2011 a metà corsa. È tempo di bilanci per il mercato

Primo semestre 2011, ed è giunto il momento di fare un primo, importante bilancio sull’anno in corso. In estrema sintesi: in rialzo le vendite private, bassa pressione negli States, temperature alle stelle in Asia. Ma entriamo nel dettaglio…

Picasso, La Lecture

Christie’s ha pubblicato le cifre del primo semestre del 2011, che indicano numerosi motivi per cui essere ottimisti. Abbiamo recentemente analizzato la situazione dell’altra big londinese Sotheby’s che, a differenza della casa d’aste di Pinault, è una società quotata in borsa e si trova in un periodo di difficoltà per aver troppo a lungo speculato sull’euforia del mercato attraverso le proprie stime. Sotheby’s pubblicherà i propri dati a fine agosto.
Il resoconto di Christie’s rappresenta un buon indicatore della direzione che sta prendendo il mercato globale dell’arte. Alcuni indizi: le vendite negli Stati Uniti sono calate del 13%, mentre quelle di Hong Kong sono cresciute del 48%; un collezionista privato asiatico ha comprato un disegno di Michelangelo per $ 5,1 milioni a luglio a Londra; le vendite di vini sono aumentate del 107% grazie all’interesse dei compratori cinesi.
Questo -13% del mercato americano indica che gli Stati Uniti ancora faticano a risollevarsi dalla crisi, mentre la situazione opposta della Cina dà la conferma di quale stia diventando il fulcro della ricchezza globale. Molti paragonano il boom cinese con quello giapponese del 1989, soprattutto da quando i collezionisti asiatici hanno iniziato ad acquistare gli Impressionisti e i grandi nomi dell’arte occidentale; il Giappone, però, non aveva creato le basi per un sistema artistico interno, d’aiuto per reggere l’onda d’urto della crisi immobiliare.


Ecco dunque le cifre di Christie’s: $ 3,2 miliardi di fatturato in questo primo semestre, un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2010, sommato a un incremento delle vendite private addirittura del 57%. In Europa e Regno Unito le vendite ammontano a $ 1,3 miliardi, il 24% in più rispetto all’anno precedente, mentre negli Stati Uniti la cifra scende a $ 941,6 milioni. In Asia le vendite hanno totalizzato $ 482,5 milioni, e nel Medio Oriente hanno registrato un totale di $ 10,8 milioni, il 10% in più, orientati soprattutto verso gioielli e orologi. I compratori russi si concentrano maggiormente sugli Impressionisti e sull’Arte Moderna, le Arti Decorative del XX secolo e l’Arte Contemporanea. I compratori cinesi investono nelle vendite di Arredamenti e Capolavori Antichi.
Il grande successo per le opere di qualità riflette la richiesta del “meglio del meglio” dei compratori di tutto il mondo, che vogliono costruire la propria collezione nello “stile Medici”, come lo chiama Christie’s. I collezionisti sono sempre più selettivi, dunque, ma agli alti livelli rivolgono l’attenzione verso molteplici categorie e periodi.
Altro motivo di vanto per Christie’s sono le vendite online. Gli utenti registrati sono cresciuti del 27% nel primo semestre del 2011.

Lawrence Alma-Tadema, Anthony and Cleopatra

Se da Christie’s sono raddoppiate, anche da Sotheby’s le vendite private danno un largo contributo al totale del fatturato, aumentate del 79%. Dal 2007 Sotheby’s ha guadagnato $ 1,7 miliardi grazie a esse: un motivo valido per riservare sempre più attenzione a questo settore. Perché le vendite private sono in aumento? Pochissimi galleristi al mondo hanno una rete mondiale di uffici, come Gagosian, e un pacchetto clienti vastissimo. Ecco dunque individuate le principali ragioni per cui le case d’asta sono in grado di catalizzare l’attenzione di venditori e compratori, che magari non vogliono passare per le lunghe procedure della vendita in asta.
L’esplosione delle vendite private viene inoltre ricondotto al Qatar, le terre del petrolio che alimentano i più grandi compratori d’arte contemporanea, i quali stanno dietro alle maggiori vendite private. Ricordiamo che il Qatar ha portato via Ed Dolman dalla sua carica di amministratore delegato di Christie’s, rimpiazzato da Steven P. Murphy.
ArtTactic ha pubblicato il suo ultimo report sul mercato europeo e americano d’arte contemporanea, mostrando che, nonostante la fiducia sia cresciuta dell’8% nella prima metà del 2011, il rischio nel mercato artistico è cresciuto del 12%. Inoltre, numerose sono le similitudini con la condizione del mercato dell’arte odierno con quello del periodo 2007-2008.


Veniamo ora agli artisti: 5 dei 10 prezzi più alti battuti da Christie’s sono stati pagati per opere di Picasso e Warhol; confermano un mercato forte Bacon, Rothko e Doig. L’autoritratto di Warhol è stato il miglior performer di questo semestre, battuto per $ 38,4 milioni e, in una sola asta tenutasi a maggio, il pop artist ha totalizzato ben $ 90 milioni. La stagione è stata inoltre caratterizzata da capolavori riscoperti, come un disegno di Roy Lichtenstein e una splendida tela di Mark Rothko.
In un’ottica più globale, Artprice ha pubblicato la classifica dei 10 migliori risultati d’asta di questo primo semestre. Al primo posto troviamo Qi Baishi, ma non è stato venduto dalle due case d’asta big, bensì dalla cinese China Guardian. I $ 57,2 milioni pagati per Eagle Standing on Pine Tree; Four-Character Couplet in Seal rappresentano il record per l’artista, battendo i $ 44,7 milioni di Flowers and Insects, battuto da Poly International Auction Co. Ltd il 22 novembre 2009. Quest’anno Qi Baishi, in soli sei mesi, ha già realizzato 30 vendite al di sopra del milione di dollari.

Andy Warhol, Self portrait

Al secondo posto della classifica troviamo Picasso con La Lecture, un dipinto che rappresenta Marie-Thérèse Walter ($ 36,2 milioni), venduto a febbraio da Sotheby’s, mentre le opere di Warhol all’interno della classifica sono due autoritratti venduti a maggio da Christie’s.
Non rimane che osservare come evolverà il prossimo semestre, storicamente il più bollente fra le stagioni delle aste. E verificare se il mercato sosterrà la propria ripresa, continuando a offrire opere di gran qualità come in questi primi sei mesi del 2011.

Martina Gambillara

La crisi di Sotheby’s

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
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    Carissimi, vorrei sottolineare l’iniziativa della Nuova Venezia: una raccolta firme per sostenere il terzo mandato di Paolo Baratta alla Biennale di Venezia.
    Non sò cosa ne pensate in merito, ma vista la vostra sensibilità e attenzione al tema, ve lo segnalo a titolo informativo, cosa che hanno fatto altre edizioni on-line di magazine del settore. Saluti