Stefano W. Pasquini

Ferrara - 28/05/2011 : 12/06/2011

Stefano W. Pasquini affronta, in maniera ironica e un po' sfacciata tipica del suo fare, il tema della crisi economica, sociale e culturale, che il nostro paese sta affrontando.

Informazioni

  • Luogo: PORTA DEGLI ANGELI
  • Indirizzo: Via Rampari di Belfiore 1 - Ferrara - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 28/05/2011 - al 12/06/2011
  • Vernissage: 28/05/2011 a partire dalle ore 19.00 fino alle 23.00 Con la Performance "UA1103 – Classe Sociale" regia di Roberta Pazi
  • Autori: Stefano W. Pasquini
  • Curatori: M. Letizia Paiato, Federica Zabarri
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: venerdì, sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, o per appuntamento
  • Sito web: http://www.yoruba.it
  • Catalogo: testo di Lorenzo Bruni

Comunicato stampa

La RTA “Progetto Porta degli Angeli”, in collaborazione con il Comune di Ferrara - Circoscrizione 1, presenta un nuovo appuntamento, questa volta a cura dell’Associazione Culturale “YORUBA::diffusione arte contemporanea”.

Sabato 28 maggio 2011 a partire dalle ore 19.00 fino alle 23.00 inaugurerà la mostra personale di Stefano W. Pasquini, curata da M. Letizia Paiato e Federica Zabarri dell’Associazione Yoruba diffusione arte contemporanea di Ferrara.

Nella mostra dal titolo AIUTATEMI CHE SONO MESSO MALE Stefano W

Pasquini affronta, in maniera ironica e un po' sfacciata tipica del suo fare, il tema della crisi economica, sociale e culturale, che il nostro paese sta affrontando. Il mantra è una citazione dell'ormai noto Angelo Rizzi che con questa frase chiedeva l'elemosina nel centro di Bologna. Interpellato dall'artista, Rizzi si è detto entusiasta dell'uso della sua frase per fini artistici. Così, partendo da un punto di vista personale e quasi diaristico, l'artista inizia una riflessione lavorativa su quali siano i problemi reali del paese, interloquendo in vario modo con un pubblico che non è necessariamente il pubblico dell'arte.

Cosa può fare un artista in un paese fermo, in cui la cultura non ha alcuno sbocco professionale, in cui l'arte viene relegata al ruolo di mera decorazione casalinga e in cui la ricerca viene svilita con tagli alle risorse economiche che impongono la chiusura di ogni istituzione culturale?

Ammettere la sconfitta.

Nel momento in cui un’associazione virtuosa come Yoruba di Ferrara chiede ad un artista professionista di essere aiutata a realizzare una mostra senza fondi le possibilità sono due: o si declina con garbo, oppure si accetta la realtà che fare arte oggi significa fare volontariato culturale.

E questo viene accettato con leggerezza da Stefano W. Pasquini, che si preoccupa innanzitutto di come riuscire a gestire economicamente una mostra senza pesare troppo sul bilancio famigliare.


LA MOSTRA

Nello spazio ristrutturato della Porta degli Angeli (secondo la leggenda un tempo chiamata dai ferraresi La Casa del Boia) Pasquini vi dà il benvenuto misurando la velocità di entrata con un autovelox virtuale, che prende spunto dai comuni limitrofi che multano auto a 51 km orari per fare cassa, e vi chiede di raccontare le vostre esperienze e commenti su queste macchine infernali. All'interno, la mostra prosegue con una serie di altre opere che affrontano il tema della crisi, intesa sia a livello locale (i tagli a comuni e istruzione) che a livello globale, continuando una riflessione cominciata nella sua scorsa mostra personale (alla galleria Melepere di Verona) intitolata The End of the 90s and the Impressionists e proponendo una nuova scultura dedicata al movimento no global di Seattle del 1999. Mentre ci poniamo il dubbio che forse dieci anni fa i no global avessero ragione su molti aspetti del mercato globale, proseguiamo la visita nei meandri eclettici di questo spazio difficile per incontrare ulteriori prove di forza dell'artista nel mettere in discussione il sistema dell'arte: sculture costruite con materiali di rifiuto, schizzi e disegni che ammettono la mancanza di un punto d'arrivo, per finire al piano superiore della porta, dove oltre a una magnifica vista su Ferrara, incontriamo un'installazione costituita da diecimila strane 'banconote' stropicciate che da una parte vedono l'effigie di un cane, dall'altra lavoratori di una fabbrica. Pasquini si rifiuta di dare un'interpretazione di quest'opera, lasciando al fruitore la decisione del suo significato, ma certamente affiancare operai e cani in un momento di crisi non lascia troppo spazio all'immaginazione.


IL CD

Per autofinanziare virtualmente il progetto, Stefano W. Pasquini ha invitato una serie di musicisti a donare una canzone per una compilation musicale intitolata "Canzoni che costano un po' meno del solito", ventitré brani, di cui alcuni inediti, a formare un maquillage divertente ed eterogeneo a cui non manca un piglio di anarchia: dai New Hyronja di Danilo “Maso” Masotti (padre del famoso blog sugli Umarells) con un brano che fa il verso al mantra di Angelo Rizzi e sbeffeggia Bologna capitale europea della cultura, si passa ai tedeschi Weihnachtszwerge, poi Riccardo Lolli, Bagawire, Marzipan Marzipan e tanti altri. Da notare la presenza del gruppo vocale provenzale Lo Còr de la Plana, il cui hit Tan Deman è stato suonato dal vivo in un tour mondiale di oltre 40 paesi, e il bolognese Yu Guerra che propone una canzone dal suo ultimo album “Messaggio Inutile”. I Rifondazione Sklero intonano il Canto di dolore di un tombino, mentre l'esordiente Agonia intona un rap contro la mercificazione dell'uomo. Altri nomi illustri sono Pierdiego and his deficient crew, Alberto Despini, gli americani Troostite ed il tedesco Jörg Dreisörner-Wichmann, scomparso lo scorso anno, a cui il CD e' dedicato. Come finale, non poteva mancare l'intervento gioviale del ferrarese Guido Foddis, che con “Pagherò” trasforma tutti i nostri guai in un sorriso dal ritornello stile spaghetti e mandolino. Una compilation in edizione limitata che non può mancare in nessuna collezione musicale o artistica.


OBSOLETE SHIT

Non contento di aver smosso cantautori, rappers e case discografiche, Pasquini pubblica, ad ogni sua mostra, un magazine dalle uscite casuali con numeri casuali, intitolato Obsolete Shit. Il terzo numero (dopo il 7, il 22, il 24 e il 17 usciti dal 2008 a questa parte) vede la collaborazione di quarantadue esponenti di un gruppo segreto di Facebook che giornalmente si confronta su temi di attualità e leggerezze quotidiane, che per l'occasione si sono improvvisati autori e giornalisti e hanno creato un numero eclettico disadattato, che mescola arte e realtà in un groviglio imperscrutabile di vita, a sottolineare che la cultura e la letteratura sono più che mai vitali anche tra la gente che di solito non si espone. Dallo stesso fantomatico gruppo di Facebook è tratta la sceneggiatura della performance “UA1103 – Classe Sociale” che vedrà un gruppo di attori interagire dialetticamente in una sorta di chat dell'assurdo guidata dalla magistrale regia di Roberta Pazi.