Indonesian Wave

La 55. Biennale di Venezia vede il ritorno dell’Indonesia, assente dopo l’ultima e unica partecipazione del 2005, con piccole parentesi quali le singole apparizioni di artisti indonesiani come Affandi nel 1954 e Heri Dono nel 2003.

Titarubi in collaborazione con Agus Suwage, Cross Road, 2006

Palazzo Malipiero ospita le installazioni di Albert Yonathan Setyawan, Eko Nugroho, Entang Wiharso, Sri Astari Rasjid e Titarubi. Di questo gruppetto, Titarubi (1968), che nel 2012 era presente alla collettiva del Macro Beyond the East, e il giovanissimo Setyawan (1983) non sono mai apparsi in asta. Eko Nugroho (1977) viene presentato nei cataloghi di Christie’s e Sotheby’s Hong Kong dal 2008, con ottimi risultati al di sopra delle stime e prezzi medi di $ 25-30.000 per i suoi ricami. Recentemente ha partecipato alla Biennale di Lione e a una mostra al Musée d’Art Moderne di Parigi. Entang Wiharso (1967), che in Italia lavora con Primo Marella, ha avuto un’esplosione dal 2011 nel mercato di Hong Kong, lasciando le case d’asta locali e raggiungendo prezzi medi di $ 20-30.000. Infine Sri Astari Rasjid (1959), le cui borse-feticcio in bronzo sono presenti sulle aste locali di Sotheby’s dal 2006, ma che mantengono prezzi ancora molto bassi.
Analogamente alle altre regioni asiatiche, l’arte contemporanea indonesiana ha iniziato a farsi conoscere sul mercato internazionale dal 2007, accolta con un crescente interesse da parte del collezionismo, confermato anche nelle ultime aste di aprile di Sotheby’s. Heri Dono (1960), che attraverso le sue opere racconta il cambiamento della società indonesiana, è uno degli artisti contemporanei ad aver avuto maggiore risonanza all’estero, raggiungendo i suoi prezzi più alti nel 2008 e nel 2013, ancora accessibile sulla soglia dei $ 40.000. Nel comparto del moderno, risultati importanti per S. Sudjojono, Hendra Gunawan e Affandi, venduti principalmente sul mercato di Hong Kong e con quotazioni che sfiorano anche il mezzo milione di dollari.

Indonesian Eye
Indonesian Eye

In Indonesia non mancano case d’asta di successo, come Larasati e Borobudur che, oltre agli artisti locali, propongono grandi nomi dell’intera regione asiatica, totalizzando vendite da milioni di dollari, così come Sotheby’s e Christie’s, che non si fanno mancare un ufficio a Jakarta, ma purtroppo è ancora arretrata a livello di gallerie, istituzioni e fiere per sostenere i giovani artisti emergenti.

Martina Gambillara

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #13/14

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.