Michelangelo Galliani

Latina - 30/04/2011 : 18/09/2011

Una mostra di Michelangelo Galliani inaugura il nuovissimo spazio della galleria Romberg. Si tratta di un luogo speciale al diciassettesimo piano del grattacielo che domina Latina e il paesaggio circostante, portando le panoramiche verso Sabaudia e le isole pontine.

Informazioni

Comunicato stampa

Una mostra di Michelangelo Galliani inaugura il nuovissimo spazio della galleria Romberg. Si tratta di un luogo speciale al diciassettesimo piano del grattacielo che domina Latina e il paesaggio circostante, portando le panoramiche verso Sabaudia e le isole pontine. Il segnale di Italo Bergantini è chiaro: in un momento di crisi, a pochi mesi dalla chiusura della sede romana, aprire una seconda galleria a Latina rafforza il posizionamento del marchio e completa l’attività dello spazio al piano stradale, inaugurato di recente nello stesso edificio che ospita questa felice anomalia “in altitudine”

Due luoghi, due polarità (terra e cielo), due facce (galleria-vetrina e galleria-osservatorio) di una stessa visione attorno all’arte contemporanea.

Le porte della nuova galleria si aprono oggi su Michelangelo Galliani. Le sculture in mostra, scelte per dialogare con la natura complessa di questo spazio panoramico, già danno un primo segnale sull’identità del luogo. Si cammina tra pieni e vuoti, piccole sale e aperture improvvise, zone interne ed esterne. Un disvelamento che vuole accendersi come una sorpresa per il pubblico, un viaggio silente tra le materie predilette dell’artista emiliano (marmo di Carrara, piombo, cera…) e la sua visione ideale del corpo postclassico.


HOMO… al centro dello sguardo scultoreo. La figura umana come nucleo gravitazionale che ridefinisce lo spazio nel tempo ascetico dell’opera. Uomo per Galliani significa postura della sofferenza e delle accensioni mistiche, deposizione e contrazione, abbandono ed estasi, carne dello spirito e spirito della carne. La sua scultura è muscolare e pulsante, legata ai valori motori del classico ma secondo passaggi che sentiamo attuali, vicini ai luoghi e ai corpi del nostro tempo e dei nostri codici d’appartenenza.

SAPIENS… come la sapienza della materia plasmabile e recettiva, come l’intuizione del frammento materico, come l’occhio di uno scultore in armonia coi codici del corpo. La saggezza di Galliani si respira nella scelta dei singoli materiali, nel modo di legarli senza forzature sceniche. Senti il passo morbido dei gesti calibrati e densi, delle forme che si plasmano in maniera mercuriale, degli elementi che si incastrano in una scenografia di archetipi e lampi installativi.

L’opera di Michelangelo Galliani è scultura spaziale che respira l’aria dei luoghi. I suoi protagonisti prendono posto negli spazi espositivi in modo armonico, quasi a mescolare la chimica dei materiali alla chimica dell’aria da abitare. HOMO SAPIENS… perché si parte dalla prima rivoluzione evolutiva dell’Uomo, dal momento in cui corpo e pensiero trovano un dialogo a voci aperte. La stessa scultura, pensiamoci bene, rimane la voce poetica dell’uomo primordiale, il suo occhio dialettico e feroce, un discorso sulla vita con le parole silenti che solo certi materiali possono ancora ricreare.

Benvenuti al diciassettesimo piano, insieme a noi per un viaggio che comincia dall’alto. Un’altitudine del luogo che somiglia alla visione di Michelangelo Galliani, ancorata alla terra viva del corpo ma orientata in alto, verso gli orizzonti morali della riflessione profonda.