“L’arte? Ti cambia la testa”. Parola di Luigi Bonotto

L’arte può essere considerata un’esperienza di apprendimento? In che modo influisce sul modo in cui viviamo la nostra quotidianità? Queste le domande, che hanno aperto l’incontro conclusivo del calendario di “Provincia Italiana” a Vicenza, il laboratorio permanente di ripensamento del territorio veneto ideato e organizzato da Fuoribiennale.

Provincia Italiana - Vicenza, 2012

Al centro del dibattito vicentino, la ricerca che l’associazione Art For Business ha condotto a partire dall’aprile 2009 e ora pubblicata nel libro Cosa me ne faccio dell’arte? Al lavoro e nella vita quotidiana. La parola al pubblico e agli artisti, edito da Umberto Allemandi & C.
Le riflessioni più interessanti, emerse a partire dalle interviste condotte da Art For Business al pubblico delle mostre di arte contemporanea e a 50 artisti visivi italiani, sono diventate la base della discussione che ha coinvolto diversi rappresentanti del sistema artistico e non solo: accanto al direttore di Fuoribiennale e Innov(e)tion Valley, Cristiano Seganfreddo, e a Catterina Seia, cultural manager, che hanno moderato l’incontro, sono intervenuti il giovane artista Diego Marcon e due grandi collezionisti: l’imprenditore Luigi Bonotto e l’architetto Flavio Albanese.
Art For Business ha introdotto la ricerca, raccontando, attraverso le parole delle persone che ne hanno preso parte, quali sono gli aspetti che caratterizzano la relazione con l’opera, i vincoli che i visitatori percepiscono, gli approcci e le modalità con i quali il pubblico entra in relazione con i lavori degli artisti. Il pubblico ci racconta che difficilmente riesce a trasferire nella vita di tutti i giorni, al lavoro e nelle relazioni, l’esperienza vissuta dentro un museo. Ci interroghiamo davanti all’opera considerandola un prodotto artistico, ovvero rimaniamo nei confini della storia dell’arte. Se non possediamo informazioni, però, se non conosciamo l’artista e il suo lavoro, non possiamo capire. O almeno questo è ciò che dicono le persone che Art For Business ha intervistato.

Cosa me ne faccio dell’arte?

Eppure, ascoltando un artista come Diego Marcon, che ci racconta come nascono i suoi lavori e quali sono le fonti alle quali attinge, ci si rende immediatamente conto di come l’arte travalichi i confini di tutto ciò che è più strettamente legato alla storia dell’arte, per essere contaminata da altri pensieri, altri sguardi, altri saperi.
Ecco perché, come è emerso a più riprese nel corso dell’incontro, sarebbe importante se oggi tutto ciò che ruota intorno alla comunicazione e al coinvolgimento delle persone nei contesti artistici risentisse un po’ di più di tutti questi elementi, riuscendo a trasmetterli e a raccontarli, per rendere più evidente la relazione che c’è tra un’immagine e la nostra vita, tra l’esperienza dell’artista e di chi opera in settori anche molto lontani dall’arte.
Il caso straordinario di Luigi Bonotto, che è cresciuto a contatto con gli artisti di Fluxus, dimostra come l’arte possa effettivamente rompere le abitudini. Molti gli episodi che hanno caratterizzato la sua relazione con l’arte e con gli artisti per arrivare ad affermare che “l’arte sì, ti cambia la testa”. Nonostante le reazioni inizialmente negative e refrattarie di alcuni collaboratori, l’arte è entrata nella sua azienda, cogliendo l’entusiasmo dei più desiderosi di scoprire, consapevoli che solo attraverso “il nuovo” si può andare avanti.

Art For Business