Stefano Arienti – Cartoline 1990-1991

Milano - 15/09/2011 : 12/11/2011

In mostra un lavoro composto da pannelli di polistirolo montati in trittici sui quali l’artista ha riprodotto immagini di luoghi turistici, immagini tratte da cartoline, biglietti d’auguri, e fotografie realizzate dall’artista.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO GUENZANI
  • Indirizzo: Via Bartolomeo Eustachi 10 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 15/09/2011 - al 12/11/2011
  • Vernissage: 15/09/2011 ore 18-21
  • Autori: Stefano Arienti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato, dalle 15 alle 19.30. La mattina su appuntamento Orari di apertura nel fine settimana di Start: venerdì 16 fino alle 22 sabato 17 dalle 12 alle 21 domenica 18 dalle 12 alle 18

Comunicato stampa

Lo Studio Guenzani apre la stagione espositiva 2011-2012 con una nuova mostra personale di Stefano
Arienti.
Inaugurazione il giorno giovedì 15 settembre dalle ore 18 alle ore 21.
Per la sua nuova mostra Stefano Arienti ha deciso di presentare un lavoro mai esposto a Milano in
precedenza.
CARTOLINE, 1990-1991 è un lavoro composto da pannelli di polistirolo montati in trittici sui quali l’artista
ha riprodotto immagini di luoghi turistici, immagini tratte da cartoline, biglietti d’auguri, e fotografie
realizzate dall’artista


Le rappresentazioni non sono state scelte casualmente bensì sono riportate da cartoline che l’artista ha
collezionato per anni; esse evocano sia momenti della storia collettiva, sia frammenti della memoria
personale dell’artista. In questo modo non solo vengono annullate le gerarchie tra i generi ma allo stesso
tempo immagini da tutti conosciute e condivise vengono elevate alla forma di opera d’arte.
La pratica del collezionismo non è estranea al lavoro di Arienti, lui stesso si definisce un collezionista
atipico: “ colleziono stoffe da utilizzare per fare disegni, colleziono cartoline e poi le trasformo in un multiplo
o in grandi immagini su polistirolo, faccio duecentomila diapositive che sistemo in ordine nei raccoglitori e
poi va a finire che quelle immagini le utilizzo per fare disegni, o mi metto a trattarle o a graffiarle. Queste
raccolte a un certo punto diventano qualcos’altro e spesso questo è anche un modo per liberarsene…”.
Questi souvenirs manipolati passano da una forma bidimensionale ad una tridimensionale, diventando
oggetti di qualità e di potenzialità espressiva e comunicativa.
Le immagini sono incise sul polistirolo scavandone la superficie con lame, solventi chimici e con il
pirografo. Così come nell’antichità si lavorava il marmo togliendone delle parti per far emergere la figura,
allo stesso modo Arienti toglie della materia per giungere alla realizzazione della sua opera, esprimendo
così lo stesso sforzo fisico della produzione artistica anche se si tratta di materiali diversi.
La scelta del polistirolo è molto particolare: i segni della polvere che si deposita negli interstizi della trama,
l’annerimento della superficie, diventano una componente dell’opera stessa senza causarne un suo
degrado.
Non è la prima volta che l’artista lavora con materiali leggeri e delicati: pensiamo ad esempio alle famose
turbine o alle corde, queste ultime realizzate intrecciando pagine dei quotidiani.
La luce acquista poi una componente decisiva; posta dietro ad ogni trittico attraversa il polistirolo lavorato
enfatizzando la potenza espressiva e allo stesso tempo la fragilità dell’opera.
Stefano Arienti è nato ad Asola (Mantova) nel 1961. Vive e lavora a Milano.