Mauro Patrini – Nato Oggi

Piacenza - 17/09/2011 : 17/10/2011

La mostra rappresenta la naturale evoluzione del pensiero di Patrini: l'uomo non è perduto, ma per recuperare la sua dimensione umana deve ritrovare i valori, le emozioni e le sensazioni che lo resero grande in epoche ormai remote.

Informazioni

  • Luogo: BIFFI ARTE
  • Indirizzo: Via Chiapponi 39 - Piacenza - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 17/09/2011 - al 17/10/2011
  • Vernissage: 17/09/2011 ore 18
  • Autori: Mauro Patrini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: chiuso giovedì pomeriggio

Comunicato stampa

La Galleria Biffi Arte di Piacenza, sabato 17 settembre alle ore 18 inaugura la personale di Mauro Patrini, dal titolo Nato Oggi.

Mauro Patrini è nato a Pizzighettone nel 1965.
Fin dagli anni '80 si appassiona all'arte e alla pittura in particolare.
Sperimenta forme artistiche tradizionali che, però, non lo appagano pienamente; decide pertanto di allontanarsi da questa realtà e si mette alla ricerca di nuove forme.
Frequenta il Centro Europeo di Formazione degli Artigiani per la Conservazione del Patrimonio Architettonico di Venezia ed apprende diverse tecniche artigianali quali affresco e stucco marmo


Nei successivi quindici anni si dedica alla professione artigianale eseguendo commissioni di prestigio quali il restauro di Palazzo Carmi a Parma, la pavimentazione in scagliola del Coffee House nel Palazzo del Quirinale a Roma, il restauro dello stemma di Casa Lancellotti presso la Casa d'Aste Christie's a Roma e altri interventi in edifici pubblici e privati; in particolare, negli Stati Uniti, Peter Marino, noto architetto newyorkese, gli affida la realizzazione di imponenti decorazioni presso una villa privata a Palm Beach, in Florida.
Inoltre, collabora al restauro del Tiepolo nella chiesa dei SS. Faustino e Giovita a Brescia.
Diventa docente di stucco marmo presso il Centro Europeo per i Mestieri della Conservazione “Pro Venezia Viva” di Venezia e la Fondazione Villa Fabbris di Thiene.
L'esperienza artigianale comporta per Patrini la conoscenza e la sperimentazione di materiali plastici che gli sembra possano meglio rispondere alle sue esigenze artistiche.
Dal 2004 riprende pertanto quell'attività trascurata vent'anni prima con tanta amarezza e si propone con opere d'arte concettuale.
Il suo percorso artistico è l'evoluzione di pensieri ed emozioni che mettono al centro l'essere umano, la sua natura e la sua capacità di ascoltare e di comunicare.
Le prime opere, Le Città, nascono inizialmente dal desiderio di dare voce ad un bisogno personale:
un forte senso di disagio, di insofferenza che lo spinge alla ricerca di un modo per lenire il continuo senso di insoddisfazione. E la sua fiducia ricade sull'essere umano e sulla sua tendenza all'empatia.
E la città diventa il simbolo di quella umanità capace di infondere un senso di accoglienza e di appartenenza. Ma la realtà è altra: la tendenza dell'uomo al disfacimento e all'autodistruzione, testimoniata da questo nostro tempo caotico, violento e insensibile, prevale sulla sua capacità di comprendere cosa provino gli altri; pertanto egli prende le distanze da quel mondo in cui avrebbe dovuto riporre la sua fiducia.

La mostra rappresenta la naturale evoluzione del pensiero di Patrini: l'uomo non è perduto, ma per recuperare la sua dimensione umana deve ritrovare i valori, le emozioni e le sensazioni che lo resero grande in epoche ormai remote.
E' questa la prima volta che Patrini espone i suoi lavori in scagliola e a questo si deve il titolo della mostra, “Nato oggi”; essa segna il punto di partenza di un nuovo percorso artistico volto a valorizzare le potenzialità espressive della scagliola, una tecnica nata nel Seicento con finalità decorative e che l'artista decontestualizza per riproporla in chiave moderna. La tecnica delle scagliola, come tutte le tecniche antiche, porta in sé una carica emotiva e artistica che chi la osserva, pur ignorandone la storia, riesce a percepire. Una forza comunicativa che la mostra cerca di fare emergere nel percorso espositivo.
La scagliola, simbolo di virtù lontane nel tempo, viene rivista in chiave contemporanea quasi fosse un vecchio saggio portatore di un insegnamento che il mondo moderno non può ignorare. Un messaggio che si esprime sia attraverso una sintetica comunicazione verbale, ma che si traduce soprattutto in sensazioni tattili e visive che riportano l'uomo ai primordi della comunicazione stessa, come un filo invisibile che unisce il passato al presente e al futuro.
L'uomo sembra infatti aver dimenticato l'aspetto istintuale del suo essere e ha privilegiato solo quell'aspetto intellettivo che da esso si è evoluto; le opere più recenti cercano invece di risvegliare nell'uomo la sua capacità di emozionarsi, positivamente o negativamente, combinando elementi che facciano leva sia sulla sfera sensoriale che intellettiva.
La tecnica antica, le superfici levigate, i colori, carichi talvolta di un valore simbolico, le parole, le forme, i materiali, tutto concorre a far emergere nell'uomo la consapevolezza di quali sono i mali del nostro tempo e a trovare un canale comunicativo con l'altro attraverso il quale lasciar fluire una serie di pensieri, idee, emozioni e sensazioni che ricordino all'uomo qual è la sua vera natura, affinché possa recuperare il senso di ciò che è stato e che ancora potrebbe essere se solo si rendesse conto che l'essere conta più dell'avere.