Remove Background Noise

Rieti - 28/05/2011 : 28/06/2011

Artisti diversi, Anita Calà, Vincenzo Franza e, nella nuova sezione Art_Showcase, Marcello Mantegazza, si confrontano, attraverso fotografia e video, con il soggetto più evidente della propria ricerca: il corpo e la sua forza espressiva e performativa che si impone come pratica della contaminazione linguistica, luogo di un nuovo rigore etico e poetico per comunicare solo quanto è primario. Condividendolo con la collettività.

Informazioni

Comunicato stampa

La trecinque 3)5 Arte Contemporanea inaugura sabato 28 maggio 2011 dalle ore 18,30 il progetto Remove
Background Noise a cura di Barbara Martusciello.
Artisti diversi, Anita Calà, Vincenzo Franza e, nella nuova sezione ART_SHOWCASE, Marcello Mantegazza,
si confrontano, attraverso fotografia e video, con il soggetto più evidente della propria ricerca: il corpo e la sua
forza espressiva e performativa che si impone come pratica della contaminazione linguistica, luogo di un nuovo
rigore etico e poetico per comunicare solo quanto è primario. Condividendolo con la collettività


I tre autori invitati ad esporre affrontano lo spazio della galleria in maniera molto differente ma con profonde affinità
da rintracciare da una parte in peculiari radici storiche legate alla Body Art e alla Videoarte, dall’altra nell’esigenza
partecipata di eliminare il rumore di fondo, quel remove background noise che rimanda alla ripulitura
da fruscii ed effetti acustici fastidiosi che sporcano la purezza della musica, dei file audio o del sonoro dei nastri
video confondendo da quanto è necessario ascoltare. Simbolicamente, gli artisti eliminano dal loro lavoro il superfluo,
ogni eccesso, eventuali rischi di cadute nella superficiale sovrabbondanza estetica e concettualistica per
giungere all’ossatura portante della propria ricerca concentrandosi su quanto è essenziale. Ognuno a suo modo.
Anita Calà usa il suo volto, monocromatico e in primissimo piano, che attraverso il video passa, con lentezza quasi
zen, e senza sforzo, dalla stasi al pianto, al riso, ripetendo il circolo – virtuoso – di sentimenti ed emozioni giocati
sempre sull’equivoco; Vincenzo Franza fa agire nel video un se stesso non perfettamente riconoscibile, immerso
nel biancore luminoso dello sfondo, che si agita tra elementi e dettagli nello spazio del suo studio, antro e nido
emblematico, che potrebbe essere il luogo di ognuno, rifugio da cui scappare e in cui rifugiarsi. Senza sosta. Marcello
Mantegazza usa la fotografia per restituire scatti in sequenza in cui il suo volto è celato, impacchettato e
spacchettato da un nastro di quelli che proteggono la fragilità delle cose nei plichi da spedizione o nei traslochi:
evidente allusione alla pericolosità e alla delicatezza della vita, alla necessità di difenderla e rafforzarla, per difendersi
e rafforzarsi.
I video di Calà e Franza saranno proiettati nelle due aree della galleria; le foto di Mategazza saranno appositamente
composte e allestite nella grande vetrina che dà sulla strada. Con questa prima presenza si inaugura ART_SHOWCASE,
un’iniziativa mirata ad esporre una singola opera ogni volta, con modalità espositive più agili, che permettano
una calendarizzazione serrata e una fruizione aperta e ravvicinata: le proposte della vetrina, infatti, saranno
visibili a tutti, ad ogni ora, in qualsiasi condizione, dall’esterno, come ad attivare uno schermo tra mondo dell’Arte
e abitato. Dischiuso alla città.