Walter Romani – Il Demone del Tramutamento

Pienza - 03/09/2011 : 16/09/2011

E’ dedicata a Mario Luzi la mostra che Walter Romani propone a Pienza, "luogo dell'anima" per il Poeta, che definì l’artista e il suo operare "Il Demone del Tramutamento".

Informazioni

Comunicato stampa

Il Demone del Tramutamento di Walter Romani

Palazzo Piccolomini - Pienza

3 settembre – 16 ottobre 2011




29 agosto 2011... Il Palazzo Piccolomini di Pienza accoglie per la prima volta una mostra di opere dell'artista fiorentino Walter Romani.

Dal 3 settembre al 16 ottobre 2011, piu di trenta opere saranno esposte nel cortile di questo meraviglioso palazzo rinascimentale.



Ingresso alla mostra: libero.

Orario di apertura: dal martedi alla domenica, dalle 10.00 alle 18.30





E’ dedicata a Mario Luzi la mostra che Walter Romani propone a Pienza, "luogo dell'anima" per il Poeta, che definì l’artista e il suo operare "Il Demone del Tramutamento".



“Come un mago, un prestidigidatore, con scienza che gli è propria, Walter Romani ci trasporta in un universo poetico tinto d'ironia e colmo d'ingegni. Per realizzare alcune delle sue opere, egli ha scelto il cartone che è già servito per: imballare, proteggere, contenere, trasportare oggetti, cibo, merci. Nelle sue realizzazioni, sculture, quadri, gioielli, libri, l'artista ne manterrà una traccia: un segno dell'uso primario del cartone, come i codici a barra che accerchieranno tutt'un quadro e faranno così da cornice, le linguette che animeranno la serie dei "Puzzle", la parola che si trasformerà in in un libro oggetto, o ancora quella "continua" trovata su un pannello metallico che diventerà una scultura mobile sorprendente, portando in sè il termine ‘continuamente’, facendo in questo modo da manifesto del suo essere artista. Nelle sue opere Walter Romani ci propone il suo sguardo sul mondo, il suo, il nostro. Con humour e acutezza l'artista propone immagini nelle quali scopre molteplici sensi, tanto poetici quanto critici. Queste immagini ci rinviano al mondo del consumo, dello scarto a volte asfissiante; pertanto attingiamo una via d'uscita là dove la dimensione di bellezza prende forma e sorge con forza. Contemporaneo Romani lo è dell'arte e della nostra epoca nel senso che come ci rammenta Giorgio Agamben "essere contemporanei è questa singolare relazione col suo proprio tempo al quale [l’artista] aderisce prendendo nello stesso tempo una certa distanza". (Vivianne Van Singer, Salon du Printemps 2011, Lyon)



La mostra sarà inaugurata da Fabrizio Fè, Sindaco di Pienza, seguito da una presentazione di Nino Petreni del Centro Studi Luzi “La Barca” e da Giovanna Giusti, Direttrice del Dipartimento di Arte Contemporanea della Galleria degli Uffizi.



Biografia:

Walter Romani nasce in 1950 a Grosseto; si trasferisce a Firenze nei primi anni ’70 e si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel 1977 abbandona l’università e la ‘testa’ per passare alle...mani.

Il suo interesse artistico lo spinge infatti a creare opere con vari materiali, ma si concentra soprattutto sui gioielli che saranno i primi abbozzi del suo lavoro futuro. Nel 1980 nasce una piccola bottega, in Borgo SS. Apostoli, il “Gatto Bianco”, dove Walter inizia anche una collaborazione con la moglie Carla Tettucci.



Qui la ricerca diventa velocissima: ogni lavoro fatto è una scoperta che va verso un’evoluzione continua. La fine del 1984 segna una svolta: Carla e Walter espongono i loro gioielli, di forte innovazione, a Milano, nella Galleria Arte Centro e nel 1985 i due artisti aprono un atelier di “gioielli contemporanei” sempre in Borgo SS. Apostoli, mantenendo il nome Gatto Bianco, dove continuano a lavorare e ad esporre le loro creazioni.



Dalla metà degli anni ‘90 Walter inizia un percorso parallelo al gioiello, che lo porta a privilegiare tutto ciò che gli rappresenta anche una forma di riciclo: vecchi legni, porte, ferri, materiali del suo lavoro come i mattoni refrattari... e poi lavora di materia e ‘imbratta’, dando corpo a stati d’animo, parabole, metafore. È in questi impeti di ‘surrenalismo’ che scopre la materia/cartone usata in un primo momento per proteggere i pavimenti e le pareti di casa da schizzi e versamenti di colore. Inizialmente l’approccio è timido, forse incredulo. Walter tratta il cartone solo come superficie ma ben presto l’ASTRAPPISMO prende il sopravvento e nascono lavori dove il martirio della superficie e lo strappo gli evidenziano una sorta di similitudine del cartone con la struttura umana: un processo attraverso cui si toglie la pelle di rivestimento per scoprire una forma di tessuto connettivo sottocutaneo e si arriva alle ossa, alla struttura ondulata portante. Lo strappare... anche al macero infine, ha un senso ‘civico’, sempre perseguito nella vita. Dalla fine degli anni ‘90 al 2004 lavora in modo instancabile e nel giugno dello stesso anno, presso Villa Vogel a Firenze, propone una mostra antologica dal titolo “AGILE”. Il poeta Mario Luzi e la psicologa e scrittrice d’arte, Alida Cresti, ne presentano il catalogo fatto di cartone. È da allora, senza mai disdegnare ogni materia suggerente, che il cartone diventa per Walter elemento primario della sua ricerca scoprendone via via aspetti nuovi. Dai primi cartoni rotti e strappati... al macero, a quelli incisi alla ricerca della stratificazione e dell’inganno, dal cartone critico a quello acustico, dai cartoni della pizza da asporto alla “scarnificazione” degli stessi e di tanti altri tipi di imballo. Nel 2009 con la mostra “CARTONE ANIMATO”, al Cassero Senese di Grosseto, il cartone si rivela, anche interiormente, in tutte le sue espressioni; da materiale inerte acquista vita, crea immagini e suggestioni, mostrando se stesso; il suo corpo si anima, comunicativo.



Nel 2011 Walter Romani è stato l’Invitato d’Onore al Salon du Printemps a Lyon, presentato dalla Societé Lyonnaise des Beaux Art di Lyon.

Walter Romani vuole ringraziare per la loro preziosa collaborazione il Centro Studi Luzi “La Barca”, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni in Siena, e la Città di Pienza.