Per una geografia e storia della prima edizione delle Vite vasariane

Ferrara - 13/06/2011 : 13/06/2011

Alla Fondazione Ermitage Italia per l'inaugurazione del ciclo d'incontri sulle celebrazioni vasariane conferenza d'apertura di Barbara Agosti (Professore di Storia della critica d'arte presso l'Università di Roma “Tor Vergata”).

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo il ciclo di incontri del 2010 per omaggiare il quadricentenario della morte di Caravaggio ecco ora un nuovo progetto
che a cinquecento anni dalla nascita di Giorgio Vasari mira rendere omaggio al
celebre pittore e storiografo attraverso un ciclo di conferenze organizzate dalla Fondazione Ermitage Italia


Questa prima lezione inaugura tale ciclo d'incontri
con un intervento della Prof.ssa Barbara Agosti che
affronterà il problema delle origini delle Vite vasariane, seguendo congiuntamente l'attività e gli itinerari
di Vasari pittore e gli sviluppi del suo progetto storiografico, con l'intento di ricostruire le principali fasi di elaborazione del testo pubblicato nella prima, dirompente, edizione del 1550.

Il trattato di Vasari delle “Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri” è un' opera di fondamentale importanza
per quanto riguarda la storia del'arte e a cui ancora oggi molti studiosi si rifanno.
L'opera fu pubblicata nel 1550 e riedita con aggiunte nel 1568, è preceduta da un'introduzione di tipo tecnico e storico-critica sulle tre arti maggiori, vale a dire architettura, scultura e pittura, e costituisce oggi una fonte imprescindibile per lo studio della vita e delle opere dei più di 160 artisti descritti.
Giorgio Vasari attraverso questo trattato è considerato l'iniziatore della critica artistica
e molti artisti toscani devono la loro fama internazionale all'opera di valorizzazione e promulgazione iniziata da Vasari.


Barbara Agosti è insegnante Storia della critica d'arte presso l'Università di Roma “Tor Vergata”; si è occupata di diversi aspetti della letteratura e della storiografia artistica
in Italia tra Cinque e Seicento, dalle voci della Milano borromaica alla tradizione delle fonti di area meridionale.
Il libro che ha dedicato nel 2008 a Paolo Giovio e ai suoi rapporti con la cultura figurativa è in un certo senso una premessa delle ricerche in corso sulla personalità di Giorgio Vasari.