Max Papeschi – Life less ordinary

Peschiera Del Garda - 22/07/2011 : 10/08/2011

Noneart è lieta di presentare un progetto storico di Max Papeschi sugli avvenimenti salienti dai primi del ´900 ad oggi. Una riflessione incensurata e sarcastica sul nostro passato, che noi vorremmo logico e sconfitto, ma in realtà è folle e non può essere piegato né sepolto.

Informazioni

Comunicato stampa

TESTO CRITICO E COMUNICATO STAMPA DI CLARISSA TEMPESTINI

La vita è meno ordinaria a Peschiera del Garda: arrivano le opere dell’incontenibile Max Papeschi a “NoneArt”.

Dal 18 Luglio al 10 Agosto 2011 nella città veneta approda la mostra “Life less Ordinary”, uno sguardo sulla storia del ´900 come non l’avete mai vista sui libri



Max Papeschi, artista milanese simbolo dell’arte del nostro tempo, sbarca sulle rive di Peschiera del Garda con la sua poetica caustica e incisiva.Dal 18 Luglio al 10 Agosto 2011, l’associazione “NoneArt” presenta la mostra “Life less Ordinary”, presso il Sottotetto Caserma dell´Artiglieria di Porta Verona.Una riflessione incensurata e sarcastica sul nostro passato, che noi vorremmo logico e sconfitto, ma in realtà è folle e non può essere piegato né sepolto.

La mostra, curata da Clarissa Tempestini, è stata profondamente voluta dal responsabile di “NoneArt” Flavio Facincani, che da tempo segue le avventure stilistiche e mediatiche di Papeschi. Un interessamento che va oltre il lavoro visivo, bensì è scaturito dagli scioccanti significati espressi con impeccabile semplicità. Dalla sua nascita nel 2005 l’associazione ha sempre cercato di mostrare un’arte che dialoghi con le persone, a livello emotivo e sociale, estetico e pubblico e che abbracci un sentire individuale e allo stesso tempo collettivo.

La serie di opere esposte è un indagine sulla scansione degli eventi del secolo scorso, dove le immagini dei fatti che hanno cambiato il mondo si susseguono incorniciate nelle copertine dell’autorevole rivista “Life”. Ma i volti di eroi e dittatori sono alterati dalle maschere mediatiche delle icone della comunicazione di massa, una inconsolabile Disneyland degli orrori dove il male ha la peggio sulla insana e prosciugante corsa al consumo. L’artista milanese dipinge col mezzo digitale un desolante scenario della società moderna dalle cromie pop, evocando la diffusa desensibilizzazione verso ciò che accade indisturbato sotto gli occhi di tutti, con il dito puntato soprattutto verso noi stessi, che abbiamo sostituito la pubblicità alla morale.

I rassicuranti volti di Micky Mouse e Ronals McDonald svettano grotteschi nella loro tragica serenità inconsapevole, saltando sopra il Muro di Berlino, addentrandosi dentro le volitive pareti di Auschwitz, sfoggiando armi di distruzione di massa come in una televendita di prodotti per bambini. Le immagini mediatiche hanno costruito un mondo fuori dagli occhi fatto di alterazioni glamour e irresistibili, oscurando sotto il tappeto la realtà degli avvenimenti. Perché preoccuparsi di un genocidio ormai passato quando puoi avere un vestito di moda attualissimo, perché non smussare gli angoli appuntiti della verità e venderla ripulita dalla coscienza critica con un packaging lustrato e fittizio?

“La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé” (Ennio Flaiano)

In una società dove è lecito essere anticonformisti soltanto nel modo giusto e approvato, Papeschi recide le connessioni della corteccia mediatica e ricollega con la leggerezza di brillanti colori il genere umano con la sua surreale realtà.

Clarissa Tempestini


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