Mostra degli artisti membri ISR 2010/2011 ideato in collaborazione con il settore Scienze.

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Comunicato stampa

Open Doors_Arti: Rock the Casbah

OPEN DOORS_ARTI è il progetto conclusivo degli artisti membri ISR 2010/2011 ideato in collaborazione con il settore Scienze



ROCK THE CASBAH

Mostra degli artisti membri Claudia Comte, Nicolas Field, Hektor Mamet, Reto Pulfer, Gilles Rotzetter
e un progetto di musica live a cura di Denis Schuler e Noémie Etienne, con

Céline Hänni voce
Damit ich abreisen kann
Najat Suleiman, voce; Yuji Noguchi, clarinetto; Françoise Rivalland, santoor e percussioni; Anna Spina viola, rebab e whammy pedal
Camiguzi DJ set
Kamilya Jubran voce e oud
Maryam Saleh voce, Tamer Abu Ghazaleh buzuk e oud, Zeid Hamdan oud

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CLAUDIA COMTE

Claudia Comte (Losanna, 1983) si è diplomata in arti visive all’Ecole cantonale d’art de Lausanne (ECAL). Comte traduce motivi di tradizione classica nelle geometrie astratte dei suoi dipinti, sculture, disegni e fotografie. Le sue sculture sono totem che derivano da una pratica puramente intuitiva, composti da moduli di forme astratte sistemati in una successione verticale. Nel corso della sua residenza a Roma ha realizzato l’opera Scansione/Tensione, una commissione ISR per il progetto “The Swiss Cube #3”. Per “Rock the Casbah” ha lavorato sullo spazio della Villa Maraini, con Let’s Go to Rodeo, un’installazione nella Sala Conferenze composta da cinque sculture identiche e da un pattern applicato sulle colonne della Loggia, che stabilisce una comunicazione tra lo spazio esterno e quello interno alla Villa.

NICOLAS FIELD
Dopo il diploma conseguito presso il Conservatoire de Musique Populaire di Ginevra, Nicolas Field (Londra, 1975) si è trasferito nei Paesi Bassi nel 1996, dove ha studiato percussione al Conservatorio di Amsterdam e al Sonology Institute dell’Aia. Nel 2009 si è diplomato in Media e Arti visive all’Haute Ecole d’Art et de Design de Genève. Le sue prime installazioni sonore risalgono al 2008. Attualmente studia i fenomeni che regolano la dispersione del suono e a Roma prosegue la sua ricerca sul suono applicato allo spazio. “The Swiss Cube #3” all’Istituto Svizzero di Roma ha ospitato quest’anno una serie di suoi concerti con i musicisti Bjørnar Habbestad, Kjetil Møster e Clayton Thomas. La sera dell’8 luglio, nel Salone della Villa, Nicolas Field presenta Shimmering Beast, una produzione ISR. L’opera consiste in un’installazione sonora formata da 60 piatti e da 60 aste di batteria che, assemblati, formano un triangolo isoscele di 5x6 m. Una parete sonora “luccicante” accompagnata eccezionalmente da una performance dell’artista alla batteria nel corso di “Rock The Casbah”.

HEKTOR MAMET
Hektor Mamet (Zurigo, 1983) si è laureato in Belle Arti presso la City and Guilds London Art School. A Roma effettua una ricerca sulla Piramide Cestia. Le opere di Mamet sono oggetti che l’artista ricostruisce con materiali inadatti o fuori formato, che non rispettano la loro funzione originale. Questa trasformazione li rende simili a delle galassie: insieme creano un universo dove l’artista agisce come un metteur en scène, riscoprendo il significato di un luogo, rendendolo diverso dal solito. Production² è il titolo di un libro d’artista prodotto da ISR, un manuale d’istruzioni per elettrodomestici con tanto di immagine dei prodotti. Per “Rock the Casbah”, Mamet presenta una serie fotografica che lo ritrae in una sala d’aspetto dell’ospedale Umberto I a Roma, un’opera sulla relazione tra corpo e materia. Ha invitato l’artista Marco Chiandetti a realizzare una performance su questo tema.

RETO PULFER
Le opere di Reto Pulfer (Berna, 1981) –sculture, installazioni e performance– stabiliscono una relazione ancestrale tra l’elemento del linguaggio e il tema del gioco. A Roma Pulfer porta avanti una ricerca sull’architettura del paesaggio nelle ville e nei giardini rinascimentali, ispirata inoltre da uno studio sulla letteratura dell’epoca. Per “Rock The Casbah” l’artista ha realizzato un’installazione nel viale d’ingresso della Villa, con scampoli di stoffe di dimensioni e colori diversi, i cui elementi possono essere combinati nei modi più vari, modificando il punto di vista sullo spazio e sull’architettura.

GILLES ROTZETTER
Gilles Rotzetter (Vevey, 1978) ha studiato Storia dell’arte all’Università di Ginevra. Durante la sua residenza a Roma ha realizzato una serie di disegni ispirati a tre tra i più celebri dipinti di Caravaggio: la Madonna dei Palafrenieri, il Bacchino malato e Concerto, opera che ha vinto l’edizione di quest’anno di The Swiss Art Awards. L’opera Shooting Stars è una produzione ISR realizzata in occasione di “Rock The Casbah”: una sezione orizzontale della cupola del Pantheon in scala ridotta, che l’artista ha completato con un trompe l’oeil animato dalla proiezione di un suo dipinto. In quest’opera, Rotzetter ha lavorato sul concetto di tradizione e sul tema della precarietà, in riferimento ai modelli di potere che regolano la storia della cultura occidentale.

DENIS SCHULER
Denis Schuler (Ginevra, 1970) è compositore di musica contemporanea e percussionista. Ha composto brani per soli e orchestra e la musica di numerosi spettacoli teatrali e documentari televisivi. È stato curatore musicale per la Fondation Suisse–Pavillon Le Corbusier di Parigi e per il festival Eternal Tour. A Roma lavora alla composizione di nuovi brani musicali. In collaborazione con l’Istituto Svizzero ha organizzato concerti come Oscura Luce, di Ensemble vocal de Poche e Ensemble vocal Séquence (Roma, Pantheon e Chiesa di Sant’Isidoro) e Ensemble Vide (Istituto Svizzero di Roma). Si è esibito in concerto con The Ghost Dance e Fantazio Gang in occasione di “The Swiss Cube #3” all’ISR, e ha in programma Création italienne de Dans un pli per flauto e percussioni, in ottobre all’ISR. La mostra conclusiva degli artisti membri ISR 2010/2011 prende il titolo dal suo progetto sulla produzione artistica contemporanea nel mondo arabo, “Rock the Casbah” (concepito in collaborazione con la storica dell’arte Noémie Etienne): cinque gruppi di provenienza diversa –Egitto, Francia, Germania e Svizzera– descrivono il Mediterraneo come uno spazio simbolico, e propongono un viaggio da Roma ad Alessandria, da Parigi a Ginevra e a Berlino.