Segni trasversali

Spoltore - 23/06/2011 : 25/06/2011

I percorsi del secondo volume Showrooms, iconografie dell’era digitale: Segni trasversali, muovono da un approccio complesso all’arte, multi prospettico e trasversale così come richiesto dalla complessità segnica dell’entropia comunicativa contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Il progetto artistico Showrooms: interventi multimediali per la creazione di uno spazio di riflessione estetica sulle più crude e crudeli problematiche nell’attualità del nuovo millennio, nasce nel 2005, anno in cui è stato presentato il volume n.1.

I percorsi del secondo volume Showrooms, iconografie dell’era digitale: SEGNI TRASVERSALI, di cui sono autori: LUCIANO APPIGNANI, STEFANO D’ETTORRE, JÖRG CHRISTOPH GRÜNERT
special guest alla voce CAM LECCE, curatore e testo critico di ROLANDO ALFONSO, muovono da un approccio complesso all’arte, multi prospettico e trasversale così come richiesto dalla complessità segnica dell’entropia comunicativa contemporanea.
Tre le postazioni allestite: Corale n

1: “prospettive per un esodo”; Corale n. 2: “ipotesi di sospensione notturna della vita”; Corale n. 3: “lamentazione sul corpo del Cristo-Donna”.
Dal testo critico di Rolando Alfonso: “Premettendo che le titolazioni dei corali - Prospettive per un esodo, Ipotesi di sospensione notturna della vita e Lamentazione sul corpo del Cristo/Donna – collegano tematicamente i tre luoghi espositivi consegnandoci l’unicità di un corpo. … Esodo inteso come “ venire alla luce”, fuoriuscire da uno stato di privazione, abbandono dell’oscurità che nega la realtà del mondo, ritrovare la possibilità di ridisegnare la propria figura, gravida di un’individualità mai espressa, nella storia e all’interno di una sua dinamicità reale. … Sembra, ad un primo sguardo, che l’esodo di questi individui verso una rinnovata conoscenza di sé venga negato, come negata anche l’illuminazione chiara e ferma del proprio tragitto/destino. Viene da chiedersi se l’operazione di cancellazione ricollochi nuovamente all’indietro per quest’individuo/massa il paradigma della conoscenza. Paradigma che per noi occidentali ha fondato il mito della liberazione/guarigione, quel tragitto dall’oscurità alla luce, quell’ascesi se pur impervia alla bellezza e, quindi, alla verità. … Per sciogliere quest’interrogativo sarà necessario ritrovarne i capi nel groviglio formato dall’uso della metafora della vista, che resta comunque fondante, in conflitto con gli ostacoli posti nell’atto di per-spicere dall’intrusione della realtà del corpo nella sua acccezione più ampia, cioè corpo singolo o corpo massa… A mio parere gli artefici dell’allestimento utilizzano il dispositivo della metafora della vista, quel venire alla conoscenza, sul piano di un’interpretazione cristallizzata nell’ipertesto occidentale, inteso quest’ultimo come gabbia del significato, forma perfetta dell’ideologia, relegando la realtà del tragitto/processo dei fuggiaschi nel luogo di risulta dei resti espunti dallo stesso ipertesto.”


Gli interventi installativi, ospitati in tre postazioni differenti, seguono una prospettiva itinerante che attraversa il centro storico di Spoltore:
1. Area E-Spò di Spoltore, Via Dietro le Mura, 16,1
2. Campanile/Torre dell'Orologio della SOMS, Piazza D'Albenzio
3. Palazzo Scassa,Via del Pozzo