Nel continente nero (ma pure bianco)

In molti paragonano l’Africa all’Asia degli Anni Novanta per il crescente interesse dei collezionisti verso la sua arte contemporanea, per il suo ingresso nelle collezioni dei principali musei internazionali, per l’apertura di gallerie a essa dedicate a Londra e New York. Recentemente è stata anche inaugurata una fiera focalizzata esclusivamente sull’arte contemporanea africana, intitolata “1:54” e svoltasi con un discreto successo in concomitanza con “Frieze London”.

Irma Stern, Bahora Girl, 1945

È il mercato d’asta ad aver riconosciuto per primo le potenzialità dell’Africa. Bonhams è la firma più importante a essersi ricavata una nicchia a Londra dal 2006: ogni anno programma due aste di arte sudafricana (ricordiamo la vendita dello scorso marzo focalizzata sul più internazionale di questi artisti, William Kentridge) e una di arte contemporanea da tutto il continente. L’arte sudafricana porta nelle casse di Bonhams un fatturato di $18 milioni l’anno ed è una delle principali basi per i record di questi artisti, fra i quali si può citare Irma Stern.
Dal Ghana, noto in tutto il mondo, El Anatsui ha registrato il suo record più recente da Christie’s a New York a maggio, con il martelletto che si è fermato a $ 1,7 milioni. Una levatura del genere ha fatto sì che le sue opere vengano inserite addirittura nelle Evening Sale di Christie’s e Sotheby’s, senza tuttavia che queste ultime case d’asta abbiano creato vendite ad hoc per l’arte africana contemporanea, riservate esclusivamente ai manufatti tradizionali. Anche Artnet si è lasciato attrarre da questo mercato emergente: Yinka Shonibare, El Anatsui, Wangechi Mutu, Julie Mehretu sono stati i protagonisti della prima asta online organizzata la scorsa primavera sull’arte africana.

William Kentridge
William Kentridge

Come è avvenuto in altre aree emergenti, questo processo di internazionalizzazione ha come punto di partenza l’interesse manifestato dagli attori esterni, alla ricerca di territori inesplorati da far crescere, a cui si stanno unendo i giovani arricchiti che si trovano soprattutto in Sudafrica e Nigeria, le due economie più ricche del continente.

Martina Gambillara

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #16

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.