Il cinema e il martelletto

Con “La migliore offerta”, Tornatore rientra in sala con un thriller romantico. E sullo sfondo, le case d’asta. Sale piene nel weekend per un film che merita di essere visto.

Giuseppe Tornatore - La migliore offerta

Mobile in stile rococò con gamba a capriole, piede artiglio e cassetti nascosti; specchiera Luigi XVI, cornice con festone e rosa centrale; coppa con molatura a nido d’ape, fusto a dischi e nodo intrecciato“… Virgil Oldman (Geoffrey Rush) guida un gruppo di acquirenti in uno spazio espositivo privato. Riconosce ogni pezzo d’antiquariato, è uno dei più apprezzati battitori d’aste e sa quando una lastra di legno ammuffito può nascondere un dipinto di inestimabile valore.
Non è altrettanto abile quando si tratta di relazioni umane. Conduce una vita misantropica e ai limiti dell’ipocondria. Troppo asettica persino per mangiare senza guanti, dei quali si priva invece per sfiorare la tela dipinta. Solo, nel suo caveau, si gode la magnificenza di una preziosissima collezione di ritratti femminili, accuratamente assemblata nei lunghi anni di carriera grazie al suo socio Billy (un incisivo Donald Sutherland).
Quando una donna misteriosa (Sylvia Hoeks) gli chiede per telefono la valutazione del patrimonio di famiglia, l’equilibrio di Virgil comincia a vacillare. Lei vive dietro una porta mimetizzata da un trompe l’oeil e diventa la sua ossessione. L’uomo personifica nella giovane tutte le qualità idealizzate nella sua collezione di ritratti. Alla storia d’amore poi si intreccia un’altra vicenda: il ritrovamento di alcune parti meccaniche del più antico automa della storia, opera di Jacques de Vaucanson, che l’abile e giovane fabbro, nonché fidato confidente Robert (l’appetibile Jim Sturgess), sta provando a riassemblare.

Giuseppe Tornatore – La migliore offerta

Fa da cornice al quartetto di straordinari attori, un coro di personaggi ben tipicizzati e mai ovvi, fra i quali spicca senz’altro la nana con le onde nei capelli, Claire. Alter ego della bella protagonista, vera proprietaria della casa in vendita e bizzarra intrattenitrice, ha il dono di una memoria eccezionale ed elenca liste di numeri apparentemente casuali e cataloghi di paradossi: “La lunghezza di un punto, il lato di un cerchio, il centro dello spazio“… Lei è il luogo astratto del subconscio: osserva e descrive in uno stato di sospensione del giudizio.
Giuseppe Tornatore nuovamente dietro la macchina da presa sforna una pellicola suggestiva che merita di essere goduta dal primo all’ultimo minuto. Tra rimandi all’homunculus goethiano piuttosto che ai primordi del cinema, le citazioni dirette o indirette ai Notturni di Hoffman e ai Racconti del terrore di Poe, l’atmosfera rimane in una sensuale sospensione. Si riesce a perdonare qualche svista nel montaggio e anche qualche momento di abbassamento della soglia di credibilità, perché il congegno narrativo è disinvolto e fluido.
Il finale visivamente coerente e omogeneo si focalizza sulla rappresentazione di un tempo relativo, eppure nei giochi di equilibrio matematico si sente che qualcosa poteva essere aggiunto e qualche spiegazione sottratta. La migliore offerta è un film unico nel suo genere. Ha quella dote ormai rara di incantare lo spettatore come un bambino alla storia della buona notte.

Federica Polidoro

Giuseppe Tornatore – La migliore offerta
Italia | 2012 | 124’

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • L’unico motivo per cui il film va visto è per la quantità di opere d’arte che vedi.
    Il resto è un brutto scherzo. Tra la prima parte e la seconda c’è un netto divario. E proprio quando sembra che stia per decollare si trasforma in qualcosa di già vito, banale, scontato, mal riuscito. Oltretutto certi pezzi non si agganciano fra loro.

  • eloisa campolo

    Un plauso a Raffaella Giovannetti che ha curato in modo mirabile l’arredamento.

  • lorenzo

    Per favore Tornatore sta al cinema come Rabarama alla scultura (per citare un artista non molto amato in questa sede):ha giusto indovinato una prima pellicola gradevole ma non certo geniale e poi dopo il vuoto pneumatico.
    Io non ho visto il film,ma dai trailer mi traspare facilmente la solita imperizia registica e fin troppi ammiccamenti faciloni;mi e’ bastato vedere una mano accarezzare una mediocre riproduzione della celeberrima dama di Petrus Christus,per comprendere che non si va molto lontani dai soliti cliche’.
    E una carrellata di citazioni di opere d’arte a mio avviso e’ solo frustrante:se volevo farmi del male in questo modo allora mi rivedevo l’orripilante Sindrome di Stendhal di Argento.

    • Gilberto

      Secondo me lorenzo per te anche Hichcock era banale allora visto che in tutti i suoi film ci svelano l’assassino all’ inizio del film, ce ne fossero di registi come Tornatore e ti consiglio di vedere un film”modesto” come la leggenda del pianista sull’ oceano oppure Una pura formalità ma forse per te i tuoi film preferiti sono Fast and furious 6

  • Lore

    Film scolastico e parliamo chiaro: quel palazzo del film é zeppo di mobili che in asta non verrebbero presi neanche ad offerta libera da una casa d’aste di provincia.

  • Si purtroppo un film con aspettative che non riesce a rispettare, tutto molto enfatizzato ma stridente, la storia poi scende lentamente nell’ovvio.

    Interpreti discreti, scenografie suggestive ma pare realizzato per una fiction televisiva, purtroppo Tornatore sta perdendo quel tocco semplice che l’aveva reso così affascinante.

    Speriamo nel prossimo film

  • angelo bellobono

    Diciamo un ottima fotografia e scenografia, che guarda alle molte installazioni che risoprono palazzi , luoghi e cantine, trasformandoli in location rivisitate e corrette