatar. Il suo pezzo Retopistics: A Renegade Excavation del 2001 viene aggiudicato per oltre 3 milioni di euro (stima € 1.078.420-1.386.540), pare a un collezionista americano.
Una curiosità: sebbene il suo lavoro abbia viaggiato in tutto il mondo, in Italia si è vista solo due volte. La prima nel 2003, in occasione di The Moderns, presso il Castello di Rivoli; la seconda nel 2011 a Punta della Dogana, nella mostra Elogio del dubbio.

Santa Nastro

www.whitecube.com/artists/julie_mehretu/
www.mariangoodman.com/artists/julie-mehretu/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #17

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.