Mecenatismo anacronistico

Le radici storiche del mecenatismo si innestano nel fenomeno del collezionismo quando, disposti a spese “improduttive”, i sovrani dal Trecento e più tardi i principi europei siglano un rapporto strettissimo fra artista e committenza. Se Cosimo de’ Medici avesse reinvestito i suoi guadagni solo nelle aziende, oggi non sapremmo quasi più nulla di lui. Con i loro investimenti economicamente “improduttivi”, hanno ottenuto la più grande rendita immaginabile: avere nomi immortali.

Un particolare del ritratto di Cosimo de' Medici eseguito dal Pontormo

Con questo numero di Gestionalia inauguriamo la tematica fiscale, complice la grande attualità di un trend tributario a dir poco sfavorevole per gli investimenti culturali. Sul fronte liberalità delle persone fisiche (detraibili per il 19% dall’imposta Irpef) la scure della spending review ha introdotto una franchigia e un tetto, scoraggiando così le donazioni di modesta entità, preziose per alimentare quel senso di “individuale collettivo” ben espresso dall’articolo 9 della Costituzione, snodo per una partecipazione identitaria e diffusa fiscalmente rilevante. Le liberalità da parte delle imprese resistono, con la deducibilità (con abbattimento dell’imposta Ires) parziale (nei limiti del 2% o del 10% del reddito con il tetto dei 70mila euro) o totale (art. 100 TUIR, co 2), ma è stato subito bloccato il tentativo promosso dalla Regione Toscana di prevedere anche una deduzione Irap, dichiarata incostituzionale (è in corso un dibattito fra la Corte e gli uffici giuridici della Regione).

Diego e Andrea Della Valle, in posa di fronte al Colosseo
Diego e Andrea Della Valle, in posa di fronte al Colosseo

Intanto la Cassazione sta interpretando in maniera restrittiva le sponsorizzazioni, affermando l’integrale deducibilità solo se sussiste un “nesso logico fra l’attività dello sponsor e la promozione dedotta”, con onere probatorio a carico del contribuente. Chissà se, nel tentativo di dimostrare il “nesso logico”, se ne vedranno di tutti i colori: clausole ad hoc per la crescita di fatturato, il do ut des fra sponsor e sponsee (la sinallagmaticità) riferito a obiettivi di espansione dei mercati (reali!). Altro che reputazione, visibilità del marchio, formazione delle risorse umane: la sponsorizzazione culturale deve garantire all’azienda-mecenate le vendite! E noi che ci eravamo sentiti più civili quando anche il Codice dei Beni Culturali accolse la sponsorizzazione (art. 120), affidandole quella dignità di strumento d’investimento prima ancora che di agevolazione tributaria.
Ma non era l’economia a dover sostenere la cultura, traendo da questo rapporto la migliore delle rendite immaginabili?

Irene Sanesi

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #11

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Irene Sanesi
Dottore commercialista e revisore contabile iscritta presso l’Ordine dei Dottori commercialisti di Prato al n. 330/A. Iscritta al registro dei Revisori Contabili al n. 87332, D.M. del 27/07/1999, supplemento n. 77 G.U. della Repubblica Italiana del 28/09/1999. Socio fondatore e partner di BBS – Pro Baldini Ballerini Sanesi Professionisti associati. Opera in particolare nei seguenti ambiti di specializzazione: la revisione legale per cui ha incarichi in qualità di Presidente e/o membro effettivo del collegio sindacale di società di capitali e consortili, di una banca di credito cooperativo, di fondazioni e associazioni; l’economia gestione e fiscalità del Terzo Settore con particolare riferimento alla cultura, settore nel quale pubblica e svolge attività di consulenza, apprendimento organizzativo e formazione per soggetti privati e pubblici. Promuove lo sviluppo di start-up company in ambito culturale e creativo e la formazione manageriale attraverso l’arte. Partecipa a convegni, talk, conferenze in qualità di relatore o di ospite. Fra le sue pubblicazioni: “L’economia del museo” (Egea, 2002), “Creatività cultura creazione di valore. Incanto economy” (Franco Angeli, 2011) e “Il valore del museo” (Franco Angeli, 2014). Scrive per Il Giornale dell’Arte e su Artribune Magazine è presente la sua rubrica “Gestionalia”. Presiede per l’UNGDCEC (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) la commissione “Economia della Cultura”. È presidente dell’Opera di Santa Croce Firenze e della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana. Economo della Diocesi di Prato. Membro del GAV (Gruppo Auto Valutazione) Università degli Studi di Firenze.
  • daniela bondavalli

    Sono stata Assesore alle Politiche Culturali e Turistiche nel Comune di MANTOVA, citta’ meravigliosa ricca d’arte e di importanza storica straordinaria.
    MANTOVA muore di giorno in giorno per mancanza di fondi per i restauri, per lo sviluppo del turismo culturale, per la sua invisibilita’ agl’occhi di chi ha voluto non credere nella vera risorsa italiana per far ripartire sviluppo ed economia: La Cultura, l’Arte. la Musica. L’Italia muore di burocrazia e leggi mai rispettate o non applicate. Nel contempo fioriscono giganteschi centri commerciali dove la persone si ipernutrono di ignoranza e junk-food…….per quelli i soldi si trovano sempre…..per la Cultura si uccide anche l’unica possibilita’ di sopravvivere…..la Sensibilita’ ed una CULTURA IMPRENDITORIALE CHE IN TUTTO IL MONDO CRESCE TRANNE QUA. Quando mai una Nazione e’ stata cosi’ poco rispettosa del suo patrimonio?…..

  • Virgiliano doc

    Assessore cacciata con infamia dopo pochi mesi! Ma stia zitta!

    http://24emilia.com/Sezione.jsp?idSezione=45661