L’(in)formazione nell’era digitale

Formazione e informazione sono due aspetti inscindibili e ogni occasione importante può offrire spazi di approfondimento o attraenti possibilità di accesso a nuovi contenuti. Il sito della Biennale di Venezia è una utile esperienza non solo per chi si appresta a timbrare il biglietto della 55. Esposizione d’Arte o l’ha già fatto, ma può servire per meglio comprendere e ricomporre una personale mappa dell’offerta culturale, oltre a essere fruibile anche da chi non ha avuto occasione di andare a Venezia.

Erik van Lieshout alla Biennale di Venezia 2013 - photo Francesco Galli].

Sulla homepage del sito della Biennale di Venezia, le diverse sezioni della manifestazione, un sintetico profilo storico della Biennale dal 1983 a oggi, poi dal link Arte l’accesso alle informazioni sull’attuale edizione (abstract e indice completo della rassegna alla voce 55. Edizione) e, in una breve nota, parole-evidenziate dei nuclei tematici: artisti, partecipazioni nazionali ed eventi collaterali.
Nella sezione artisti, dall’elenco dei partecipanti, rilevanti i contributi di Mediacenter, nei quali artisti e curatori suggeriscono chiavi di lettura per meglio orientarsi tra le opere esposte.  Video di pochi minuti che danno un volto agli autori delle opere e raccontano le fasi del progetto creativo ed espositivo. Interviste semplici e dirette, come nel caso di Uri Aran, che rivela il dipanarsi delle linee nelle sue mappe fatte di frammenti trovati o di oggetti combinati per creare storie di relazioni. Così com’è possibile tornare, con Ed Atkins, tra gli oggetti dell’appartamento di Breton, attraverso la catalogazione video usata per la vendita all’asta dei singoli pezzi, testimonianza integra della memoria storica, irrimediabilmente persa, di un vissuto. Entrare nel meccanismo generatore dell’opera con Rossella Biscotti, percorrere il labirinto dei segni di Matt Mullican attraverso le sue riflessioni, e ancora scoprire le ragioni della maniacale fedeltà delle riproduzioni degli ambienti domestici della romena Andra Ursuta o le motivazioni dell’installazione di Erik van Lieshout.

Sempre dall’introduzione, l’accesso alla sezione partecipazioni nazionali con altri contributi video e link per saperne di più. Tra questi, la presentazione dell’articolato lavoro di Anri Sala per la Francia; il claustrofobico viaggio, attraversamento immaginario di confini nascosti e sotterranei, riflessione sui perimetri degli “Stati-nazione”, realizzato da Gilad Ratman per Israele. Ancora, le parole di Berlinde De Bruyckere (Belgio) per Cripplewood, opera di straordinaria forza. Solo qualche esempio per incontrare alcuni dei protagonisti.
Il viaggio virtuale continua poi tra i link degli eventi collaterali dove, tra i vari, è possibile intuire la forza narrativa dello spazio interno, reinventato dalle strutture di Pedro Cabrita Reis, nella documentazione fotografica di Remote Whisper, a Palazzo Falier; o ancora l’impatto emotivo creato dall’uso di elementi strutturali, recuperati dai crolli del terremoto di Sichuan del 2008 in una delle installazioni di Ai Weiwei.
Finalmente, in Italia, un sito di un evento “istituzionale” non solo promozionale, che mette al centro l’aspetto divulgativo dell’arte e lascia ben sperare nel suo potenziamento futuro.

Adele Cappelli

www.labiennale.org

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #15

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Adele Cappelli
Adele Cappelli (Ascoli Piceno, 1967) si occupa di arte contemporanea, formazione e comunicazione in ambito culturale-artistico. Docente di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Urbino e docente a contratto di Storia dell’Arte Contemporanea all’UNICAM-Corso di Laurea Disegno Industriale e Ambientale, Scuola di Architettura e Design E. Vittoria.