Roberto Silvestrini Garcia

Roma - 25/05/2011 : 17/06/2011

Lo studio dell'artista sulle bambole riassemblate in pezzi , trasformate in oggetti di curiosità e di un desiderio malsano. La trasformazione dello spazio espositivo in scatolacontenitore rende lo spettatore parte integrante di questo gruppo spietatamente smembrato e “ rimembrato”.

Informazioni

Comunicato stampa

“NON STIAMO QUI A PETTINARE LE BAMBOLE”:
COMBATTERE L’HIV/AIDS, LA TUBERCOLOSI, LA MALARIA E LE ALTRE MALATTIE
INFETTIVE, L’OBIETTIVO ARTISTICO DI ROBERTO SILVESTRINI GARCIA
Roma, 25 maggio 2011 – A conclusione del 2010, proclamato Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale, è partito il progetto “Il Prossimo Mio”, un ciclo di sei mostre in cui 8 artisti sono stati invitati ad esprimersi con la propria arte sugli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio, per gridare l'urgenza di
una comune presa di coscienza e di responsabilità verso il prossimo che è mio e l'altro che mi è prossimo


Sesta e ultima mostra del ciclo è NON STIAMO QUI A PETTINARE LE BAMBOLE, progetto artistico in cui Roberto
Silvestrini Garcia invita a riflettere sul 6° Obiettivo di Sviluppo del Millennio: combattere l’HIV/AIDS, la
tubercolosi, la malaria e le altre malattie infettive.
Roberto Silvestrini Garcia, artista e designer venezuelano, da molti anni opera in Italia ed è apprezzato per l'originalità delle
sue creazioni. La mostra ripercorre tre momenti dello studio condotto dall'artista sulle bambole, scovate nel luoghi più
diversi – a Napoli tra il pattume, ad Amburgo in un'elegante vetrina e a New York – e trasformate, riassemblandone i pezzi,
in oggetti di curiosità e di un desiderio malsano.
La mostra gioca, oltre che con il mutare delle bambole, con la trasformazione dello spazio espositivo in scatolacontenitore,
che rende lo spettatore parte integrante di questo gruppo spietatamente smembrato.
«Le bambole di Silvestrini Garcia frantumano l'immagine comunemente condivisa di bambola innocente e bella. Le
sue bambole non parlano di dolcezza, ma urlano disperate “guardate come siamo ridotte!” - commenta Rossella
Alessandrucci, direttrice artistica della Galleria Whitecubealpigneto e ideatrice del ciclo di mostre “Il Prossimo Mio” -
Attraverso l'esibizione di parti del corpo, membra e teste di bambole contenute in scatole di cartone, l'artista
denuncia l'uso esclusivo del corpo come icona del desiderio, in cui tutto può essere modificato e l'unicità dell'essere
umano viene sacrificata alla logica dei pezzi di ricambio... con tutto ciò che questo comporta sul piano socio-culturale e,
non ultimo, sul piano della salute personale».
Il ciclo di mostre “Il Prossimo Mio” si concluderà venerdì 17 giugno con la performance dell’attore Massimo Napoli, dal
titolo “Pezzo di cosa rotta”, ore 19.30.