Mauro Staccioli – Lo spazio urbano disegnato

Tortoreto Lido - 10/09/2011 : 29/10/2011

Una mostra ( Lo spazio “urbano” disegnato) dedicata ad un gruppo di opere (disegni e grafiche seriali) di Mauro Staccioli, uno degli scultori italiani più affermati a livello internazionale.

Informazioni

  • Luogo: PIZIARTE
  • Indirizzo: Via Sardegna 3 64018 Tortoreto Lido - Tortoreto Lido - Abruzzo
  • Quando: dal 10/09/2011 - al 29/10/2011
  • Vernissage: 10/09/2011 ore 19
  • Autori: Mauro Staccioli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Catalogo: Testi di Mauro Staccioli

Comunicato stampa

La Galleria Piziarte il 10 Settembre 2011 alle ore 19.00, a Tortoreto Lido(TE) in via Sardegna 3, inaugura la stagione artistica 2011 / 2012 con una mostra ( Lo spazio “urbano” disegnato) dedicata ad un gruppo di opere (disegni e grafiche seriali) di Mauro Staccioli, uno degli scultori italiani più affermati a livello internazionale.



Mauro Staccioli, nei testi che accompagnano la mostra, scrive tra l'altro:



"Lo spazio urbano, l'ambiente sociale collettivo, è accumulo di prodotti singoli

Lavorare artisticamente, nel senso collettivo urbano impone di usare la città, la campagna, l'ambiente come fossero la pagina bianca sulla quale si compone, attraverso il disegno, l'idea; si rivela l'immaginazione. Ciò consiste in un modo di pensare, immaginare idee-forma in una specifica contestualità estetica, esattamente come contestualità estetica è il foglio, bianco(o giallo,rosso,nero,ecc.)Cambia una cosa, apparentemente di poco conto: il colore della carta non è più l'espediente di simbolo, supporto inerte dell'idea disegnata, dipinta,ecc., ma entra a far parte del gioco. La città e l'ambiente in genere non sono come la carta un supporto neutro.

La città e l'ambiente sono dimensione estetica nella accezione totale che comprende costumi,economie,culture,ecc. Il "foglio" (città,paesaggio,luogo,...) sul quale progettare,immaginare,modificare, cambia il modo di pensare l'oggetto...; pensare l'ambiente è un pensare economico,tecnico,sociale,storico: un pensare "politico".L'artista pensa sull'ambiente come foglio da disegno sul quale tracciare, definire l'idea, ma...chi permette che il foglio sia usato, chi vende e a quale prezzo quel foglio? E chi lo vende cosa vuole in cambio? Permetterà che il foglio sia ridotto in pezzettini informi, una manciata di coriandoli per una festa di colori, o imporrà di produrre una immagine a sua...immagine?



Può chi possiede il "foglio"(la città,l'ambiente,ecc.) permettermi di nascondermi nel bosco a disegnare le fantasie che il bosco sollecita?



Come potrà egli domani rendere conto dell'uso che ne farò se il risultato sarà diverso dalle sue aspettative?



Nella famiglia politica il vestito ubbidisce a costumi severi,consueti e cerimoniali acquisiti e consolidati. L'allestimento del luogo delle celebrazioni politiche rivela sempre il desiderio di non dispiacere, si misura quindi sui livelli più accreditati dell'idea del bello; la prassi politica fa della convenienza il suo punto di riferimento.



Toccare un albero è una operazione semplice, toccarlo sentendolo è molto complesso, entrano in gioco molti fattori...la fisicità del contatto contiene livelli di conoscenza diversi quanto son diversi i livelli di consapevolezza del gesto.



La diversità, l'inconsueto, il nuovo possibili - socialmente - se entrano a far parte delle categorie del sapere collettivo, se non vengono perciò rinchiuse negli spazi privilegiati, protetti dalla mondanità, che il potere esprime...in questo senso sono la forza di penetrazione delle politiche del rinnovamento.



La condizione che può rendere la Città, il Territorio, il "foglio nuovo" sul quale l'idea - l'arte - si determina come forma, deriva dalla assunzione del luogo dell'arte come luogo pubblico...deriva dalla qualità, dai livelli culturali delle scelte politiche indirizzati non da stato di necessità e razionalizzazione dell'esistente ma da progettualità dinamica. Il tale senso il lavoro artistico entra totalmente a far parte del progetto politico del cambiamento; è la forza - immaginazione - che governa la direzione del cambiamento alimentando le energie dell'utopico possibile.



La decisione di fare si motiva con un'idea di fare, altrimenti il fare risulta momento consuetudinario, culturalmente vegetativo. E' lo scopo che determina la strategia producendo le motivazioni della ricerca e degli strumenti necessari al suo raggiungimento.



L'idea del nuovo rapporto fra stato e cittadino - la partecipazione, la fantasia al potere ecc. ha prodotto cambiamento e nuova idea di cambiamento. Dialetticamente l'idea di cambiamento sposta progressivamente la progettualità, rinnovandone la metodologia. L'idea di certezza, il possibile politico, semmai, raggela l'ipotesi, chiude la contraddizione tra l'idea del nuovo e la sua concretizzazione: strozzando mortalmente la proiezione verso la riorganizzazione dell'ipotesi, uccide anche la motivazione del fare in senso nuovo.



Il lavoro artistico non risolve, indica, sottolinea, evidenzia... E l'arte, come la vita, si realizza nella tensione del suo divenire.



Il lavoro artistico, oggi, non può produrre idea di certezza: l'unica certezza è la sua dimensione umana, il suo esistere come traccia del percorrere un tratto di vita. L'arte che si pone in relazione alle dimensioni urbane e del paesaggio, tenta l'affermazione di un nuovo e rinnovato modo di essere nel mondo."