Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Ma come va il mercato del “relativista” Anish Kapoor?

Le mostre di Anish Kapoor spuntano come funghi in ogni parte del mondo. Insieme a premi e commissioni pubbliche. Ma come vanno le cose a livello di mercato? Dopo una piccola flessione, torna super-richiesto. E super-quotato. Qui, un po’ di numeri…

Lui continua a registrare successi con le sue mostre in Italia e nel resto del mondo, ultimo in ordine di tempo – non certo di prestigio, né di pecunia – il Praemium Imperiale giapponese. Tanti i fattori che lo rendono una star del momento: nato nell’esplosiva India, di origini multietniche con padre indiano e madre irachena, piena padronanza dell’inglese, 56 anni, nel pieno della sua maturità artistica.
E come vanno le cose, per Anish Kapoor (Bombay, 1954), a livello di mercato? Figlio del successo dell’arte indiana e dell’entusiasmo verso la scultura degli ultimi anni, continua a essere uno degli artisti più richiesti in asta. Come più volte ricordato, l’indice dei prezzi dell’arte indiana si è moltiplicato esponenzialmente nell’ultima decade e il successo della scultura e dei multipli è stato confermato dai numerosi record del 2010, tra cui i €66.4m per Alberto Giacometti, L’Homme qui marche I, e i €43.2m per una testa di Amedeo Modigliani. Anche secondo Artprice la domanda per la scultura contemporanea non è mai stata così elevata come in quest’ultimo periodo, in cui i prezzi sono triplicati rispetto a dieci anni fa.

Nel 2006, le sue sculture in alabastro raggiunsero prezzi via via maggiori, fino a toccare i $2m a novembre (contro la stima di $350-450.000). L’anno successivo un’altra scultura venne battuta a $2.5m e a luglio 2008 venne segnato il suo nuovo record a $3.4 m. Il successo delle sue sculture funzionò da traino anche per i multipli: tra 2004 e 2008 i prezzi quadruplicarono. In galleria i suoi prezzi vanno dai $300.000 al milione: a Basilea a giugno, alla Lisson Gallery è stata venduta una scultura nera a muro per $780.000 mentre a Maastricht in marzo una color magenta a $880.000.
Nel 2010, nella Top 10 dei migliori risultati d’asta di arte contemporanea indiana, Kapoor occupa ben 7 posizioni, con il collega Bharti Kher in cima alla classifica, Raqib Shaw alla quinta posizione e Subodh Gupta in ottava. Kapoor è anche il più anziano della Top 10, e le 7 opere in questione hanno tutte superato il mezzo milione di dollari, di cui una il milione (la scultura Alba ha raggiunto $1.2 m da Sotheby’s New York il 9 novembre 2010).


A livello internazionale, la Top 10 della scultura contemporanea vede tre indiani e due cinesi alle prime posizioni. Tra gli indiani naturalmente c’è anche Kapoor, in seconda posizione con un fatturato di €6.9 milioni, mentre in testa troviamo l’indiscusso Jeff Koons con i suoi €11milioni. Le opere maggiormente quotate sono quelle create tra 2003-2005 e il territorio prediletto per le sue vendite è New York.
Anish Kapoor ha un passato d’asta che va oltre i vent’anni e a parte la breve battuta d’arresto della fine del 2008, il mercato di Kapoor si conferma molto stabile vista la veloce ripresa delle sue cifre. Le sculture più importanti che hanno cambiato proprietario più volte per cifre a sei zeri hanno infatti mostrato una grande resistenza alla crisi. Se alla fine del 2008 troviamo il periodo peggiore per Kapoor (e non solo) con clamorosi invenduti, come un alabastro stimato 2-3 milioni di dollari l’11 novembre e una sua installazione monumentale in alluminio il 24 dello stesso mese, già il 5 febbraio 2009 a Londra un’opera in acciaio del 1996 aveva polverizzato la stima massima totalizzando €936.000.

I forti segnali del mercato di Anish Kapoor sono accompagnati da grandiose mostre organizzate in tutto il mondo. Come ad esempio Monumenta a Parigi fino al 23 giugno scorso, in cui si trovò a riempire un vasto spazio di 13,500 mq al Grand Palais, preceduto da artisti come Anselm Kiefer nel 2007, Richard Serra nel 2008 e Christian Boltanski nel 2010.
E l’anno prossimo, in occasione delle Olimpiadi di Londra, realizzerà un’imponente scultura di 115 metri di altezza…


Martina Gambillara

www.anishkapoor.com

 

 

 

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.