Pablo Picasso – Homme à la mandoline

Torino - 26/09/2017 : 21/01/2018

Un capolavoro assoluto, custodito al Musée National Picasso di Parigi e realizzato dal grande Maestro spagnolo nell’autunno del 1911.

Informazioni

Comunicato stampa

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli è felice di annunciare che dal 22 settembre al 2017 al 21 gennaio 2018 ospiterà - per la prima volta a Torino - Homme à la mandoline di Pablo Picasso. Un capolavoro assoluto, custodito al Musée National Picasso di Parigi e realizzato dal grande Maestro spagnolo nell’autunno del 1911.
In occasione di questa eccezionale esposizione, martedì 26 settembre alle 18.30, Olivier Berggruen, storico dell’arte e curatore di fama internazionale, presenta la Collezione Berggruen e la l’opera di Picasso al pubblico torinese



Introducendo la figura di Heinz Berggruen - che fondò a Berlino il museo che porta il suo nome – Olivier Berggruen racconta come il suo padre sia stato una sorta di erede spirituale dei collezionisti/mercanti di inizio Novecento, di personaggi come Wilhelm Uhde e D.H. Kahnweiler. Figura centrale per la formazione del suo gusto artistico fu tuttavia il collezionista e critico d’arte inglese Douglas Cooper (1911-1984), che mise insieme una importante collezione d’arte moderna esposta al Château de Castille nel sud della Francia. Cooper si concentrò su ciò che definiva “autentico” Cubismo - quello di Braque e Picasso, Léger e Gris -, considerando questo movimento non tanto uno stile, ma l’espressione di una generazione che fu brillante quanto quella che aveva vita al Rinascimento italiano. “Mio padre – racconta Olivier Berggruen - fu profondamente influenzato dal gusto di Cooper e in seguito acquistò alcune opere d’arte dalla sua collezione, che includeva lavori di Paul Klee. Homme à la mandoline del Musée National Picasso deve essere quindi considerato come un’opera essenziale nel suo percorso di apprezzamento del Cubismo, avvalorato da questi primi sostenitori del lavoro di Picasso.”.

Homme à la mandoline si sviluppa su una tela verticale e particolarmente stretta, un formato inusuale per Picasso che in quel periodo stava lavorando ad un progetto – poi interrotto – per la biblioteca di un collezionista americano. Quest’opera è parte di una serie di una decina di grandi composizioni cubiste raffiguranti musicisti e un Poeta - realizzate da Picasso tra l’autunno del 1911 e l’estate del 1913 – e caratterizzate dalla particolarità di essere state ingrandite e ridipinte, come si può notare nella parte inferiore dell’opera, più chiara rispetto alla zona superiore. La cucitura che permise di aggiungere superficie supplementare alla tela nell’Homme à la mandoline è dissimulata sotto un piccolo tratteggio grigio. Quest’opera è un esempio del cosiddetto cubismo “analitico”.

Il Cubismo è anche uno dei punti di partenza della mostra“PICASSO. Tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925” a cura di Olivier Berggruen alle Scuderie del Quirinale di Roma (22 settembre 2017 - 21 gennaio 2018), in occasione della quale la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli è felice di concedere in prestito Homme accoudé sur une table (1915-1916), parte della propria collezione permanente.
Questa mostra indaga il decennio tra il 1915 e il 1925, durante il quale Picasso si dedicò alla progettazione scenografica. “Lavorare a un allestimento teatrale – continua Olivier Berggruen – gli diede l’opportunità di sviluppare alcune delle sue idee cubiste, come la nozione di costruzione e assemblaggio. Utilizzò le texture e le superfici delle sue composizioni cubiste per ridefinire lo spazio, compreso lo spazio di una produzione teatrale”.

Nato in Svizzera nel 1963, Olivier Berggruen ha frequentato Ecole Alsacienne a Paris prima di laurearsi nel 1986 in Storia dell’arte alla Brown University e completare i suoi studi al Courtauld Institute di Londra. Ha lavorato per Sotheby's a Londra e nel 1991 ha aperto una galleria d’arte dedicata all’arte moderna e contemporanea. Nel 1998, dopo il suo matrimonio con Desiree Welsing, si trasferisce a New York
Dal 2001 al 2007 è Curatore Associato al Schirn Kunsthalle di Francoforte, dove organizza mostre dedicate alle gouaches découpés di Matisse (2003), a Yves Klein (2005) e ai lavori realizzati da Picasso per il teatro e il balletto (2006). Ha anche curato mostre dedicate a Paul Klee, Ed Ruscha e George Condo per diverse istituzioni internazionali. Ha scritto numerosi saggi e articoli su Picasso, il Cubismo e i Balletti Russi. Olivier Berggruen è membro del board del Museum Berggruen di Berlino e del Comitato Scientifico del Musée Picasso a Paris.