Quando i lavoratori diventano forza lavoro

I programmi di staff involvement sono iniziative attraverso le quali l’impresa coinvolge i propri dipendenti e collaboratori in uno stretto rapporto con la comunità locale di riferimento. In particolare un’impresa e un’organizzazione no profit condividono delle risorse, sia a proprio beneficio che a favore della comunità.

Sissi - Aspiranti Aspiratori - 2012 - veduta della cubatrice in sala prototipi, Elica Fabriano - courtesy Fondazione Ermanno Casoli - photo Ramiro Castro Xiques

Il volontariato d’impresa (o staff involvement) è un progetto in cui l’impresa incoraggia, supporta oppure organizza la partecipazione attiva e concreta del proprio personale alla vita della comunità locale o a sostegno di organizzazioni non profit durante l’orario di lavoro.
Le imprese si impegnano sul versante sociale anche a causa delle forti pressioni che provengono da parte di consumatori, investitori, media, comunità locale e azionisti d’impresa stanti le attuali condizioni economiche. Il mondo delle imprese, infatti, ha assunto nell’ultimo secolo una posizione a livello di status sociale prima sconosciuta e si trova perciò oggetto di crescenti aspettative da parte della comunità. Da una parte c’è una grande speranza nella comunità su quanto il business dovrebbe fare per la società, contemporaneamente dall’altra  le imprese cercano di creare uno stabile legame di fiducia con il proprio “pubblico” di riferimento così come una sempre maggiore interazione reciproca.
Nel caso della strategia che utilizza il coinvolgimento del personale, l’impresa decide di comunicare non solo attraverso programmi di erogazione in denaro o in beni, manifestando la vicinanza con la comunità locale mediante la disponibilità nel consentire in orario di lavoro l’impegno nelle attività di volontariato del proprio personale.
Gli enti non profit che stanno attualmente proponendo alle imprese questa forma di partecipazione/collaborazione sottolineano come essa rafforzi l’identità aziendale lavorando sul rafforzamento del gruppo. In effetti, i possibili benefici per le imprese, ottenibili mediante questo particolare strumento, vanno dalla motivazione e fidelizzazione del personale al miglioramento delle relazioni industriali e alla differenziazione rispetto ai concorrenti.

Danilo Correale, The Game, Colle di Val d’Elsa - photo Maurizio Esposito
Danilo Correale, The Game, Colle di Val d’Elsa – courtesy Fondazione Ermanno Casoli – photo Maurizio Esposito

Dall’altra parte, le organizzazioni possono accedere al tempo e alle competenze specifiche di lavoratori che applichino la propria esperienza professionale all’interno di progetti differenti dal quotidiano, trovando stimoli e investendo energie nuove. Senza parlare dell’effetto di promozione e diffusione della mission dell’organizzazione no profit in contesti differenti rispetto ai propri canali abituali e la possibilità di accedere a competenze innovative per realizzare interventi sociali più efficaci.
La tecnica dello staff involvement dunque rappresenta una vera e propria innovazione nei meccanismi di partnership tra soggetti profit e no profit: lo scopo condiviso di creare valore comune viene perseguito mediante una relazione costruita nel tempo, che si fonda sulla capacità di declinare la specificità dell’impresa per la realizzazione di un progetto senza scopo di lucro. Una relazione, quindi, basata sulla condivisione degli obiettivi e la pianificazione delle attività.

Claudia Balocchini

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Claudia Balocchini
Claudia Balocchini è avvocato, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2007 è specializzata nel diritto degli enti e delle società, in diritto tributario nonché tutela dei beni culturali e delle opere creative e dell’ingegno. E' consulente per società ed enti no-profit in materia di costituzione e start-up, modifiche statutarie, governance, pianificazione fiscale, tutela dei patrimoni, fundraising e project managing. Dopo un master in diritto tributario a Firenze ed un corso di alta formazione manageriale in campo culturale presso la LUISS a Roma, applica le proprie competenze professionali anche al contesto culturale contemporaneo.