ArtVerona 2018 all’insegna dell’Utopia. Il tema e le gallerie della prossima edizione della fiera

La fiera veneta ha svelato i nomi dei 145 espositori selezionati per la prossima edizione che si terrà dal 12 al 15 ottobre. Anche quest’anno ArtVerona si conferma come piattaforma di valorizzazione dell’arte emergente italiana, con sezioni ad hoc dedicate agli spazi sperimentali e indipendenti. Ne abbiamo parlato con il direttore della fiera Adriana Polveroni

ArtVerona 2017
ArtVerona 2017

Avevamo parlato di ArtVerona pochi giorni fa, in occasione dell’ultimo roadshow tenuto a Napoli nell’ambito di Collezionismo al Centro, format che – come racconta Valentina Poli in questo articolo – mira ad aprire le case dei collezionisti creando occasioni di incontro e dialogo tra i professionisti del settore in tutta Italia. E sembra proprio che la fiera veronese voglia continuare a far parlare di sé, nonostante i mesi estivi, in vista dell’edizione di quest’anno che si terrà dal 12 al 15 ottobre, la 14esima della storia della rassegna e la seconda sotto la direzione di Adriana Polveroni, critico d’arte e giornalista che è subentrata ad Andrea Bruciati alla guida della fiera. In queste ultime ore, infatti, ArtVerona ha svelato il tema dell’edizione 2018, Utopia, in continuità con la visione e gli obiettivi del concept dello scorso anno, ovvero Viaggio in Italia – #backtoitaly: “l’hashtag #backtoitaly rimane anche nel tema di quest’anno, come simbolo della visione e degli obiettivi della fiera: ovvero valorizzare l’arte italiana”, racconta ad Artribune Polveroni.

Opening ArtVerona 2017
Opening ArtVerona 2017

L’UTOPIA DELL’ARTE ITALIANA

La prossima edizione di ArtVerona è dedicata dunque al tema dell’Utopia, alle tante sfide e imprese possibili del sistema dell’arte italiano che la fiera vuole accogliere e rappresentare, con un invito e una dichiarazione di intenti, il già citato #backtoitaly, divenuto fattore dell’identità e del posizionamento di ArtVerona. “La nostra fiera vuole promuovere ma anche far conoscere l’arte italiana contemporanea, spesso poco conosciuta”, continua Polveroni. “All’estero, per esempio è molto apprezzata l’Arte Povera, ma poi è praticamente sconosciuto tutto quello viene dopo, a parte Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft. Ecco perché vogliamo dedicare la nostra fiera all’arte italiana giovane, ma anche meno giovane, degli ultimi decenni”. E da questa visione deriva, un po’ come motto, il tema Utopia: “per superare le criticità del presente bisogna avere uno sguardo molto alto, che arriva proprio da certe spinte utopistiche. Ma è anche importante dare concretezza e forza progettuale a questi slanci ideali che, altrimenti, resterebbero irrealizzati: questo è anche il tema della mostra che curo insieme a Gabriele Tosi al palazzo dell’ex Dogana di terra, dal titolo ‘Chi utopia mangia le mele’ (esposizione nell’ambito degli eventi collaterali della fiera ‘Art & the City’, n.d.r.). Abbiamo chiesto alle gallerie partecipanti alla fiera di riflettere su questo tema, vedremo come risponderanno alla nostra suggestione”.

artverona, ph. irene fanizza, bibo's place
artverona, ph. irene fanizza, bibo’s place

COME SARÀ ARTVERONA 2018. LE NOVITÀ

Il secondo anno della direzione artistica di Adriana Polveroni ad ArtVerona vede l’ingresso di 35 nuove gallerie, per un totale di 145 espositori, tra moderno e contemporaneo, oltre a 14 spazi indipendenti e 18 realtà editoriali, con un’area rinnovata per ospitare anche le proposte più di ricerca. L’edizione 2018 della fiera ospiterà 6 sezioni, dedicate al moderno e al contemporaneo: Main Section, sulle realtà consolidate ed emergenti che propongono un percorso focalizzato in particolare sugli artisti italiani ma anche su una proposta internazionale; Grand Tour, con gallerie straniere presenti in Italia e gallerie italiane trasferite all’estero; le sperimentali Raw Zone e Scouting. Novità di quest’anno è la sezione Focus on, in cui saranno presenti gallerie che rappresentano per la prima volta un Paese ospite, in questa edizione la Lituania, grazie alla collaborazione con Julija Reklaite, addetto culturale della Repubblica Lituana in Italia. “Tengo molto alla sezione Focus on”, spiega Polveroni, “perché per la prima volta un paese straniero sarà presente ad ArtVerona e perché per sostenere il sistema dell’arte italiana è necessario il dialogo e il confronto con l’estero. Un paese come la Lituania, dalla scena artistica emergente e in ascesa, catturerà l’interesse anche dei collezionisti, per via dei costi contenuti delle opere”.

PUNTARE SUI GIOVANI

In linea con la mission #backtoitaly, anche quest’anno la fiera propone la sezione Free Stage, una piattaforma dedicata ai giovani artisti “senza galleria” presentati da un artista della generazione precedente alla loro che svolge, quindi, il ruolo di mentore e tutor: quest’anno toccherà ad Adrian Paci il compito di presentare e lanciare i giovani Leonardo Pellicanò (1994), Chiaralice Rizzi (1982) e Alessandro Laita (1979). CUT (Prato), FuturDome (Milano), Impasse (Torino), Il Colorificio (Milano), IoDeposito (Treviso – Udine), La Casaforte S.B. (Napoli), L’Ascensore (Palermo), Le Dictateur (Milano), Pelagica (Milano), Porto dell’Arte (Bologna), SpazioBuonasera (Torino), Standards (Milano), The View From Lucania (Potenza) e Zoo Zone Art Forum (Roma) sono invece gli spazi indipendenti selezionati grazie al contest annuale di i9 – spazi indipendenti, la sezione a cura di Cristiano Seganfreddo che fa entrare in fiera anche il variegato scenario dei project space, sempre più attivo nella produzione artistica contemporanea: “nessuna fiera dà voce e spazio alle realtà di giovani collettivi curatoriali, di ricerca e sperimentazione che non sono ‘di mercato’”, conclude Polveroni. “Quella che ogni anno ArtVerona porta avanti è una ricognizione sull’intero Paese, ricercando in tutta Italia gli spazi indipendenti più interessanti. E ne stanno nascendo tanti, segno della sempre più crescente esigenza di avere uno sguardo che vada oltre lo stesso mercato”.

– Desirée Maida

www.artverona.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.