Non chiederci la parola

Firenze - 11/06/2011 : 17/06/2011

L'esposizione gioca sull'interazione tra le fotografie e testi poetici-letterari.

Informazioni

Comunicato stampa

Dall'11 al 17 giugno la galleria civico69 ospita la mostra di fotografia di Marco Mantovani, Francesca Mondani e
Francesca Tognaccini "Non chiederci la parola" .
L'esposizione gioca sull'interazione tra le fotografie e testi poetici-letterari.
La galleria partecipa al progetto "FOR the LOVE of CONTEMPORARY", la giornata dedicata all'arte contemporanea
che si terrà a Firenze proprio l'11 giugno 2011, realizzata dal Comune di Firenze con Arthemisia Group, la società
organizzatrice della mostra di Damien Hirst a Palazzo Vecchio, per questo il vernissage si protrarra’ fino alla
mezzanotte


DURANTE IL VERNISSAGE LA GALLERIA AVRA’ IL PIACERE DI OSPITARE
MATTEO BENCI, voce
LUCA SPAGNOLI, chitarra
che si esibiranno in un duo acustico.
MARCO MANTOVANI
Marco Mantovani, 1984. Ingegneria ho studiato, fisica e filosofia, e, purtroppo, teologia, da capo a fondo, con tutte le
mie forze. Adesso eccomi qui, povero illuso, e sono intelligente quanto prima! Mi chiamano ingegnere, mi chiamano
dottore, e già saranno almeno sei mesi, di su, di giù, per dritto e per traverso, che meno per il naso i colleghi. E nulla,
vedo, ci è dato sapere! La so più lunga, certo, di tutti i presuntuosi, dottori e maestri, preti e scribacchini, non
possiedo né terra né denaro, non ho gloria né onori in questo mondo; questa vita non la vorrebbe un cane! Per questo
mi sono dato alla fotografia, se mai per forza e bocca dei sali d’argento, in camera oscura, qualche segreto mi si
palesasse, e non dovessi più sudare amaro a raccontare quello che non so, e potessi conoscere nel fondo che cosa
tiene unito il mondo, scoprire i semi delle forze attive, non rimestare più tra le parole.
FRANCESCA MONDANI
Francesca Mondani, 22 anni. Nel breve lasso di tempo in cui si chiude e riapre l'otturatore, e la mia retina si lascia
abbagliare da geometrie di luci e forme, quella che vivo è una corsa frenetica contro il tempo: lotto per cogliere il
Meraviglioso che serpeggia intorno a me, per impedire alle forze esterne di schiacciarmi, per imprimere dunque un mio
personale segno nella realtà, che sia duraturo e abbagliante. Fotografare è spingersi lontano dal mare
dell'insignificanza, rendere la testimonianza, per quanto incosistente e fuggevole, di un'identità che lotta per Essere e
che sempre guarda al di là, distruggendo le idee odierne nel nome di quelle in arrivo.
FRANCESCA TOGNACCINI
Francesca Tognaccini, 1989. La fotografia è la mia penna, la mia voce, il mio sguardo. Attraverso di essa riesco a
trasformare qualcosa di effimero e fugace come un pensiero in un’azione visibile, immediata e permanente. Maestra
silenziosa, la macchina fotografica mi rende consapevole di tutto ciò che mi circonda, mi permette di giocare con la
luce e con l’oscurità, mi lascia fermare il tempo come se fossi una maga consapevole della sua potente abilità. Mi
permette, con un semplice click, di ingannare il mondo.