Milano Radicale – Roberto Taroni

Milano - 15/06/2011 : 15/06/2011

Un ciclo di quattro conferenze rivolto all’analisi delle strategie visive e compositive che, tra il ‘73 e il ‘79 a Milano, hanno caratterizzato una particolare produzione artistica in riferimento soprattutto a immagini fotografiche, uso di slogan e immagini pubblicitarie, murales e anche alcuni aspetti dell’immagine in movimento. Gli interventi di quattro protagonisti della scena milanese di quel periodo (Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino e Roberto Taroni), saranno seguiti da un gruppo di giovani artisti selezionati con l’obiettivo di avviare assieme a loro un percorso teorico e pratico che troverà nella seconda fase del progetto un momento di sperimentazione e condivisione laboratoriale nel contesto della residenza Corniolo Art Platform (agosto 2011) e infine si concluderà con una mostra collettiva (dicembre 2011 – gennaio 2012).

Informazioni

Comunicato stampa

MILANO RADICALE
A cura di Radical Intention + Caterina Iaquinta

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A partire da giugno 2011, Radical Intention, in collaborazione con Caterina Iaquinta, promuove Milano Radicale, un progetto articolato in tre fasi che intende attivare una riflessione sul concetto di radicalismo e su una sua possibile contestualizzazione nella produzione artistica contemporanea milanese


La prima fase consiste in un ciclo di quattro conferenze rivolto all’analisi delle strategie visive e compositive che, tra il ‘73 e il ‘79 a Milano, hanno caratterizzato una particolare produzione artistica in riferimento soprattutto a immagini fotografiche, uso di slogan e immagini pubblicitarie, murales e anche alcuni aspetti dell’immagine in movimento. Gli interventi di quattro protagonisti della scena milanese di quel periodo (Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino e Roberto Taroni), saranno seguiti da un gruppo di giovani artisti selezionati con l’obiettivo di avviare assieme a loro un percorso teorico e pratico che troverà nella seconda fase del progetto un momento di sperimentazione e condivisione laboratoriale nel contesto della residenza Corniolo Art Platform (agosto 2011) e infine si concluderà con una mostra collettiva (dicembre 2011 – gennaio 2012).

Il presupposto da cui il progetto ha preso avvio è l’idea di radicalismo, inteso come comportamento di opposizione e antagonismo. Se, infatti, nel corso degli anni Settanta numerosi processi artistici potevano essere definiti “radicali”, essi erano tali soprattutto perché nascevano in reazione a un potere considerato “nemico” e che attraverso il loro operato intendevano sovvertire, e perché una buona parte degli artisti attivi non potevano esimersi dal discutere nel loro operato alcune emergenze sul piano sociale e politico, creando così una discontinuità rispetto ai processi uniformati dell’arte. Se si considerano infatti alcune vicende artistiche che si sono susseguite a Milano tra il 1973 e il 1979, risulta come nell’arco di quegli anni il piano della contestazione e dell’impegno politico non era scollegato da quello della produzione artistica e culturale nella promozione di una funzione dell’arte come azione culturale, rivolta alla ridiscussione e ricostruzione dei codici visivi e spaziali, indicando in questo senso proprio la città di Milano come un esempio di “radicalismo” nel più ampio contesto europeo.
Oggi, quando l’azione artistica è estranea a quella politica, l’arte non persegue più un antagonismo “mirato”, ne consegue che laddove persiste una sensibilità “radicale”, il radicalismo ha cambiato forma.

“Milano Radicale” vuole interrogare quali siano i luoghi e i metodi in cui la pratica artistica possa ancora esprimere un carattere radicale e quali siano le forme in cui questo aspetto si manifesta. Attraverso il riferimento al clima culturale degli anni Settanta milanesi, l’intento del progetto è quello di contribuire a un “aggiornamento” del concetto di radicalismo.

#1: Conferenze
8 | 15 | 22 | 29 giugno 2011 | ore 19
Medionauta | via Confalonieri 2 | Milano

Attraverso il coinvolgimento di alcuni protagonisti della scena artistica e culturale milanese come Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino e Roberto Taroni, il progetto Milano Radicale attiva un ciclo di conferenze in cui i relatori saranno invitati a commentare, analizzare e discutere, insieme agli artisti selezionati per la residenza della fase successiva e al pubblico, alcune opere visive prodotte da loro stessi o in collaborazione durante gli anni Settanta. L’intento è qui quello di ridiscutere metodi e strategie ricorrenti nella pratiche artistiche degli anni Settanta e fare così della riflessione artistica sull’immagine un pretesto per sondare l’eredità di quelle pratiche nella produzione artistica e culturale cittadina attuale.

> Paolo Rosa - 8 giugno, ore 19
Paolo Rosa insieme a Tullio Brunone, Giovanni Columbu, Claudio Guenzani e Ettore Pasculli, è stato un esponente del Laboratorio di Comunicazione Militante, attivo dal 1975 al 1979; nel 1976 il gruppo occupò la Chiesa di San Carpoforo a Milano, trasformandola in centro culturale autogestito: la Fabbrica di Comunicazione Militante. Con la mostra “Strategia d’informazione” (Rotonda della Besana, Milano, 1976; Casa del Mantegna, Mantova, 1977) il Laboratorio volle mettere in discussione il potere delle immagini massmediatiche, sottoponendole a un vero e proprio processo “decostruttivo”: inquadratura, illuminazione, uso della retinatura, posa dei soggetti ritratti, venivano ricombinati per dimostrare di volta in volta la fallacia della resa visiva. Il video Facce di festa, girato nel 1980 – una riflessione su un frammento di realtà giovanile dispersa e in cerca di nuovi riferimenti – ha segnato lo scioglimento del Laboratorio e la nascita di Studio Azzurro, gruppo fondato nel 1982 da Paolo Rosa, Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi.

> Roberto Taroni - 15 giugno, ore 19
Roberto Taroni fondatore, nel 1977, di Sixto Notes. Ha ideato e curato nel 1981 “Sonorità Prospettiche”, una mostra sui rapporti tra Suono e Ambiente. Le sue opere sono state presentate all’interno di Manifestazioni internazionali quali la Biennale di Venezia, la “Settimana Internazionale della Performance” di Bologna, il “Symposium Internationale d’Art Performance” di Lione, “Forum ‘80” a Middelburg, “Anni ‘90” a Bologna, “Arte Italiana 1960-1982” a Londra, e in Gallerie private internazionali e in Musei quali il Centre Pompidou di Parigi, il Koelnischer Kunstverein di Colonia, il Folkwang Museum di Essen, l’ELAC di Lyon, il Wexner Center for the Arts di Columbus, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e il PAC di Milano. Protagonista della Performance Art e della Video Art internazionali a partire dalla fine degli anni ‘70, ha costruito il suo percorso artistico attraverso mostre, istallazioni, ambienti, performance e video, che mettono costantemente in relazione l’Arte Visiva con le altre discipline artistiche.

> Fernando De Filippi - 22 giugno, ore 19
Fernando De Filippi ha tenuto tra il 1973 e il 1980 il Corso di Tecniche Grafiche Speciali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano); gli allievi del laboratorio, costituitisi in collettivo, concepirono e stamparono la maggior parte delle icone e slogan utilizzate nei cortei milanesi di quegli anni e che hanno accompagnato la contestazione degli anni Settanta. Ha partecipato a numerose mostre tra cui “Testuale. Le parole e le immagini” (Milano, 1979), nella quale presentò striscioni e manifesti collocati in tutta la città che riportavano testi tratti dagli Scritti sull’arte di Marx e altri scritti dello stesso De Filippi, alle edizioni della Biennale di Venezia del 1970, 1972, 1976, 1978 e 1980 e alla Quadriennale di Roma nel 1965, 1972 e 1986. È stato direttore dell’Accademia di Brera.

> Giovanni Rubino - 29 giugno, ore 19
Giovanni Rubino è stato tra le figure catalizzatrici del Collettivo Autonomo Pittori di Porta Ticinese. Ha organizzato numerose mostre ed eventi in spazi pubblici, tra cui la serie della “Mostra incessante per il Cile” (Milano, 1973-76; nata in seguito al colpo di stato di Pinochet, la mostra rappresentò il momento di maggior adesione del Collettivo di Porta Ticinese e vide il susseguirsi di numerosi interventi, principalmente nella Galleria di Porta Ticinese di Gigliola Rovasino, fino al suo atto conclusivo alla Rotonda della Besana nel 1977) e la mostra/convegno "Un po’ poetico, un po’ politico" (Milano/Pavia, 1979; la mostra e il convegno, con l’esplicito riferimento alla sfera del "poetico", videro l’affacciarsi del tema della sconfitta politica e della figura dell’ “artista-eroe” che segnerà tutti gli anni Ottanta). Nel 1976 partecipò alla sezione italiana della Biennale di Venezia dedicata all’Ambiente come sociale, a cura di Enrico Crispolti.


Radical Intention

Attivo dal 2009, Radical Intention è un collettivo aperto con base a Milano. Il collettivo attiva strategie di ricerca e produzione nell’ambito artistico-culturale. La collaborazione e l’interazione sono alla base della ricerca e della pratica di Radical Intention, che per ciascun progetto promosso ricerca la sinergia di personalità la cui riflessione è affine al tematica in questione.Nel 2010, Radical Intention ha promosso il progetto “Things Can Change Quickly” che, nel contesto di una casa/laboratorio a Milano, nell’arco di sei mesi, ha visto l’avvicendarsi di due tipologie di appuntamenti: una residenza di tre giorni di artisti attivi nel territorio nazionale e una serie di discussioni attive e partecipative su temi legati alla produzione artistica. Nasce da questa prima esperienza, ed è attualmente in corso, il progetto “Milano Open House”, una residenza per curatori, il cui scopo è guidare i curatori ospiti in una serie di incontri con gli artisti attivi nel territorio milanese. Dal 2011, il collettivo (in collaborazione con Valerio Del Baglivo, Iacopo Seri, e Angelo Sarleti) ha attivato il progetto “Becoming Rather Than Being”, un’indagine intorno al tema della free education, che ricorrendo a modelli educativi innovativi e sperimentali propone incontri e laboratori legati al tema dell’educazione e del progresso culturale.

Caterina Iaquinta
Vive e lavora a Milano
Sta svolgendo un Dottorato in Discipline Filosofiche. Artistiche e del Teatro presso l’Università Cattolica di Milano, con un progetto di ricerca volto a indagare la prospettiva teorico-critica e storiografica delle pratiche performative, in particolare in rapporto all’azione sociale e al teatro di ricerca con un focus sulla scena italiana dal 1975 al 1980. Si è occupata di rapporti tra produzione artistica, femminismo e contestazione sociale negli anni Settanta. Collabora con il Dipartimento Arti Visive di NABA - Nuova Accademica di Belle Arti di Milano. Come curatrice ha sviluppato progetti espositivi tra cui Dissertare/Disertare (2006) e La Forza dei Legami Deboli (2008), elaborati in network con il coinvolgimento di curatori e realtà no-profit italiane.


INFO
radicalintention@gmail.com
Michele D’Aurizio
michele.daurizio@gmail.com
cell. 333 3802512
Aria Spinelli
aria.spinelli@gmail.com
Cell. 339 7819346

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MILANO RADICALE
Curated By Radical Intention + Caterina Iaquinta

Milano Radicale is a project curated by Radical Intention in collaboration with Caterina Iaquinta that will start in June 2011 and will end with an exhibition in 2012. The project intends to start a critical reflection on the concept of radicalism and its possible contextualization in contemporary art in Milan.

The first step consists in four lectures held by four protagonists of a particular artistic production that took place between 1973 and 1979 in Milan (Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino, Roberto Taroni). The lecturers will analyze visual and compositional strategies in reference to photography, to using slogans and to advertisement, to murals and to some aspects of the moving image. The lectures will be followed by a group of selected young artists, who will enhance a theoretical and practical process during the second phase of the project at Corniolo Art Platform (August 2011) by participating in a laboratory in which they will experiment and discuss the aftermath of the lectures. The project will end with a group show between the end 2011 and the beginning of 2012.

The assumption of the project is that the idea of radicalism is to be understood as an oppositional behavior and thus as antagonism. During the 1970’s many artistic processes could be defined as "radical” mainly because they were born in reaction to a power considered as a "enemy" that they intended to overthrow through their actions and because a good number of artists could not refrain from discussing their approach to social and political emergencies, thus creating discontinuity towards uniformed processes of art. Indeed, given some artistic events that have taken place in Milan between 1973 and 1979, while promoting art as a cultural action and aiming at re-discussing and reconstructing the visual codes and space, it is as if over those years the level of protest and political engagement was not disconnected from that of the artistic and cultural production. This process indicated brought the city of Milan to be an example of "radicalism" in the wider European context.

Today, when the artistic action is sometimes alien to the political, art does not pursue a "targeted" antagonism, but a radical “feeling” is still present and radicalism has changed its forms of action.

"Milano Radicale" wants to question which places and which ways, and in what kind of artistic practice a radical nature can still be expressed, and what are the forms in which this issue occurs. Through a reference to the cultural climate of the seventies in Milan, the intent of the project is to contribute to an "update" of the concept of radicalism.


# 1: Lectures
8 | 15 | 22 | 29 June 2011 | 7 pm
Medionauta | Via Confalonieri 2 | Milan

Through the involvement of some of the key figures in the artistic and cultural scene in Milan such as Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino, and Roberto Taroni, the Milano Radicale project enhances a series of conferences in which the speakers will be invited to comment, analyze and discuss together with artists selected for the residency and the audience, some visual works they produced or collaborated on during the seventies. The intent here is to re-examine methods and strategies that often occurred in artistic practices during that time, in order to reflect on the image, used here as a pretext to explore the legacy of those years in artistic and cultural production today.

> Paul Rosa - June 8, at 7 pm
Paolo Rosa along with Tullio Brunone, Giovanni Columbu, Claudio Guenzani and Ettore Pasculli, was a member of the Laboratorio di Comunicazione Militante, a group that was active from 1975 to 1979, and in 1976 they occupied the Church of San Carpoforo in Milan, transforming it into a self-organized cultural center called la Fabbrica di Comunicazione Militante. Thanks to the exhibition "Strategia d’informazione” " (Rotonda della Besana, Milan, 1976, Casa del Mantegna, Mantova, 1977), the Laboratory would call into question the power of mass media images, subjecting them to a real process of "deconstruction": framing, lighting, the use of screening, staging the subjects were all recombined actions that revealed the fallacy of visual quality. The video, Facce di festa, filmed in 1980 - a reflection on a lost youth in search for new references - marked the dissolution of the group and the birth of Studio Azzurro, a group founded in 1982 by Paolo Rosa, Fabio Cirifino and Leonardo Sangiorgi.

> Roberto Taroni - June 15, at 7 pm
Roberto Taroni founded Sixto Notes in 1977. In 1981 he created and organized, "Sonorità Prospettiche" an exhibition on the relationship between sound and environment. His works have been presented in international events like the Venice Biennale, the "International Week of Performance" of Bologna, the "Symposium Internationale d’Art Performance” in Lyon, “Forum '80” in Middelburg, “Anni ’90” in Bologna, “Italian Art 1960-1982” in London and in private galleries and in international museums such as the Centre Pompidou in Paris, the Koelnischer Kunstverein in Cologne, the Folkwang Museum in Essen, the ELAC of Lyon, Wexner Center for the Arts in Columbus, the National Gallery of Modern Art in Rome and the PAC in Milan. He is a protagonist of International Performance and Video Art of the late '70s, he built his artistic exhibitions, installations, environments, performances and videos, which constantly created a relation between Visual Arts and other artistic disciplines.

> Fernando De Filippi - June 22, at 7 pm
Fernando De Filippi held the course of special graphic techniques between 1973 and 1980 at the Accademia di Belle Arti di Brera (Milan); the students formed a collective and helped the challenge of the seventies movement by conceiving most of the icons and printing the slogans used in demonstrations throughout those years in Milan. He has participated in numerous exhibitions, including "Testuale. Le parole e le immagini" (Milan, 1979), during which he placed banners and posters that represented extracts from Writings on Art by Marx and other writings by De Filippi himself, throughout the city. He also participated in the Venice Biennale in 1970, 1972, 1976, 1978 and 1980 and in the Quadrennial in Rome in 1965, 1972 and 1986. It was also Dean of the Accademia di Brera.

> Giovanni Rubino - June 29, at 7 pm
Giovanni Rubino was a catalyst figure amongst those from the Collettivo Autonomo Pittori di Porta Ticinese. He organized numerous exhibitions and events in public spaces, including the "Mostra incessante per il Cile" (Milan, 1973-76): the show started after the coup of Pinochet and represented the greatest moment of participation to the Collettivo di Porta Ticinese and saw a succession of several interventions, mainly in Gigliola Rovasino’s Galleria di Porta Ticinese, until its final act at the Rotonda della Besana in 1977. He also organized the exhibition / conference “Un po’ poetico, un po’ politico” (Milan, Italy / Pavia, 1979), which by referring specifically to the "poetic" sphere, it reflected on the theme of political defeat and the figure of the 'artist-hero" that will mark the art in the Eighties. In 1976 he participated in the Italian section of the Venice Biennale dedicated to “Ambiente come sociale”, curated by Enrico Crispolti.

Radical Intention
Active since 2009, Radical Intention is an open collective based in Milan. The group reflects on possible strategies of artistic and cultural research and production. Collaboration and interaction are at the basis of Radical Intention’s research and practice and thus creates synergy with those whose thinking process is akin to the theme at hand. In 2010, Radical Intention promoted "Things Can Change Quickly" a project of two types of events, which took place in the context of a house / workshop in Milan within six months: a three day artist residency and a series of active and participatory discussions on issues of art production. The group is currently involved in the project "Milan Open House”, a residence for curators, whose aim is to guide the guest curators through a series of meetings with artists working in the Milan area. Since 2011, the team (in collaboration with Valerio Del Baglivo, Iacopo Seri and Angelo Sarleti) launched the project "Becoming Rather Than Being", a survey around free schools, which by using innovative educational and experimental models offers meetings and workshops related to the theme of education and cultural progress.

Caterina Iaquinta lives and works in Milan ad she is PhD candidate in Philosophy, Art and Theatre at the Cattolica University of Milan, with a research project aimed to investigate the theoretical, critical and historical prospects of performative practices, in particular relation with social action and experimental theater, with a focus on the Italian scene from 1975 to 1980. In these past years she has addressed the relationship between artistic production, feminism and the social context in the seventies. She is currently collaborating with the Department of Visual Arts at NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. As a curator, she developed exhibition projects including Dissertare/Disertare (2006) and La Forza dei Legami Deboli (2008), developed with the involvement of a network of curators and Italian no profit realities.