Officine Reggiane. Archivio Storico. Cap. 2

Reggio Emilia - 18/11/2017 : 18/03/2018

A due anni dalla prima esposizione, prende vita il secondo capitolo di restituzione pubblica del lavoro, tuttora in progress, di conservazione e tutela dell’ingente patrimonio di documenti, immagini e oggetti delle ex Officine Reggiane.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO GERRA
  • Indirizzo: Piazza Xxv Aprile 2 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 18/11/2017 - al 18/03/2018
  • Vernissage: 18/11/2017
  • Generi: documentaria, fotografia
  • Orari: 19 novembre 2017 – 18 marzo 2018 Martedì – venerdì 10.00 – 13.00 Sabato e domenica e festivi 10.00 – 13.00, 15.30 – 19.30 Lunedì chiuso. 25 dicembre e 1 gennaio chiuso.
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

LA MOSTRA SULLE OFFICINE REGGIANE PARTE SECONDA

Dagli archivi emergono lo studio per un gigantesco “transaereo” per voli intercontinentali e il motore completamente restaurato di un modello di aereo RE2002, storie personali, fotografie della fabbrica e dei suoi dipendenti dai primi anni del ‘900 sino agli anni ‘50 che testimoniano la capacità delle Officine Reggiane di espandersi a livello intercontinentale
L’Archivio storico delle Officine Reggiane, con una lunghezza superiore a 2.500 metri, è composto da oltre 10mila disegni di progetti aeronautici, più di 24mila immagini sulla vita dell’azienda e migliaia di fascicoli personali

Ogni due anni le Officine Reggiane tornano a fare sentire prepotentemente la loro presenza in città. Nello Spazio Gerra a Reggio Emilia (piazza XXV Aprile 2) è in corso fino a marzo 2018 la mostra 'Officine Reggiane/Archivio storico-capitolo 2', nuova importante tappa della restituzione pubblica del lavoro di ordinamento archivistico e di valorizzazione del fondo delle ex Officine Reggiane, svolto negli ultimi due anni.
La mostra è progettata per accompagnare il visitatore in un percorso in cui i documenti originali aprono spiragli e porte su una memoria storica apparentemente lontana ma in realtà molto vicina e tangibile. Ai fogli di carta ingiallita, scritti a macchina e colorati dal blu della carta carbone, si sovrappongono le narrazioni di padri e nonni che hanno legato un pezzo della loro vita alla grande fabbrica in un allestimento che, riprendendo le modalità espositive del primo capitolo (il labirinto, la randomicità e il frammento quali figure dell'archivio stesso) mira ad attivare la memoria individuale del visitatore e a trasportarlo in un viaggio nella storia recente collettiva di una comunità.
2.500 metri di lunghezza, oltre 10mila disegni di progetti aeronautici, più di 24mila immagini sulla vita dell’azienda e migliaia di fascicoli personali: queste cifre danno un’idea dell’immenso patrimonio che l’Archivio storico delle Officine Reggiane sta progressivamente rivelando a quanti, sin dal 2011, sono impegnati nella complessa attività di salvaguardia, recupero e valorizzazione del prezioso fondo acquisito dal Comune di Reggio Emilia.
Il lavoro di recupero e restauro dei documenti dell’Archivio storico ha consentito di rendere protagonista la componente forse più suggestiva e affascinante della storia delle Reggiane, quella della produzione aeronautica, che, concentrata in pochi anni, ha generato il momento di massima espansione industriale. Il volo quindi e gli aerei sono i primi protagonisti di questa seconda mostra dell'Archivio storico, in particolare il gigantesco “transaereo” per voli intercontinentali, progettato ma mai realizzato, e il motore completamente restaurato di un modello RE 2002 è collocato nella stanza centrale da dove, azionato da un sistema a sensori, racconta con la propria voce le sue caratteristiche.
L’esposizione tratta inoltre in maniera approfondita un altro importante aspetto delle Reggiane, l’espansione del commercio a livello intercontinentale; come, quanto ma soprattutto in quanti paesi del mondo sono finiti i prodotti e i progetti nati a Reggio, dove già dalla prima metà del secolo scorso arrivavano a Reggio commesse di lavoro da mezzo mondo. Lettere, telegrammi, raccomandate, interminabili spostamenti in treno o via mare, documenti di viaggio e di commercio trovano collocazione in questa sezione.
Ma non è possibile parlare di un’industria tanto attiva senza concentrarsi, come già avvenuto nella prima edizione, sul racconto delle persone che hanno contribuito a crearla. Alcune significative biografie sono state ricostruite grazie alle documentazioni estratte dalle “Cartelle personale”, in cui agli andamenti aziendali e professionali si intrecciano con le vite private e gli avvenimenti storici e sociali dell'epoca. Così è possibile leggere attraverso le biografie del collaudatore di aerei conte Pietro Scapinelli l'epopea bellica del volo; attraverso quella di Domenica Secchi, Gino Menozzi e Armando Grisendi il tragico momento dell'eccidio del '43 o le deportazioni di operai come Ettore Guidetti, di ripercorrere tramite la cartella personale dell'ingegner Camillo Battisti, figlio di Cesare Battisti, l'idea di ripresa e rinnovamento del primo dopoguerra. E poi le lotte operaie dei primi anni '50 attraverso i documenti e le biografie di attivisti quali Simone Brega e Livio Montanari.
Altre sezioni di mostra pongono in primo piano l'ampia documentazione fotografica, che dalle prime lastre in vetro arriva alle riproduzioni di fine 900 e alle immagini filmate appena restaurate, con oltre 7000 metri di girato che l'azienda utilizzava per descrivere la propria operatività sia dal punto di vista tecnico e ingegneristico che da quello della promozione.
In forma di video sono ospitati due progetti Voci da Santa Croce, che si occupano di raccontare il quartiere di Santa Croce oggi, a cura del collettivo Reggian*, nato nel 2016 grazie ad un workshop di Spazio Gerra sulla rigenerazione urbana, e della compagnia Pietribiasi/Tedeschi ( 20 gennaio ore 17 Spazio Gerra).
Inoltre Fosco Grisendi ha realizzato ad hoc per la mostra, A New World, opera nella quale l'artista reggiano interpreta con l'estetica che lo caratterizza, fatta di colori sgargianti e forme stilizzate su fondo nero, la vasta produzione delle Reggiane e la sua espansione nel mondo, lasciando sottintendere quanto quel mondo ormai passato fosse un tempo innovativo e all'avanguardia.
Le architetture storicizzate dei capannoni delle Officine Meccaniche Reggiane sono anche lo sfondo per l’apparizione di due figure bizzarre ed enigmatiche che agiscono nel paesaggio ed esplorano le interazioni tra produzione e potere. Sono le immagini di Letizia Calori e Violette Maillard, in arte Calori & Maillard, che nel progetto Energia Potenziale, a cura di Daniele De Luigi, raccontano questi antichi e nuovi spazi della città di Reggio Emilia a livello metaforico, di valore, e di storia occupando gli spazi pubblicitari dei viali della circonvallazione e del quartiere Santa Croce, e il portico di Piazza Casotti fino al 3 dicembre. Un video, a cura della casa di produzione cinematografica DIAVIVA, presente nello Spazio Gerra, durante tutto il periodo di apertura della mostra illustra le diverse fasi del progetto. L’intervento di queste giovani artiste della fotografia internazionale si svolge nell’ambito del progetto Panorami Contemporanei e Luoghi in trasformazione. Residenze di Fotografia in Italia 2017, promosso da MiBACT ‐ Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane e GAI in collaborazione con i Comuni di Bari, Perugia e Reggio Emilia con lo Spazio Gerra.



Il percorso espositivo non propone solo una testimonianza di quanto è avvenuto in quell’area industriale, ma fornisce anche una visione del futuro, attraverso il Parco Innovazione, progetto di riqualificazione attuato dalla Società di trasformazione urbana Reggiane per restituire alla zona nord della città, attualizzandolo, il valore fortemente innovativo che le Officine Reggiane hanno lasciato in eredità. In esposizione il plastico delle infrastrutture in corso di realizzazione, e materiali video che documentano i lavori.
Accompagna infatti la mostra - aperta fino al 18 marzo - una serie di incontri, conferenze, visite guidate, laboratori per bambini e studenti, e spettacoli, in cui storici, docenti universitari, amministratori, artisti, protagonisti del mondo della fotografia, studiosi di volo e di progettazione si confrontano con il pubblico intorno ai temi proposti dall'esposizione coinvolgendo la città e toccando tutti i luoghi significativi della storia delle Officine Reggiane : dal Parco innovazione, al Tecnopolo, dall'Aero Club e all'Università.
Sono tantissimi gli appuntamenti. Nel nuovo anno sabato 13 gennaio, alle ore 17 si svolge un incontro dedicato alla Salvaguardia dell'Archivio Storico delle Officine Reggiane e gli interventi di recupero del Parco Innovazione con Alex Pratissoli (Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Reggio Emilia), Luca Torri (Amministratore delegato di STU Reggiane), Giordano Gasparini (Direttore della Biblioteca Panizzi), Ettore Rocchi (Vicepresidente di IREN) e un rappresentante della Soprintendenza Archivistica per l'Emilia Romagna
Sabato 17 febbraio allo ore 11 inaugura anche al terzo piano di Spazio Gerra un nuovo capitolo di Its Maker, esposizione curata dagli studenti del corso di specializzazione “Tecnico in sistemi meccatronici” promosso dalla Fondazione ITS Maker, in collaborazione con le aziende del settore.

In corrispondenza della mostra è in uscita il volume Officine Reggiane. Archivio Storico, pubblicato da Compagnia Editrice Aliberti (160 pag, 22 €) e curato da Stefania Carretti e Giovanni Guidotti, che raccoglie numerose immagini d'archivio, disegni tecnici e i testi di coloro che in questi anni hanno lavorato alla salvaguardia e alla valorizzazione dell'Archivio storico delle Officine Reggiane. Testi di: Michele Bellelli, Stefania Carretti, Daniele De Luigi, Giordano Gasparini, Ingrid Germani, Luigi Grasselli, Giovanni Guidotti, Lorenzo Immovilli, Giulia Lambertini, Mauro Maggiorani, Franca Manzini, Adriano Riatti, Ettore Rocchi, Giulio Santagata, Elisa Savignano, Azio Sezzi, Massimo Storchi, Luca Vecchi.

INFO Per aggiornamenti sul programma www.spaziogerra.it e la pagina Facebook https://www.facebook.com/Archivio-Storico-delle-Officine-Reggiane

Spazio Gerra, Piazza XXV Aprile, 2 - Reggio Emilia - Tel. 0522-585654 [email protected]

La valorizzazione dell'Archivio Storico delle Officine Reggiane è resa possibile dal contributo di Iren. Tutte le iniziative in programma sono promosse da Comune di Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, Istoreco, Spazio Gerra, STU-Società di Trasformazione Urbana “Reggiane”, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ICAR-Istituto Centrale per gli Archivi, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Emilia Romagna, Iren Rinnovabili; in collaborazione con Regione Emilia Romagna, CGIL, Fondazione ITS Maker, GAVS – Gruppo Amici Velivoli Storici, Aero Club e Aeroporto “Ferdinando Bonazzi” Città del Tricolore; partner tecnico DSV S.p.A (ex SAIMA Avandero). Si ringraziano inoltre il Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento, il MUSE Museo delle Scienze di Trento, il Club per l'Unesco di Reggio Emilia, la Collezione Salsapariglia e l'Istituto Nobile.

IN PARTICOLARE

Il recupero dell’archivio delle ex Officine Reggiane e le attività in programma
Il progetto di salvaguardia, recupero e valorizzazione dell'Archivio storico delle Officine Reggiane nasce dall'esigenza, in seguito all’abbandono dell'intera area di via Agosti nel 2011, di salvaguardare dal degrado il prezioso patrimonio documentale depositato nella “ex palazzina direzionale”, dove si trovava la parte dell’archivio più antica (dichiarata nel 2010 di particolare interesse storico dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali).
Dopo l'acquisizione da parte del Comune di tutti i nuclei documentali, tra il 2011 e il 2013, sono iniziate sotto la direzione della Soprintendenza archivistica regionale le complesse operazioni di recupero, con il trasferimento delle sezioni del fondo in diverse sedi: nel Polo archivistico cittadino, gestito da Istoreco, quelle di notevole pregio (libri sociali, presidenza, disegni, foto, ecc.), nei magazzini comunali i fascicoli del personale e il settore commerciale e la parte restante nel deposito di Morimondo (MI) grazie alla collaborazione della Direzione generale per gli archivi.
La prima mostra “Archivio storico delle Officine Reggiane. Recupero, salvaguardia e valorizzazione” si è tenuta tra ottobre e dicembre 2013, nel Tecnopolo, poi è seguita la mostra “Officine Reggiane/Archivio storico-Capitolo I” nello Spazio Gerra (dicembre 2015-febbraio 2016), proposta per fornire alla città una visione del lavoro svolto, in particolare sulla documentazione legata alla produzione industriale e al personale. Il successo dell'iniziativa e l'interesse della città sono stati confermati dagli oltre 11.000 visitatori.
Sulla base di una convenzione stipulata nel 2015 da Comune, Iren, Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Emilia Romagna, Istituto centrale per gli archivi di Roma, Università degli Studi di Modena e Reggio, Istoreco, e grazie ad un finanziamento pluriennale di Iren, è stato avviato un programma di interventi finalizzato al completamento del progetto e alla riunificazione di tutti i materiali in un'unica sede, da realizzare nella storica area industriale. Sempre nel 2015 è stato istituito un Comitato scientifico per coordinare le attività e fornire lo specifico supporto conoscitivo, di carattere storico e archivistico, in funzione del completamento dei lavori.
Altre attività avviate quest'anno riguardano l’archivio virtuale della Mediateca dell’Ateneo reggiano e il suo futuro trasferimento al Polo archivistico comunale, l'assegnazione di due premi per studenti laureati nello scorso anno accademico con tesi di ricerca sulle nostre officine meccaniche e il recupero digitale del “Fondo Reggiane”, costituito da materiali audiovisivi su pellicole e nastri. Di tutto questo si trova testimonianza nella mostra dello Spazio Gerra, “Officine Reggiane/Archivio Storico–Capitolo 2”, che riprende e sviluppa temi trattati nel precedente “Capitolo 1” offrendo una sintesi del lavoro compiuto.

Il Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia
Il Polo Archivistico reggiano, con sede nel nell'ex Convento di San Domenico (via Dante Alighieri), è gestito da Istoreco ed ha iniziato la sua attività il 2 maggio 2002, con una disponibilità di deposito su 3.300 metri lineari.
Il Polo, la cui attività è incentrata sulla salvaguardia e valorizzazione delle fonti documentarie a partire dal Novecento, mette a disposizione del pubblico (studiosi, studenti, cittadini) le proprie dotazioni, che oltre agli importanti materiali delle Officine Reggiane sono composte, tra gli altri, dagli archivi storici di Comune e Provincia di Reggio, Azienda di promozione turistica, ACT, Cassa di Risparmio, cooperative, organizzazioni politiche, sindacali e femminili, combattenti e reduci di guerra.

La produzione aeronautica
Il lavoro di recupero e restauro dei documenti dell’Archivio storico ha consentito di rendere protagonista la componente forse più suggestiva e affascinante della storia delle Reggiane, quella della produzione aeronautica. Ad essa sarà dedicato un ampio spazio espositivo che ospiterà, tra gli altri materiali, un motore originale completamente restaurato dell'aereo RE 2002 conservato al Museo dell'Aeronautica “Gianni Caproni” di Trento. Questa sezione della mostra documenterà anche il lavoro svolto sulla parte dell'Archivio storico legata ai “Disegni di aeroplani”, attualmente conservata nel Polo archivistico comunale, che è sempre stata oggetto di particolare curiosità e attenzione da parte dei ricercatori per il rilievo sia nazionale, sia internazionale assunto dal settore aeronautico militare. La serie di materiali che costituisce una preziosa testimonianza di quell’attività è stata custodita per oltre 70 anni in 18 grandi contenitori (casse e scatoloni), nei depositi sotterranei dell’azienda. La quasi totalità dei disegni che si sono salvati è su lucidi dell'epoca, relativi ai progetti dei caccia RE 2000, 2001, 2002, 2003 e 2006, prodotti tra il 1938 e il 1943, di un aereo da bombardamento S 79 k (1939-1943) e del motore PXI bis (1941). In totale sono stati censiti 10.387 lucidi, raccolti in 1.602 rotoli.

Una azienda internazionale
L’esposizione affronta inoltre in maniera approfondita un altro importante aspetto delle Reggiane: l’espansione del commercio a livello internazionale. Già dalla prima metà del Novecento arrivano a Reggio commesse di lavoro da mezzo mondo, e una notevole quantità di lettere, telegrammi, raccomandate, documenti di viaggio e di commercio ne offrono un'ampia testimonianza. Nel primo dopoguerra le officine di via Agosti iniziano a produrre molini e laterizi, entrando nell'importante mercato delle macchine agricole, inizialmente in Italia, poi all'estero. Seguono le produzioni ferroviarie, dalle locomotive a vapore, elettriche, diesel, alle carrozze passeggeri, merci, vagoni letto e tram, che rimangono per quasi 80 anni la più redditizia attività, con esportazioni in Grecia, Angola, Brasile, Iran, Australia, Spagna, Eritrea, Somalia, mentre nella seconda metà degli anni '30 inizia la costruzione di velivoli della serie RE. Il modello RE 2000, prodotto nel 1939, è l'aereo di maggiore successo, utilizzato sia in patria che all'estero: l'aviazione svedese acquista una sessantina di esemplari e l'Ungheria acquista persino la licenza di produzione. Anche la Luftwaffe tedesca impiega i caccia Reggiane, in particolare il RE 2002, prendendo pure in consegna alcuni RE 2005, i migliori velivoli realizzati dalle Officine. Alla fine degli anni '40, nel periodo della “guerra fredda”, le Reggiane hanno rapporti commerciali in entrambe le sfere d'influenza, quella occidentale e quella dell'est: materiale ferroviario viene acquistato nel territorio occupato dagli anglo-americani, poi diventato Germania Ovest, mentre nel 1949 è raggiunto un accordo per la fornitura di escavatori a Mosca. Negli anni '50 è la NATO a ricorrere nuovamente alle Reggiane per forniture militari, poi distribuite in diversi Paesi, quali Norvegia, Grecia, Turchia e gli stessi Stati Uniti.
Dal 1960, dopo la procedura di fallimento, le produzioni si concentrano su grandi impianti industriali come zuccherifici, dissalatori e attrezzature portuali: grazie ad essi il marchio si diffonde nel mondo, con gru portuali in Russia, Ucraina, Francia), Stati Uniti, Iran e Venezuela, mentre zuccherifici e dissalatori vengono realizzati in Pakistan, Iraq, Iran, Grecia, Algeria e Haiti).

Cartelle Personale
La sezione Personale ha una consistenza di circa 200 metri lineari ed estremi cronologici che vanno dal 1919 al 2007 e si compone di documenti integri, minuziosamente redatti, nei quali gli andamenti aziendali e professionali s'intrecciano con vite private e vicende nazionali. Risulta difficile quantificare esattamente il numero dei lavoratori delle Reggiane, poiché varia a seconda delle situazioni storiche. Il maggiore incremento si registra tra le due guerre mondiali: nel 1916 i 1.200 dipendenti di due anni prima salgono a 6.000, di cui 1.200 donne, mentre nel 1935 i 3.700 lavoratori aumentano, fra il 1940 e il '42, a ben 11.000. I periodi successivi ad entrambi i conflitti registrano invece un calo, dovuto alla cessazione delle commesse militari. Il crollo si verifica alla fine della seconda guerra mondiale: nel 1945 i dipendenti sono più che dimezzati e nel 1952, quando le Nuove Reggiane aprono dopo la liquidazione della vecchia azienda, ne rimangono 700.
I documenti sul Personale (dai semplici operai ai dirigenti), insieme ad altri di tipo amministrativo, tecnico e pubblicitario, compongono un patrimonio ricco di informazioni sulle modalità di sviluppo delle Reggiane.
Tra i fascicoli selezionati per la mostra ve ne sono alcuni emblematici, che possono aiutare a comprendere meglio, attraverso le notizie sulla vita di singole persone, alcuni aspetti della storia delle Reggiane e della città. L'ingegnere Camillo Battisti (Trento, 1910), giunge alle Reggiane dalla Piaggio di Pontedera negli anni '30 e viene assunto come progettista del settore avio. La sua storia professionale ed umana si collega alla storia d'Italia poiché Camillo è figlio di Cesare Battisti, eroe irredentista della prima guerra mondiale. Il fratello Luigi entrerà invece a far parte dell'Assemblea Costituente.
Pietro Scapinelli (Vicenza, 1904) inizia la carriera appena ventenne, su aerei da ricognizione e bombardamento. Nel 1928 è già istruttore di volo e dopo aver partecipato alla guerra di Spagna arriva alle Reggiane nel 1940, con il grado di ufficiale e l'incarico di collaudatore. Il 14 marzo 1941, ai comandi di uno dei nuovi velivoli prodotti, perde il controllo e si schianta al suolo. Ettore Guidetti (1908) risulta assunto nell'azienda come operaio specializzato. Sposato e padre di due figlie, nell'agosto 1944 viene selezionato per essere inviato in Germania a lavorare per conto della Luftwaffe. Muore nel campo di concentramento di Buchenwald nel febbraio 1945. Simone Brega nel '34, a soli 14 anni, lavora alle Reggiane, insieme al padre Giovanni, seguito poco dopo dal fratello Pierino. Mantenendo fede alla tradizione antifascista della famiglia entra nella Resistenza nel giugno del '44. Fra il 1949 e il 1951 diventa uno dei protagonisti della vita nel quartiere del Cairo e alle Reggiane, durante il periodo dell'occupazione. Dopo il fallimento dell'azienda cerca lavoro all'estero, sempre come operaio e mantenendo le proprie convinzioni politicche. Rientra in Italia negli anni '60. Domenica Secchi, 32 anni, all'ottavo mese di gravidanza, il 28 luglio 1943 è insieme a migliaia di lavoratori delle Reggiane che in corteo scioperano contro la guerra chiedendo la pace. Quando un plotone di militari inizia a sparare i manifestanti vengono presi dal panico e Domenica cerca invano rifugio in un portone e viene colpita al ventre, morendo insieme al bambino che porta con sé. Ora, vicino alla stazione ferroviaria, tra i capannoni abbandonati, c'è un monumento dedicato a quei caduti con il motto scandito allora: “Non vogliamo lavorare per la guerra!”.

Documentazione fotografica
Un'altra sezione espositiva è dedicata alla ricca documentazione fotografica, raccolta tra il 1937 e il 1981. Oltre 21.000 fotografie, ora collocate all'interno del Polo archivistico comunale, sono state salvate dalla distruzione cui erano destinate dopo la chiusura dell’azienda. A questo fondo storico si è recentemente aggiunta una raccolta di circa 3.000 negativi su lastra di vetro appartenuta a Renato Losi, professionista di cui l’azienda si avvalse soprattutto tra gli anni '40 e '50. Tra le migliaia di immagini, contenute in 65 cassetti di legno, si possono trovare quelle degli impianti per zuccherifici, miniere e mulini costruiti in Italia e all'estero; aerei, macchine, locomotori e vagoni per treni merci e trasporto passeggeri; gru, laminatoi ed escavatori; fusione, tornitura e pulitura dei pezzi necessari alla costruzione di macchine da lavoro e motori; progetti, test di funzionamento e prodotti finiti dei famosi aerei della serie “RE”.

Archivio digitale
All'inizio del Duemila l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) ha avviato, presso la Mediateca della Biblioteca universitaria cittadina, un progetto per la realizzazione e la consultazione di un archivio virtuale per documentare la straordinaria stagione delle Officine Reggiane, vera struttura “politecnica” di ricerca applicata e di sviluppo industriale del territorio. Promuovendo un percorso di raccolta e valorizzazione di varie fonti (manuali, fotografie, filmati d’epoca, progetti etc…) e un coinvolgimento di studiosi e appassionati si è progressivamente formato un ricchissimo Archivio digitale, che attualmente contiene oltre 22.400 documenti catalogati e consultabili.
L'obiettivo finale è quello di unire questi materiali a quelli informatizzati e più significativi dell’Archivio storico delle Reggiane, realizzando un unico “patrimonio digitale” in grado di documentare, in modo completo e organico, un secolo di attività dell'azienda.

Sezione GAVS di Reggio Emilia
Per conservare le memorie degli arei costruiti in Italia negli ultimi cento anni e dei protagonisti delle grandi imprese ad essi legati è stato fondato, nel 1983, il primo Gruppo Amici Velivoli Storici (GAVS), che oggi conta centinaia di soci e sette sezioni (Roma, Torino, Genova, Milano, Vicenza e Trento) alle quali si è recentemente unita quella di Reggio Emilia. Il Gavs (www.gavs.it), individuata quale più importante organizzazione nazionale del settore, approvando la costituzione di una sua sezione nella nostra città ha dunque riconosciuto l'impegno di alcuni reggiani che, in questi anni, si sono adoperati per mantenere e rendere fruibili le testimonianze delle nostre storie aeronautiche, e in particolare delle Reggiane. Per questo motivo la sezione locale del Gruppo ha offerto la consulenza scientifica per la sezione aeronautica della mostra dedicata alla storia delle Officine Reggiane

L’Aero Club di Reggio Emilia e le Officine Reggiane
La scelta dell'Aero Club di Reggio Emilia di ospitare, in occasione di questa mostra, alcune conferenze dedicate a temi specifici del settore aeronautico assume un particolare significato non solo rispetto alla tradizione delle Officine Reggiane, che costruirono la pista per collaudare i velivoli dove si trova attualmente l'aeroporto intitolato al pilota reggiano Ferdinando Bonazzi (uno degli organizzatori insieme a D’Annunzio del famoso volo su Vienna nell'agosto 1918), ma anche alla storia dell'Aero Club, che nel 70esimo anniversario della propria fondazione intende ricordare il proprio costante impegno sia nella formazione e promozione delle discipline di volo, sia nel mantenimento e sviluppo della struttura aeroportuale.

La ditta Saima e le Reggiane
In occasione della mostra dedicata alle Officine Reggiane la ditta Saima Avandero DSV, in virtù della storia che la lega a questa storica fabbrica, ha ritenuto opportuno offrire un proprio contributo, effettuando il trasporto gratuito del motore per aeroplano esposto allo Spazio Gerra. Fondata nei primi anni dell'Ottocento l'azienda, che opera nel campo dei servizi e dei trasporti, apre un proprio ufficio a Reggio nel maggio 1947, con attività legate alle esigenze di consegna dei prodotti delle Officine Reggiane, divenendo negli anni a seguire partner di riferimento. Quando nel 1992 nasce la Fantuzzi Reggiane, la collaborazione prosegue, in particolare verso l'estero e i mercati emergenti, come il Far East e la Cina. Le attività continuano, sebbene in tono minore, anche dopo l'acquisizione della Fantuzzi Reggiane, nel 2008, da parte di Terex.