Art Basel Miami Beach. Ecco i 9 stand che ci sono piaciuti di più

Un’edizione complessa di Art Basel Miami Beach che deve fare i conti con i lavori in corso nel centro congressi in cui è ospitata. Tanti disagi per galleristi e visitatori, ma la qualità della fiera resta elevatissima. Ecco la classifica dei 9 stand che ci hanno colpito di più.

Paula Cooper
Paula Cooper

Annata di significativi cambiamenti ad Art Basel Miami Beach. La versione tropicale della fiera svizzera più importante al mondo deve fare i conti con i lavori in corso nel centro congressi della città. E sono dolori. Il cantiere è ancora in corso, i disagi non mancano, uno degli ingressi al padiglione è rimasto chiuso e dio solo sa quanto sia importante un ingresso nella geopolitica di una fiera come questa. Sta di fatto che l’organizzazione, a fatture già emesse, è corsa ai ripari applicando fior di sconti ad alcuni galleristi penalizzati dalla situazione. Un caso più unico che raro. Ma a proposito di geopolitica le novità non sono limitate alla porta sbarrata causa lavori: era da anni che non succedeva e quest’anno è successo: Art Basel ha effettuato un significativo e radicale shuffle di tutti i posti, dentro e fuori la fiera. Dite addio al vostro senso dell’orientamento, da oggi tutto è mescolato e nessuna galleria sta più nel posto in-cui-è-sempre-stata. Con qualche difficoltà a raccapezzarci (tra l’altro moltissimi sono gli stand concepiti con una logica labirintica) abbiamo comunque provato a stilare la classifica degli stand migliori. Nel quadro di una manifestazione che si presenta con un approccio ultra commerciale (molte gallerie, tra le megas, hanno approntato degli stand di squisitissimo showroom, vedasi White Cube che in questi giorni inaugura anche uno spazio temporaneo a Miami Design District), bisogna dire che la qualità è comunque elevatissima e il livello è tra i più alti a livello mondiale come ormai questa fiera ci ha da qualche anno abituato. Premesso tutto ciò, ecco le nostre scelte.

– Massimiliano Tonelli

9. NOERO, Torino

Noero
Noero

Grandi spazi, bel respiro, eleganza e colorazioni violette che si richiamano. Tutta la scuderia in spolvero assoluto con Lara Favaretto ben collocata così come Gabriel Kuri, Jason Dodge e gli altri.

8. SALON94, New York

Salon 94
Salon 94

Un angolo di fiera tutto aperto, senza pareti su due lati. Sugli altri due muri le nuove opere optical dell’artista aborigeno australiano Warlimpirrnga Tjapaltjarri, poi i quadri di Jayson Masson e il resto dello spazio riempito con le sedute in granito di Max Lamb e un video che spiega come sono state realizzate.

7. CONTINUA, San Gimignano

Galleria Continua
Galleria Continua

Nulla di sensazionale, ma un bello stand colorato e allegro che francamente non guasta. Show off delle opere di Pascale Marthine Tayou che a pochi metri è in mostra al The Bass Museum e poi gli altri: Garaicoa, Kapoor, Etel Adnan.

6. LISSON, Londra

Lisson Gallery
Lisson Gallery

Pezzi interessanti e peculiari di Ryan Gander, Daniel Buren, Ai Wei Wei e Allora&Calzadilla. Ma l’elemento di maggior richiamo è un monolite datato 2008 e firmato da Anish Kapoor: è uno specchio deformante davvero spiazzante perché capace di far perdere l’equilibrio. Potente.

5. SADIE COLES HQ, Londra

Sadie Coles
Sadie Coles

Booth arioso e ben collocato. Una casa-maschera di Jordan Wolfson, una scultura di Urs Fischer in tradizionale paraffina e due gabinetti firmati dalla ex ragazza cattiva Sarah Lucas.

4. ESTHER SCHIPPER

Eather Schipper
Eather Schipper

Non ispirato come al solito, più serio, composto (altro che arte Miami style, più sono tutti più compassati che in Svizzera…), ma comunque pieno di spunti significativi. Con Ann Veronica Janssens, Tomàs Saraceno, le pareti esterne appannaggio di Liam Gillick, piccole sculture di Ugo Rondinone e un bel progetto di qualche anno fa di Roman Ondak.

3. PAULA COOPER, New York

Paula Cooper
Paula Cooper

Stand di grandissimo impatto. A terra Carl Andre, alle pareti Rudolf Stingel, sullo sfondo un mezzo chilometro di Sol LeWitt. Cosa aggiungere?

2. VICTORIA MIRO, Londra

Victoria Miro
Victoria Miro

Da entrarci e starci quaranta minuti. Per studiare le nuove opere di Hernan Bas, quelle di Chantal Joffe, i disegni di Chris Ofili, i lavori di Yayoi Kusama e Milton Avery. Il tutto facendo lo slalom tra le installazioni in garza di Do Ho Shu per arrivare all’angolo struggente con i quadri degli anni Trenta e Quaranta di Alice Neel. Altissimo livello.

1. EVA PRESENHUBER, Berlino

Eva Presenhuber
Eva Presenhuber

Sì, siamo banali e scontati. Ma al primo posto ci mettiamo questo stand facile facile e plateale. Facendo leva sulla mostra personale di Ugo Rondinone che riapre The Bass Museum (tra l’altro poco distante dalla fiera, vedi anche video nel nostro canale YouTube), la galleria berlinese allestisce uno spazio etereo, apparentemente amplissimo, caratterizzato da uno dei noti alberi bianchi dell’artista italo-svizzero e poi altre sculture più piccole a fare da dorato e colorato contrappunto. Decisamente lo stand più instagrammato della fiera.

CONDIVIDI
Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.