Three Amigos – Nate Lowman

Roma - 20/09/2011 : 11/10/2011

Nella sua prima mostra personale in Italia, Nate Lowman trasforma le due sale della galleria dell’American Acadmy in Rome in spazi carichi di dipinti, pannelli, sculture e installazioni che mettono in luce lo sguardo ironico e critico dell’artista verso icone, simboli e immagini a cui la “società dello spettacolo”, ogni giorno, ci sottopone.

Informazioni

Comunicato stampa

Massimo De Carlo a Roma, dal 20 settembre 2011 con
Three Amigos
Dan Colen a Palazzo Rospigliosi
Nate Lowman all’American Academy in Rome
Dash Snow al MACRO
Il 20 settembre 2011 Massimo De Carlo, con il coordinamento di Ludovico Pratesi, porta a Roma Three
Amigos, un progetto inedito, unico nel suo genere, che vede esporre in tre mostre personali distinte tre
giovani artisti americani di fama internazionale, Dan Colen, Nate Lowman e Dash Snow,
rispettivamente a Palazzo Rospigliosi, all’American Academy in Rome e al MACRO

Nelle sale
barocche di Palazzo Rospigliosi oltre venti grandi tele di Dan Colen dialogano con gli affreschi delle
sale del Ratto di Proserpina, del Ratto d’Europa e del Ratto di Anfitrite; Nate Lowman trasforma le due
sale della galleria dell’American Academy con l’installazione di quasi trenta quadri in cui utilizza, fra gli
altri materiali, ritagli di giornale, cemento e filo interdentale; il video di Dash Snow Sisyphus, Sissy Fuss,
Silly Puss, esposto nella sala al livello 3 del MACRO, racconta un momento intimo di una madre con la
figlia, in un tempo sospeso, in un luogo indefinito.
Sulla copertina del numero di gennaio del 2007 il New York Magazine pubblicò l'immagine di tre ragazzi
mentre dormivano, uno accanto all'altro. L'articolo li definiva "figli di Warhol", e parlava di un gruppo
di giovani artisti newyorkesi che stava scuotendo la città e il mondo intero dell'arte contemporanea.
Con i loro lavori provocatori, scandalosi e politicamente scorretti questi ragazzi raccontavano se stessi,
la loro vita, la loro città, in uno stile completamente nuovo che all’epoca fece molto scalpore, ricco di
citazioni e riferimenti a vicende personali. La cosiddetta Bowery School era considerata un'unica, grande
famiglia. In poco tempo si fecero conoscere attraverso collaborazioni con alcune delle gallerie più
prestigiose del mondo e con la partecipazione ad esposizioni internazionali in musei ed istituzioni
private. Ma nel luglio del 2009, vittima di quella vita sopra le righe, Dash Snow muore a causa di
un’overdose di eroina. Nella tragedia il gruppo di amici non si sfalda, anzi, diventa ancora più coeso,
trova nuovi significati e nuovi temi da cui trarre ispirazione e su cui lavorare.
Massimo De Carlo porta nella capitale italiana questi tre artisti come massimi esponenti di una nuova
generazione di autori capaci di scrivere nuovi capitoli di storia dell’arte contemporanea. Un progetto
ambizioso e senza precedenti che vede protagonisti Dan Colen a Palazzo Rospigliosi, un palazzo
storico, simbolo della Roma papalina e barocca, Nate Lowman all’interno delle sale dell’American
Academy in Rome e Dash Snow al MACRO, nella sua prima mostra personale in un museo.
Informazioni utili
Inaugurazione in ciascuna location martedì 20 settembre 2011, dalle ore 18.00 alle ore 21.00. Ingresso libero.
Dan Colen Nate Lowman Dash Snow
Palazzo Rospigliosi American Academy in Rome MACRO
Via XXIV Maggio, 43 - Roma Via Angelo Masina, 5 - Roma Via Nizza, 138 - Roma
20.09.2011 – 09.10.2011 20.09.2011 – 11.10.2011 20.09.2011 – 11.12.2011
Per informazioni e materiale
Ufficio stampa Massimo De Carlo – 02.7000 39 87
[email protected]
Dan Colen
Palazzo Rospigliosi
Nato nel 1979 a Leonia, nel New Jersey (USA), Dan Colen è considerato una stella nascente nel mondo
dell’arte contemporanea. Dalla sua prima mostra nel 2003, ha catalizzato l’attenzione del mondo
dell’arte e dei mass media, quest’ultimi attirati anche dalla vita scandalosa ed eccessiva che l’artista
conduce a New York. Nel 2007 il New York Magazine lo definisce uno dei “figli di Warhol”, ed
effettivamente i suoi lavori ricordano la Pop Art per i soggetti tratti dalla vita quotidiana, per quel
processo tipico di ri-appropriazione della realtà, e perché mostrano, ancora una volta, quanto New
York possa essere fonte d’ispirazione, quasi protagonista, anche per gli artisti di nuova generazione.
Una delle opere principali esposte nella personale dell’artista presso la sede di Milano di Massimo De
Carlo era intitolata Moments Like This Never Last, e consiste in un grande dipinto su cui l’artista
immobilizza, come se fosse la riproduzione di uno scatto fotografico, migliaia di coriandoli colorati in
aria. La tela è quasi il simbolo dell’arte di Dan Colen: elementi reali, prelevati dalla vita reale, sono
congelati, immobilizzati in un attimo eterno, simbolo di un presente che non tornerà. L’idea di
mancanza, che spesso si lega al ricordo di un passato glorioso e spensierato, si ritrova frequentemente
nelle opere di Dan Colen, a cui la morte dell’amico fraterno Dash Snow ha aggiunto una nota
malinconica.
Per la sua mostra personale nella capitale italiana, Dan Colen sceglie le sale barocche di Palazzo
Rospigliosi, affrescate da Giovanni Mannozzi da San Giovanni, sviluppando un progetto inedito site
specific nelle sale del Ratto d’Europa, del Ratto di Proserpina, del Ratto di Anfitrite. L’artista instaura
un dialogo sorprendente tra gli affreschi raffiguranti i tre episodi epici e una nuova serie di quadri di
grandi dimensioni. E ancora una volta ci stupisce: in linea con i suoi ultimi lavori, l’artista esegue oltre
venti tele che riproducono esclamazioni quali “Oh Boy!”, “Oh Dan!”, Oh God!”. Come spesso accade
nelle sue opere, l’ironica modernità delle tele disorienta lo spettatore, generando un forte contrasto, di
grande impatto visivo, con la classicità delle sale che le accolgono.
Le opere di Dan Colen sono state acquisite dal Whitney Museum of Contemporary Art di New York, dalla Saatchi
Gallery di Londra e dall’Astrup Fearnley Museum of Modern Art di Oslo. Ha preso parte a numerose mostre 2010
Skin Fruit: Selections from the Dakis Joannou Collection, a cura di Jeff Koons presso il New Museum di New York
(2010), Abstract America: New Painting and Sculpture, presso la Saatchi Gallery di Londra (2009), New York Minute:
60 Artisti della scena newyorchese al MACRO Future, Roma (2009). Ha partecipato alla Whitney Biennial del 2006. Il
21 gennaio 2011 l’Astrup Fearnley Museum of Modern Art di Oslo ha inaugurato Peanuts la sua prima personale in un
museo europeo.
Palazzo Rospigliosi
Il complesso di Palazzo Pallavicini Rospigliosi è stato costruito agli inizi del 1600 dal cardinale Scipione
Borghese, nipote del Papa Paolo V, come una grande dimora a fianco della residenza papale del Palazzo
del Quirinale. Le decorazioni interne del palazzo furono curate da Guido Reni, Paoul Bril, Orazio
Gentileschi ed altri celebri artisti del ’600. Negli anni successivi il palazzo cambiò proprietà: ai Borghese
seguirono il Cardinale Guido Bentivoglio, il Cardinale Mazarino poi, e nel 1704, la famiglia Rospigliosi
Pallavicini. Che attualmente ne possiede la metà. Nel palazzo ancora oggi sono conservate due
splendide gallerie d’arte private che raccolgono opere di Botticelli, Signorelli, Carracci e Guercino in
una delle più grandi collezioni private della città.
Informazioni Utili
Dan Colen
Palazzo Rospigliosi
Via XXIV Maggio, 43
Roma
Opening martedì 20 settembre 2011, dalle 18.00 alle 21.00
Dal 21 settembre 2011 al 9 ottobre 2011
Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 18.00
Ingresso gratuito

Nate Lowman
American Academy in Rome
In poco meno di cinque anni Nate Lowman si è distinto come uno degli artisti più interessanti sulla
scena artistica contemporanea internazionale. L’artista preleva elementi e oggetti reali appartenenti
alla cultura americana adattandoli e rielaborandoli secondo un linguaggio irriverente e sottilmente
ironico. Il suo legame con Marcel Duchamp, con Andy Warhol, con Richard Prince, è evidente, ma
l’artista va oltre al ready-made e alla cultura pop, raccontando una realtà molto spesso privata,
recuperando personaggi, immagini e storie che gli appartengono, utilizzando una narrazione in prima
persona che lo spettatore ha il compito di comprendere e completare secondo il suo vissuto.
Nelle sue opere, dipinti, sculture e installazioni, l’artista riflette sulla società americana, sulla sua
cultura come sulla società dello spettacolo e sul concetto di celebrità, agendo sul significato visivo degli
elementi che impiega. Oggetto e soggetto della sua arte sono i giornali, le automobili, gli autoscontri e
gli adesivi promozionali, riadattati come icone sia nelle sculture che nelle installazioni. Le immagini
riciclate di Lowman si disperdono spesso in installazioni senza struttura, in cui poster, copertine di
dischi, serigrafie di immagini diventano giganti totem del culto americano delle armi e delle celebrità.
Nella sua prima mostra personale in Italia, Nate Lowman trasforma le due sale della galleria
dell’American Academy in Rome in spazi carichi di dipinti, pannelli, sculture e installazioni che
mettono in luce lo sguardo ironico e critico dell’artista verso icone, simboli e immagini a cui la “società
dello spettacolo”, ogni giorno, ci sottopone. Utilizzando anche materiali insoliti, quali lo zucchero, il
filo interdentale e il cemento, Lowman realizza quasi trenta opere per le sale dell’accademia. Le
immagini di cui l’artista si riappropria e ripropone sono molto diverse fra loro e spaziano dai ritratti di
personaggi di attori e celebrità famose a paesaggi naturali, comprendendo anche articoli e ritagli di
giornali. L’originalità dei materiali impiegati e i delicati effetti pittorici utilizzati creano forti
suggestioni emozionali nello spettatore.
Nate Lowman, nato a Las Vegas nel 1979, vive e lavora a Brooklyn, New York. Dopo la partecipazione alla mostra
collettiva Unmonumental al New Museum di New York nel 2007 ha catturato l’attenzione di pubblico e critica. Le sue
opere sono state descritte dal New York Times come "complesse escursioni nel collage, nei graffiti e
nell’appropriazione". Ha partecipato alle esposizioni collettive Fresh Hell presso il Palais de Tokyo, Parigi (2010),
Haunted: Contemporary Photography/Video/Performance al Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2010), Off
the Wall: Part 1 - Thirty Performative Actions al Whitney Museum, New York (2010), Skin Fruit: Selection from the
Dakis Jounnou Collection, curated by Jeff Koons al New Museum, New York (2010), Mapping the studio presso Punta
della Dogana / Palazzo Grassi, Venezia (2009), New York Minute: 60 Artisti della scena newyorchese al MACRO
Future, Roma (2009), Beg Borrow and Steal presso la Rubell Family Collection, Miami (2009).
American Academy in Rome
L’American Academy in Rome, istituita nel 1894 e riconosciuta nel 1905 da un Atto del Congresso degli
Stati Uniti, è un prestigioso centro per gli studi indipendenti e la ricerca avanzata nelle arti e nelle
discipline umanistiche. Situata sul Gianicolo, il colle più alto a ridosso delle Mura Vaticane,
l’Accademia è un’istituzione privata, sostenuta da donazioni da parte di singoli cittadini, fondazioni e
aziende, da collaborazioni con istituti superiori, università e organizzazioni culturali ed artistiche, e da
fondi provenienti dal National Endowment for the Arts e il National Endowment for the Humanities.
L’American Academy in Rome assegna ogni anno, con un concorso nazionale negli Stati Uniti, circa
trenta borse di studio individuali (Rome Prize) per le seguenti discipline: storia antica, medievale,
rinascimentale e moderna; studi italiani di età moderna; architettura, architettura del paesaggio, arti
visive, composizione musicale, design, letteratura e restauro e conservazione dei beni storico artistici.
L’American Academy in Rome, inoltre, ospita un programma di residenze d’artista rivolto a studiosi e
illustri artisti e studiosi, invitati direttamente dal direttore.
Informazioni Utili
Nate Lowman
American Academy in Rome
Via Angelo Masina, 5
Roma
Opening martedì 20 settembre 2011, dalle 18.00 alle 21.00
Dal 21 settembre 2011 all’11 ottobre 2011
Tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00
Ingresso gratuito
www.aarome.org

Dash Snow
MACRO
Certamente non è stato il primo artista ad avere avuto problemi con la droga, ma sicuramente Dash
Snow ha lasciato un segno indelebile nella scena artistica newyorkese e americana degli ultimi anni. Una
personalità forte attorno alla quale si riunì tutta una nuova generazione di artisti, fra cui Dan Colen,
Nate Lowman, Ryan McGinley e molti altri, un personaggio difficilmente inquadrabile e fuori dagli
schemi, nonostante fosse imparentato con Dominique e John de Menil, fondatori della Menil
Collection di Huston, e Uma Thurman, un artista che faceva quasi paura al mondo patinato dell’arte
contemporanea, alle cui performance critici e curatori rimanevano disgustati: questo e altro ancora era
Dash Snow.
Dash Snow nasce artisticamente come writer per poi dedicarsi indifferentemente alla fotografia, alla
scultura, ai collage, alla performance come al video, senza dare limiti all’espressione della sua
personalità, alla sua voglia di condividere con chiunque la sua visione del mondo. Con occhio attento,
disincantato e soprattutto sincero, ha ritratto dall’interno la sua generazione sedotta dal sesso, dalle
droghe, dalle feste, dalla libertà, fondamentalmente da New York. Sono celebri la serie delle sue
Polaroid, in cui alterna scene collettive e avventure notturne per le strade della città, ritraendo spesso i
suoi amici in situazioni intime e personali.
Alla fine della sua vita, prima di quel tragico 13 luglio del 2009 in cui morì per un’overdose di eroina,
Dash Snow ha iniziato a preferire il video. Utilizzando una telecamera Super8, l’artista ha spesso ripreso
i momenti con la sua compagna e la figlia, Secret Snow. E’ questo il caso di Sisyphus, Sissy Fuss, Silly Puss
esposto nella sala al livello 3 del MACRO: un video di 13 minuti, realizzato nel 2009, in cui una madre –
la compagna dell’artista – assieme alla figlia passeggiano sole in aperta campagna, attraversando boschi
e campi assolati. La tecnica, l’assenza dell’audio e fondamentalmente di una trama, l’immagine sfocata e
il soggetto delineano una situazione in cui il tempo sembra sospeso, una realtà che assomiglia più ad un
sogno, un attimo che si vorrebbe durasse in eterno. Questa al MACRO è la prima mostra personale
dell’artista in un museo.
Le opere di Dash Snow (nato a New York nel 1981. Deceduto a New York nel 2009) sono presenti nelle collezioni del
Whitney Museum of American Art di New York, della Fundación/Colección Jumex, Ecatepec, Mexico e della Saatchi
Gallery di Londra. Anche dopo la sua scomparsa, le sue opere hanno continuato ad essere esposte in mostre in tutto il
mondo: fra le più recenti Parallel Perceptions presso la New York City Opera di New York (2011); New York Minute:
60 Artisti della scena newyorchese, MACRO Future, Roma (2009); Scorpio's Garden, a cura di Kirstine Roepstorff
presso la Temporare Kunsthalle di Berlino (2009); Babylon. Myth and Truth, presso il Pergamon Museum di Berlino
(2008) e Materialized: New American Video and..., a cura di Kathy Grayson presso la Kunsthalle di Bergen (2008).
Informazioni Utili
Dash Snow
MACRO
Via Nizza, 138
Roma
Opening martedì 20 settembre 2011, dalle 18.00 alle 21.00
Dal 21 settembre 2011 all’11 dicembre 2011
Dal martedì alla domenica, dalle ore 11.00 alle 22 .00 (la biglietteria chiude alle 21.00). Chiuso il lunedì.
Ingresso a pagamento
MACROTICKET: MACRO + MACROTestaccio, Intero: € 11,00; Ridotto: € 9,00.
Valido 7 giorni (acquistando il biglietto al MACRO si ha la possibilità di visitare anche il MACRO
TESTACCIO nell'arco di 7 giorni).
Per i cittadini residenti nel Comune di Roma: Intero € 10,00; Ridotto € 8,00.
www.macro.roma.museum