Tenete d’occhio la fiera MIA

Appunti per MIA. La nuova fiera meneghina dedicata interamente alla fotografia, ideata dal collezionista ed esperto di settore Fabio Castelli. Partita in sordina, finisce con un successo oltre le aspettative. Una sorpresa che fa rima con impresa.

Michele Tarantini - Fabio Castelli - 2010

Milano con le fiere d’arte non ha mai avuto un gran feeling, e pensare all’ennesimo appuntamento di un calendario ormai congestionato era davvero ardito. Ma è proprio vero che c’è sempre spazio per le buone idee, e questa MIA – Milan Image Art Fair, compatta, estrema, coinvolgente e senza fronzoli, sembra averne più d’una. L’ambito è quello della fotografia contemporanea, rappresentata attraverso piccoli solo show che permettono un grado di approfondimento raro per una fiera, agevolato da una larga partecipazione diretta degli artisti, disponibili a raccontarsi al pubblico, firmare monografie, dibattere sui problemi della cultura.
Geniali alcune intuizioni, come quella di documentare ogni stand con un esauriente catalogo o quella di aprire la kermesse a ciò che di solito sta dietro le quinte – laboratori, editori, stampatori -, occasione didattica per il pubblico, di incontro e confronto per gli operatori.

Punti deboli? Molti, alcuni di non facile soluzione: troppi espositori (230), allestimento claustrofobico, illuminazione approssimativa, segnaletica da ripensare, assenza di punti di sosta, servizi di ristorazione inadeguati, infine la sezione pensata per gli emergenti, Proposta MIA, di manica troppo larga nella selezione. Insomma, molto lavoro ma anche una buona piattaforma su cui lavorare.

QUALCHE SPUNTO DA MIA

Richard Kern - Girlfriend 2 - courtesy Aristocratic, Bologna

Una selezione di classici ritratti della star underground Richard Kern, pervenuti direttamente via Guidi & Schoen di Genova, che lo rappresenta in Italia.

Christof Klute - o.T. (LeCorbusier Berlin) - 2008 - courtesy Cons Arc, Chiasso

Assegnabile alla scuola di Düsseldorf dei Becher, la ricerca di Christof Klute si distingue per l’interpretazione soggettiva di edifici di celebri architetti, da Le Corbousier a Terragni e Niemeyer. Esemplari le vedute attraverso zanzariere e veneziane. Da Cons Arc di Chiasso.

Lee Friedlander - The little screens - 1961-70 - courtesy Photographica Fine Art, Lugano

Lui è tra i maestri che meglio ha interpretato lo spirito americano nel dopoguerra. Lee Friedlander ha rappresentato mirabilmente la vita delle grandi metropoli, ma ha saputo cogliere anche aspetti intimi e stranianti con serie come Little screens.

Man Ray - La Mode au Congo - fotografia stampata nel 1981 da negativo originale di Man Ray del 1937

Les femmes di Man Ray. Lo Studio Marconi propone una selezione di cinquant’anni  di ritratti femminili, compresa la celebre serie Mode au Congo del 1937, realizzata per la rivista antagonista di Vogue Harper’s Bazaar vestendo modelle del tempo con bizzarri accessori esotici.

Igor Mukhin - 5 Krasnodar - 1998 - courtesy Galleria Impronte, Milano

La Russia contemporanea, un Paese in rapido cambiamento nell’epoca post-sovietica. Igor Mukhin è fra gli interpreti più sensibili di un clima fatto di entusiasmi, delusioni, slanci e contrasti. Un lavoro che è già storia.

Yamamoto Masao - # 1534 - courtesy l'artista e Ito Itaru

Fotografia anticonvenzionale, quella del giapponese Yamamoto Masao. Piccolissime stampe per lo più a contatto, da portafoglio. A box of KU, che sta per ‘vuoto’ o ‘niente’,  è un progetto che rivela la bellezza spirituale nelle cose che ci circondano.

Il treno per il Sud di Carlo Orsi

Non solo cinema. La milanese Admira riscopre il neorealismo in fotografia, la Milano postbellica di Mario De Biasi, l’Emilia del boom economico di Nino Migliori e la gente del sud di Carlo Orsi. Suggestiva la sequenza che riproduce il treno di ferragosto in partenza da Milano per il Sud.

Nino Migliori - Polarigramma - 1977 - courtesy Admira, Milano

Nino Migliori e la sperimentazione con la fotografia degli anni ’70. Astrazioni geometriche caleidoscopiche realizzati con pezzetti di carta velina bianca, ripresi attraverso lenti polarizzate di occhiali da aviatore.

Franco Vaccari - Photomatic d'Italia - 1972-73 - courtesy P420, Bologna

Della stagione della fotografia concettuale degli anni ’70, Franco Vaccari fu tra gli interpreti più geniali. Nel 1972, il progetto Esposizione in tempo reale gli valse la partecipazione alla Biennale di Venezia. Oltre 6mila persone si ritrassero in fototessera usando una tipica Photomatic dell’epoca.

Pierluigi Fresia - I am not thinking of death - 2010 - courtesy Galleria Martano, Torino

Curiosa e originale la scelta di Pierluigi Fresia, che stampa il titolo dell’opera dentro l’opera stessa. Il linguaggio sembra mutuato da quello dei manifesti pubblicitari, ma non manca di efficacia nella dialettica testo/immagine.

Nicola Vinci - Martin Lutero - 2010 - courtesy Emmeotto, Roma

Tra gli emergenti italiani di successo, Nicola Vinci realizza forse il suo più interessante progetto di sempre. Sono vedute in apparenza insignificanti che l’artista riassegna a celebri personaggi della storia. Basta spostare il crocifisso per percepire la presenza di Martin Lutero, intuizione niente male.

Giulia Marchi - Ascendo - calotipo stenopeico - courtesy l'artista

Tra le Proposte MIA scegliamo Giulia Marchi, un’artista che ama manipolare la fotografia, con esiti decisamente affascinanti. Interessante anche quando crea sequenze quasi filmiche per documentare la trasformazione dell’immagine.

Alfredo Sigolo

www.miafair.it

  • una che sa

    La selezione delle proposte non è stata fatta in base alla qualità, ma in base a chi fosse disposto a pagare 2000 euro ecco il profumo di impresa!!

    Artisti spremuti per fare i galleristi e i critici di sé. “e però se vendi il ricavato è tutto tuo”

    eh già!!

    Mi fa fin impressione vedere Nicola Vinci (che ha rifiutato Venezia) esporre in una fiera dove la selezione delle proposte emergenti (ovvero i pivelli, come definisce lui i giovani artisti) è stata fatta in base al portafoglio e non alla qualità del lavoro.

    Questa arte non è cosa nostra.

    • alf

      Sì sapevo di questa cosa e ne so altre raccolte tra gli stand. Ad esempio che almeno alcuni degli artisti della sezione sono stati contattati/invitati direttamente, per evitare di trascendere una certa soglia. Certamente questa sezione è totalmente da ripensare, di formule ce n’è a iosa: concorsi, selezione di giuria di qualità, votazione popolare ecc. Qualcosa sarà fatto perché – altra cosa che si è saputa – i galleristi ovviamente non hanno per nulla gradito questa intrusione e si sono lamentati non poco. In ogni caso alla prima si può perdonare qualcosa. La cosa difficile sarà ora preservare quanto di buono s’è visto, risolvere le pecche e, soprattutto, contenere i costi. Perché le troppe gallerie e anche la sezione a pagamento di MIA Proposte hanno consentito quest’anno di offrire spazi a prezzi ragionevoli. Una selezione più rigorosa è auspicabile ma rischia di trasformarla in una fiera d’élite penalizzando le giovani gallerie, snaturandola rispetto a quello spirito agile, aggressivo, aperto alla sperimentazione e al retroterra professionale che sono la formula vincente. Una bella scommessa da tener d’occhio, appunto.

  • Peppo

    Confermo alla grande. $$$ = MIA. A me hanno chiesto 2.500 euro, con la presunzione di aggiungere che avevo superato la selezione di qualità. Vabbè, sarà anche il MIA, ma io 2.500 euro li devo sudare alla grande e se li avessi abuti li avrei certamente spesi per andare 2 mesi a cuba e non ad esporre al MIA.

  • è un bel neonato che deve crescere.Quindi auguri.