Oleg Kulik – The Russian

Cagliari - 09/06/2011 : 30/06/2011

In mostra 10 serigrafie dell’omonima serie dove Kulik rende omaggio alla “grande madre Russia”, suo paese d'origine, con uno stile assolutamente personale che non manca di irriverenza e provocazione con continui riferimenti ad una serie di icone tipiche del suo paese (La piazza Rossa, il mausoleo di Lenin, la libreria di Lenin, la Cattedrale, la neve che ricopre le pianure).

Informazioni

  • Luogo: 18DIVIASULIS
  • Indirizzo: Via Sulis 18 - Cagliari - Sardegna
  • Quando: dal 09/06/2011 - al 30/06/2011
  • Vernissage: 09/06/2011 ore 19
  • Autori: Oleg Kulik
  • Curatori: Cristiana Giglio
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato - dalle 17.00 alle 21.00

Comunicato stampa

18DIVIASULIS è orgogliosa di presentare la prima mostra in Sardegna dell’artista russo Oleg Kulik. PRIMADELLABIENNALE - THE RUSSIAN, questo il titolo della mostra, sarà presentata in contemporanea a 2 grandi progetti che coinvolgono l’artista durante la Biennale di Venezia

Negli spazi di via Sulis, a Cagliari, verrà esposto l’intero progetto THE RUSSIAN: 10 serigrafie dell’omonima serie dove Kulik rende omaggio alla “grande madre Russia”, suo paese d'origine, con uno stile assolutamente personale che non manca di irriverenza e provocazione con continui riferimenti ad una serie di icone tipiche del suo paese (La piazza Rossa, il mausoleo di Lenin, la libreria di Lenin, la Cattedrale, la neve che ricopre le pianure). Cliches che l’artista utilizza quale sfondo per una narrazione fatta di storie incredibili, avventure fantastiche al limite del farsesco: una sposa che è allo stesso tempo una donna o un cane; l’artista che viene allattato da un bulldog grande quanto una mucca o che schiva i proiettili di due guardie e di un’altra figura che sembra Nabokov. La serie The Russian è in questo sommamente letteraria, allegorica e allo stesso tempo densa di uno schietto e moralizzante humor nero. Noto per le sue performance al limite dell'animalesco, come quando interpreta l’uomo-cane e abbaia contro la folla o mentre si fa tenere al guinzaglio in occasione del vernissage delle sue mostre e cerca di impedire l'ingresso ai visitatori, Kulik, nel progetto THE RUSSIAN, affonda le radici della sua poetica nel contesto socio-culturale della Russia sovietica e post-sovietica. Attraverso continui riferimenti storici, esprime tutto il suo dissenso nei confronti del processo di civilizzazione che ha travolto l'uomo il cui esito incontrovertibile è per lui un profondo conflitto tra cultura e natura davanti al quale l'uomo contemporaneo è impotente. Artista visivo, performer, fotografo poliedrico e provocatorio, riconosciuto internazionalmente come uno tra i più autorevoli rappresentanti dell'arte russa contemporanea, Oleg Kulik sarà contemporaneamente a Venezia in uno dei più interessanti eventi collaterali della Biennale. Con la sua partecipazione a Glasstress 2011, a cura di Lidewij Edelkoort, Peter Noever e Demetrio Paparoni, l’artista partecipa in prima persona alla mobilitazione in difesa di Ai Weiwei, artista cinese incarcerato dal regime per le proprie idee. Kulik denuncia la perdita della libertà di parola e azione che il regime cinese impone ai propri dissidenti con una scultura in vetro, il cui ricavato della vendita andrà ad una delle organizzazioni che sostengono Ai Weiwei, che raffigura l’artista cinese Zhang Huan (secondo Kulik sostenuto dal regime) che, ricoperto di bistecche (come nella sua celebre performance del Whitney Museum), tiene al guinzaglio Ai Weiwei, raffigurato con il corpo di Budda e con un seme di girasole al posto del cuore. Sempre a Venezia dal 1 al 15 giugno una sua imponente video installazione, tratta dai Vespri della Beata Vergine di Monteverdi, sarà ospitata nella magnifica sede della Scuola Grande di San Rocco, universalmente conosciuta per la collezione di dipinti del Tintoretto. L'installazione ripropone, in forma di film, la produzione teatrale dei Vespri monteverdiani di cui l’artista ha curato la scenografia, svoltasi nel gennaio del 2009 al Théâtre du Châtelet di Parigi.