Miriam Montani – Catacumbae

Spoleto - 11/09/2011 : 02/10/2011

Un'opera di produzione recente ispirata alla musica di Musorgskij e dall'interpretazione di Antonin Artaud del Campo di grano con corvi di Van Gogh.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA MADONNA DEL POZZO
  • Indirizzo: Porta Monterone Spoleto - Spoleto - Umbria
  • Quando: dal 11/09/2011 - al 02/10/2011
  • Vernissage: 11/09/2011 ore 20
  • Autori: Miriam Montani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Patrocini: dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto

Comunicato stampa

Sono lieta di presentare il mio ultimo lavoro Catacumbae da “Quadri di un’esposizione” di Musorgskij, tredicesimo movimento. A Stimolare il mio immaginario c’è: da un lato la musica del grande compositore russo, dall’altro l’illuminante interpretazione di Antonin Artaud dell’ultimo quadro di Van Ghog “Campo di grano con corvi”, tratta dal libro “Van Ghog il suicidato della società”

Artaud scrive a proposito di quei corvi neri: ”Questi corvi dipinti due giorni prima della morte non gli hanno aperto, più delle altre sue tele, la porta di una certa gloria postuma, ma aprono alla pittura dipinta, o piuttosto alla natura non dipinta, la porta occulta di un aldilà possibile, di una permanente realtà possibile, attraverso la porta da Van Ghog aperta di un enigmatico e sinistro aldilà.” Infatti ad accogliere lo sguardo dell’ osservatore in “Catacumbae” ci sono una fattispecie di uccelli neri, un nero di organica tumefazione e decomposizione della materia, un nero intimo e segreto come un folto pelo pubico, che qui compone il piumaggio dei soggetti. Questi uccelli, per quanto nella Madonna del Pozzo si veda solo la parte frontale del lavoro, collocati in un paesaggio lontano e distante, celebrano il culto della morte e tentano di seguire un cammino, passando per la porta da Van Ghog aperta, verso l’occulto. Occultato dal mondo moderno…

D’altra parte credo fortemente che l'arte attraverso un linguaggio autonomo pre-concettuale, nel suo compiersi riveli, a volte, all'insaputa dell'artista stesso, grandi tensioni verso la vita e la morte; sono queste ad interessarmi e a rendere l'arte rivelatrice di qualcosa di profondo, realizzabile solo con un’incessante ricerca. La tecnica da me adoperata per realizzare quest’opera è ancora una volta la ceramica. Non poteva essere il Secondo Fuoco mezzo più appropriato per realizzare questo lavoro, giacché di per sé Sacro è quello che avviene nel forno… con la ceramica si trova a volte il proprio lavoro per caso. Le ossidazioni, le esacerbazioni del colore e la fusione degli smalti avvengono come per “miracolo” in Quella piccola cella chiusa, buia, oltremondo, appunto: Il forno. Posso così, grazie a questa sacra casualità, sentire il lavoro doppiamente mio, prima e dopo la cottura o non sentirlo mio e continuare a cercarlo…cercare il lavoro. ( Miriam Montani ).