Pietro Consagra – La Doppia Bifrontale

Venezia - 31/05/2011 : 31/05/2011

Il titolo di Doppia Bifrontale allude alla congiunzione di due autonome sculture bifrontali, lateralmente unite in un nuovo oggetto “sensibile” che ci guarda e ci emoziona. La scultura sembra nascere dalla terra come per inventare un modo colloquiale.

Informazioni

Comunicato stampa

L’Ambasciatore Umberto Vattani, Presidente della Venice International University, inaugura nel piazzale d’accesso dell’Isola, in occasione della 54 Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia La Doppia Bifrontale di Pietro Consagra: “Una scultura imponente che dialogherà alla perfezione con i chiaroscuri della Laguna" -ha dichiarato l'Ambasciatore Vattani- "Si tratta di un artista che ammiro e che è stato il primo a donare una sua opera alla Collezione di artisti contemporanei che volli creare alla Farnesina

La scultura che verrà posta sull’Isola di San Servolo all’ingresso della VIU ha dato origine alla Doppia Bifrontale di ancora più maestose proporzioni, che su mio impulso il Governo Italiano donò nel 2003 al Parlamento Europeo di Strasburgo. Sono certo che la collocazione di quest’opera in un Campus internazionale come quello della VIU – che raggruppa Università prestigiose dei 5 Continenti- farà apprezzare questo grande artista anche a Professori, Studenti e Visitatori di tutto il mondo”.
Il Professore Achille Bonito Oliva, Curatore dell’evento a San Servolo, ha sottolineato che “dobbiamo all’Ambasciatore Vattani, ideatore e creatore della Collezione di arte contemporanea della Farnesina, la creazione nel Campus della VIU di un’altra Collezione unica destinata a Professori e Studenti di tutto il mondo”. Il Professore ha quindi osservato che “le sculture di Consagra, in qualche modo, competono con la realtá, lavorano su un grande sogno, l’autosufficienza dell’arte. Un sogno che naturalmente anche le avanguardie storiche hanno inseguito, l’utopia di controbattere alla realtá esterna mediante una realtá poggiante sull’autonomia del linguaggio creato dall’artista. Sculture dunque che abitano un non-luogo (“nowhere”), quello dell’atopia. Consagra sa bene come l’arte debba sempre tendere all’autosufficienza, a organizzarsi secondo forme proprie. Artista laico e stoico, egli è artefice estetico e principalmente etico, colui il quale imposta con rigore la costruzione del proprio sogno creativo. Generalmente l’utopia presuppone la violenza del contrasto frontale e dell’alternativa, della differenza rispetto alla realtá. La atopia, il suo non-luogo, si sottrae invece all’idealismo di questo confronto e stabilisce se stessa come un’unica presenza possibile.”
Con la collaborazione dell’Archivio Pietro Consagra di Milano, diretto dalla Professoressa Gabriella Di Milia, la Venice International University ha creduto, ancora una volta, di poter meglio affrontare metodi di formazione avanzata, e temi della globalizzazione, della sostenibilità ambientale e della valorizzazione dei beni culturali, accogliendo quest’opera di grande valore artistico, esempio di creatività e innovazione.
La Doppia Bifrontale, è stata realizzata in ferro dipinto nel 2000, nelle dimensioni di cm 335 x 490 x 35. Secondo Gabriella Di Milia “Il titolo allude alla congiunzione di due autonome sculture bifrontali, lateralmente unite in un nuovo oggetto “sensibile” che ci guarda e ci emoziona. La scultura sembra nascere dalla terra come per inventare un modo colloquiale. Se la guardiamo iniziando dalla parte superiore, sembra invece aver principio dal nastro arcuato e ritmato del profilo, per svilupparsi poi nelle forme in aggetto della parte centrale e concludersi nell’appoggio di una base, senza la quale non potrebbe reggersi ma che ha anche la funzione di porla in un luogo “inesistente”, in contatto ideale con due opposti orizzonti. Il colore bianco della Doppia Bifrontale, nella decisa totalità monocroma, non è steso a ricoprire la superficie dell’opera, ma si fa corpo plastico e ne determina la struttura stessa: privo di gradazioni, evita i giochi di luce ed ombra perchè l’immediatezza non si perda, l’attenzione non si disperda nei particolari. La scelta della visione frontale di Consagra, dando valore all’ubicazione della scultura, si presenta oggi come alternativa di una comunicazione umana diretta, come altro modo di porsi rispetto al già esistente”.

L’Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon ha dichiarato: "Siamo particolarmente lieti di ospitare un’opera di questa importanza sull’Isola di San Servolo. La Provincia di Venezia è da tempo impegnata nel fare di questi spazi un luogo speciale della laguna di Venezia. L’accordo con l’Archivio Consagra, raggiunto grazie all’impegno dell’Ambasciatore Umberto Vattani, è la conferma della qualità del percorso intrapreso."






























Descrizione dell’opera:
Il titolo di Doppia Bifrontale allude alla congiunzione di due autonome sculture bifrontali, lateralmente unite in un nuovo oggetto “sensibile” che ci guarda e ci emoziona.
La scultura sembra nascere dalla terra come per inventare un modo colloquiale. Se la guardiamo iniziando dalla parte superiore, sembra invece aver principio dal nastro arcuato e ritmato del profilo, per svilupparsi poi nelle forme in aggetto della parte centrale e concludersi nell’appoggio di una base, senza la quale non potrebbe reggersi ma che ha anche la funzione di porla in un luogo “inesistente”, in contatto ideale con due opposti orizzonti.
Il colore bianco della Doppia Bifrontale, nella decisa totalità monocroma, non è steso a ricoprire la superficie dell’opera, ma si fa corpo plastico e ne determina la struttura stessa: privo di gradazioni, evita i giochi di luce ed ombra perché l’immediatezza non si perda, l’attenzione non si disperda nei particolari.
La scelta della visione frontale di Consagra, dando valore all’ubicazione della scultura, si presenta oggi come alternativa di una comunicazione umana diretta, come altro modo di porsi rispetto al già esistente.


Pietro Consagra
Nella sua lunga esistenza, Pietro Consagra (nato a Mazara del Vallo in Sicilia nel 1920 e morto a Milano nel 2005) ha toccato, come pochi altri artisti del secolo scorso, tutti gli aspetti della creazione artistica. Ha infatti creato sculture – l’attività per la quale è rinomato nel mondo - ha dipinto quadri, ha disegnato (ogni sua scultura nasce da un disegno), ha sperimentato nuove tecniche, ha scritto versi e prose con instancabile vis polemica, ha eretto edifici, ha creato gioielli minuscoli e monumentali installazioni urbane.
Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1944 si stabilisce a Roma.
Nel 1946 si reca a Parigi e nel I947 è tra i fondatori del gruppo Forma, il primo gruppo di astrattisti del dopoguerra in Italia. Nel 1949, con Arp, Brancusi, Giacometti, Pevsner ed altri, partecipa alla Mostra di Scultura Contemporanea, nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia (Fondazione Peggy Guggenheim).
Sin dal 1948, si delinea nella sua scultura quella visione frontale e dal punto di vista unico, confermata nella serie dei Colloqui iniziati nel 1952, che lo rende inconfondibile nell'ambito internazionale. Espone nelle Biennali di Venezia del 1950, 1952, 1954, 1956 (sala personale), 1960 (sala personale), 1964, 1972 (sala personale), 1982 (sala personale), 1993, alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1955, 1957, 1959 e a Documenta a Kassel nel 1959 e 1964.
Nel I960 riceve il Premio per la Scultura alla Biennale di Venezia.
Nell'agosto 1967 si reca negli Stati Uniti per un soggiorno di un anno. Nel 1968 propone la bifrontaliltà, dal minimo spessore di due decimi di millimetro nelle Sottilissime in acciaio e dal massimo spessore di sei metri negli Edifici della Città Frontale (sempre in acciaio). Dalla massima consistenza della doppia frontalità nascono le grandi sculture che dominano gli spazi urbani: la serie delle Pietre di Versilia (1973), degli Addossati (1976), delle Muraglie (1977), delle Interferenze (1985), delle Sibilline (1990), delle Porte (1990), delle Facciate (1996), delle Doppie Bifrontali (2000).
Tiene le mostre personali più significative al Musée des Beaux - Arts di Bruxelles nel 1958; alla Galerie de France, Parigi, nel 1959; alla Galleria La Tartaruga a Roma nel 1958, 1959; alla Galleria Blu di Milano nel 1961; alla Staempfly Gallery di New York nel 1962; alla Pace Gallery di Boston nel 1963; alla Marlborough-Gerson Gallery di New York nel 1967; alla Galleria dell'Ariete a Milano nel 1965, 1967,1969, 1971; al Boymans Museum di Rotterdam nel 1967; alla Galleria Marlborough di Roma nel 1966, 1969, 1972, 1974, 1976; al Palazzo dei Normanni a Palermo nel 1973; al Museo di Castelvecchio a Verona, nel 1977; alla Lorenzelli Arte di Milano nel 1986; alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1989; al Museo Ermitage di San Pietroburgo nel 1991; nel Palazzo di Brera a Milano, nel 1996; all'Institut Mathildenhohe a Darmstadt nel 1997; alla Galleria Fumagalli a Bergamo, nel 1997, 2002; nel Parco del Palazzo d'Orleans a Palermo nel 1998; al Museion di Bolzano nel 2000; nel Palazzo delle Arti al Cairo nel 2001 come ospite d’onore; alla Galleria Fonte d’Abisso a Milano, nel 1995, 2001, 2004; al Museo di Castelvecchio e alla Galleria dello Scudo a Verona, nel 2007.

Gli sono inoltre conferiti: Premio Metallurgica, Biennale di San Paolo, 1955; Premio acquisto Einaudi XXXVIII Biennale di Venezia, 1956; Honorable Mention International Exhibition, Carnegie Institute, Pittsburgh,1958; Prix de la Critique, Bruxelles, 1959; Primo Premio Morgan’s Paint, Rimini, 1959; Premio Speciale Mondello, Palermo, 1980 (per l’autobiografia Vita mia, Feltrinelli Editore, Milano, 1980); Premio Antonio Feltrinelli per la Scultura, Accademia dei Lincei, Roma, 1984; Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica italiana come benemerito della cultura e dell’arte, 2001.
Sue opere si trovano in collezioni pubbliche europee ed americane tra cui: Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Art Institute, Chicago; Museum of fine Arts, Houston; Museum of Modern Art, New York; Salomon Guggenheim Museum, New York; National Gallery, Washington; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington; Tate Gallery, Londra; Ludwig Museum, Colonia; Galerie Der Stadt, Stuttgart, Stoccarda; Sprengel Museum, Hannover; Musée d’Art Moderne Centre Georges Pompidou, Parigi; Museo Ermitage, San Pietroburgo; Musée de la Sculpture en plein air, Anversa; Fondazione Peggy Guggenheim, Venezia.
Numerose opere a scala urbana di Consagra sono situate in luoghi aperti. Il bronzo girevole Colloquio con il vento ( 1962), è collocato davanti al Museo di Houston, progettato da Mies van der Rohe; il bronzo Solida e Trasparente (I967) della General Mills, nel Minnesota; la Muraglia (1977) in marmo Giallo Mori e Verde Alpi nel Museo di Castelvecchio a Verona; l'edificio Meeting ( 1983) e la grande porta in acciaio di ventotto metri, La Stella (I982), a Gibellina (Sicilia); l'addossato in cemento La materia poteva non esserci (I986), di metri diciotto, nella Fiumara di Tusa. A Milano, durante la mostra personale del I996, ha installato una Porta in ferro davanti al Palazzo di Brera. Per Roma, a Largo S. Susanna, ha realizzato la scultura in marmo Botticino Giano nel cuore di Roma (I997) alta cinque metri e mezzo. Nel 2002 sono state definitivamente collocate in Piazza Duomo – Via dei Mercanti, a Milano, le sculture bifrontali in marmo Nembro Rosato (1977) e Giallo Mori (1977) e nel luglio 2003 la Doppia Bifrontale di quattro metri per sei, al Parlamento Europeo di Strasburgo.
E’ autore di numerosi saggi sull'arte.









La Venice International University (VIU) è un centro internazionale di formazione avanzata e di ricerca fondato nel 1995 e costituita da:
Boston College (USA), Duke University (USA), Ludwig Maximilians Universität (Germania), Tel Aviv University (Israele), Tilburg University (Olanda), Tongji University (Cina), Tsinghua University (Cina), Università Ca’ Foscari Venezia (Italia), Università Iuav di Venezia (Italia), Universitat Autònoma de Barcelona (Spagna), Waseda University (Giappone), CNR (Italia), Fondazione di Venezia (Italia), Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Italia) e Provincia di Venezia (Italia)
Missione della VIU è fornire percorsi di formazione avanzata e di ricerca in un contesto internazionale, favorendo lo scambio di idee e conoscenze con un approccio di studio multiculturale e interdisciplinare, nel rispetto delle diverse tradizioni accademiche dei paesi di cui le Università associate sono espressione. Ogni anno la VIU accoglie nel proprio campus docenti, ricercatori e studenti di diverse nazionalità che vivono e studiano insieme, e si confrontano sui temi della globalizzazione, innovazione, sostenibilità ambientale e la valorizzazione dei Beni culturali.

La VIU, in quanto centro internazionale di formazione avanzata e di ricerca, mira a promuovere un nuovo approccio nei propri programmi accademici, introducendo attività extracurricolari focalizzate sulla creatività e l’innovazione. La creatività offre spunti per nuove metodologie formative ed è oggetto di ricerca come elemento fondamentale per sostenere la competitività delle imprese nell’economia globale. Oltre a coinvolgere docenti, ricercatori e studenti, le sperimentazioni della VIU in questo campo hanno visto la partecipazione di artisti nazionali ed internazionali e di partner scientifici e tecnologici, ed hanno fatto parte di precedenti eventi collaterali de La Biennale.

Alcuni eventi promossi dalla VIU nelle ultime edizioni della Biennale di Venezia
Radar Connecting Europe, 50.ma Biennale d'Arte, 2003
L'Isola Interiore, 51.ma Biennale d'Arte, 2005
A cura di Achille Bonito Oliva con Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte
Mobile Journey, 52.ma Biennale d'Arte, 2007
A cura di Lorella Scacco, un dialogo tra la sperimentazione artistica e la ricerca tecnologica.
L’Isola Interiore: Isolamenti e Follia, di Vettor Pisani, 52.ma Biennale d'Arte, 2007
A cura di Achille Bonito Oliva
A Gift to Marco Polo, Contemporary Art from China, 53.ma Biennale d'Arte, 2009
A cura di Lu Peng e Achille Bonito Oliva.
Mapping Contemporary Venice – from the City of Today to the Venice of the Future, 54.ma Biennale d’Arte, 2010
La VIU ha invitato noti studi di architetti internazionali, un antropologo, designers e studenti a elaborare un racconto visionario della città e a riflettere su Venezia vista da un punto di vista diverso, reinterpretandola sui taccuini Moleskine, incoraggiando un confronto tra sviluppo economico e innovazione sostenibile.