Paris Internationale, la più giovane delle fiere collaterali di FIAC, cambia ancora sede nel 2018

Novità per Paris Internationale, fiera collaterale di FIAC, che per l’autunno 2018 ha annunciato un cambio di sede. Dopo l’esperienza dello scorso anno all’interno di un parcheggio multipiano, la rassegna torna alle origini scegliendo un edificio del XIX secolo nel cuore di Parigi…

Paris Internazionale

Con Art Basel si chiude la prima parte dell’anno per quanto riguarda i grandi appuntamenti fieristici internazionali. Una sorta di cesura ideale che divide in due il calendario prima della lunga pausa estiva. In attesa che arrivi l’autunno e ricominci il girovagare dell’art world da una fiera all’altra, ecco che iniziano a trapelare le prime informazioni sulle manifestazioni della seconda parte dell’anno. Si parte da Paris Internationale, evento collaterale di FIAC, che di anno in anno sta attirando sempre maggiore interesse da parte di pubblico e addetti ai lavori, che ha annunciato una nuova sede per l’ottobre 2018.

RITORNO ALLE ORIGINI

È una sorta di ritorno alle origini per Paris Internationale, nata nel 2015 dall’intuizione di cinque gallerie  emergenti – Crèvecoeur, High Art, Antoine Levi, Sultana e Gregor Staiger, che si è imposta fin dalla sua prima edizione come uno degli eventi più interessanti della Paris Art Week. Complice una struttura snella, declinata in una sessantina di giovani gallerie internazionali e in location sempre suggestive: due hotel particulier nel cuore del 16ème arrondissement per le prime due edizioni e, per la terza, un parcheggio multipiano in zona Place de la République, che per quasi trent’anni ha ospitato la sede di Libération. Un luogo apparentemente scarno ma al tempo stesso pieno di fascino, anche grazie alla vista mozzafiato su Parigi che si ammira dall’ultimo piano. Una scelta che ci era piaciuta molto lo scorso anno – forte anche della partnership di Gucci – e che aveva riscontrato il consenso pressochè unanime di pubblico e addetti ai lavori. Per il 2018, la fiera cambia ancora pelle, scegliendo di ritornare allo stile più intimo e raccolto delle prime due edizioni. La sede scelta è una villa del XIX secolo situata al numero 16 di rue Alfred de Vigny, non lontana dall’Arco di Trionfo.

LO STILE DELLA FIERA

Cambia la sede, cambia l’atmosfera, ma non lo stile della fiera. Resta invariato il focus sulle giovani gallerie con un’attenzione per gli artisti emergenti. Cala leggermente il numero dei partecipanti. Paris Internationale 2018 ospiterà 43 gallerie provenienti da 17 paesi. Ancora in via di definizione la lista dei partecipanti. Per il momento hanno riconfermato la loro presenza Bodega e Simone Subal da New York, BQ da Berlino, Carlos Ishikawae Union Pacific da Londra, Croy Nielsenda Vienna, Deborah Schamoni da Monaco, Max Mayer da Dusseldorf, Mother’s Tankstationda Dublino/Londra. Tra le new entries, invece, hanno dato la loro disponibilità Amien & The Love Guru da Bruxelles,Fons Weltersda Amsterdam, Isabella Bortolozzida Berlino, Öktem Aykutda Istanbul, Roh Projets da Jakarta, Southard Reid da Londra, Wschód da Varsavia, Xyz Collective da Tokyo. Le due uniche presenze italiane sono Spazio A da Pistoia e Norma Mangione da Torino. Spazio anche ad una selezione di realtà no-profit, ospitate gratuitamente dalla fiera.

      Mariacristina Ferraioli

Parigi // 17 — 21 ottobre 2018
Preview il 16 ottobre 2018
16, Rue Alfred De Vigny – 75008 Paris
http://parisinternationale.com

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.