Rai Edu e la caccia al tesoro

L’arte in Rai TV fece il suo ingresso con una puntata su Giambattista Tiepolo il 13 aprile del 1954, nel programma “Avventure dell’Arte”, con una sintassi specifica per divulgare contenuti complessi. Negli Anni Settanta, poi, l’ingresso delle telecamere negli studi degli artisti viventi. Sul sito Rai Edu Arte&Design – bisogna cercare con un po’ di pazienza – qualche piccola rarità tirata fuori dalle Teche Rai e dagli archivi video dell’epoca fa riflettere sulla qualità sperimentale del servizio culturale di allora.

Ugo Mulas, Roy Lichtenstein e Leo Castelli nella sala di Lichtenstein alla Biennale di Venezia nel 1966 - © Eredi Mulas

Sulla homepage del sito Rai Edu Arte&Design è possibile trovare notizie su eventi e mostre, un po’ per tutti i gusti, con focus su quanto c’è da vedere in alcuni musei italiani, con un occhio anche al design e all’architettura. Le informazioni, sempre accompagnate da brevi video, evidenziano le tipologie delle mostre sottolineando i temi con interventi di curatori, direttori dei musei e personalità note nei diversi settori della cultura, non solo artistica. Tra l’omaggio agli ottantuno anni d Giosetta Fioroni e i disegni di Vanvitelli, della collezione della Biblioteca Nazionale di Roma, scorrendo tra le pagine, sotto la voce artisti, è possibile imbattersi nelle azioni di Jan Fabre come anche, attraverso rimandi alla letteratura, nei racconti di Andrea Zanzotto, in una intervista tratta dagli archivi di Rai Educational.
Così, seppur tra filmati non sempre interessanti, escono piccoli, rari e preziosi documenti, stralci d’interviste di qualche decina di anni fa ad artisti oggi celeberrimi. Fra gli “artisti al lavoro”, Burri nel suo studio tra fuoco e plastica, tratto da Burri: la plastica diventa arte. Sempre dagli archivi Rai, un filmato del 1981 tratto da Variety, in cui Warhol e Beuys con Lucio Amelio mostrano la loro Napoli come New York tra pescatori e mercatini.

Come in una caccia al tesoro, nella sezione autoritratti si scova un imbronciato de Chirico che, nel 1973, si presta a rispondere alle domande senza alzare lo sguardo dall’opera alla quale sta lavorando; e poi ecco Banksy, De Dominicis e pure Enrico Castellani in una vecchia intervista realizzata per la serie Il filo del lavoro: pittori e scultori italiani; o ancora il punto di vista di Mario Merz sui linguaggi artistici degli Anni Settanta. La storia ancora nelle parole di Leo Castelli e nell’incontro-documentato, in un video del 1992-93, tra il gallerista e Roy Lichtenstein nello studio dell’artista. Nella sezione universi, al capitolo videoarte, notizie e filmati da Nam June Paik a Kutlug Ataman.

Adele Cappelli

www.arte.rai.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #17

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Adele Cappelli
Adele Cappelli (Ascoli Piceno, 1967) si occupa di arte contemporanea, formazione e comunicazione in ambito culturale-artistico. Docente di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Urbino e docente a contratto di Storia dell’Arte Contemporanea all’UNICAM-Corso di Laurea Disegno Industriale e Ambientale, Scuola di Architettura e Design E. Vittoria.
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