Marina Gasparini – Elegia

Milano - 08/10/2011 : 17/11/2011

Marina Gasparini espone una grande installazione legata al tema dell’ abitare, della casa. Tema ricorrente nel lavoro dell’artista spesso coniugato ai materiali e alle procedure di cui sono fatti gli abiti- il filo.

Informazioni

Comunicato stampa

"Elegia" di

Marina Gasparini


Presso la galleria Maria Cilena che è articolata in due spazi di cui uno è lo studio per l’arte contemporanea (primo cortile) e l’altro è spazio espositivo (secondo cortile),

Marina Gasparini espone una grande installazione legata al tema dell’ abitare, della casa.

Tema ricorrente nel lavoro dell’artista spesso coniugato ai materiali e alle procedure di cui sono fatti gli abiti- il filo. Gli elementi di arredo: mobili, poltrone appaiono in una sorta di metafisico galleggiamento, come in un sogno senza inizio e senza fine



Elegia, secondo Deleuze, è una forma poetica che nasce dalla perdita di uno status.

I mobili in stile rocaille, tipici delle corti europee nel periodo immediatamente antecedente alla rivoluzione francese, raffigurano l’essenza di uno status, poco prima di un irreversibile cambiamento. Nel disegno di filo nero di cotone, si snoda sulle pareti della galleria il racconto spaziale di questi simulacri d’arredamento. Di fatto non si avverte alcun pathos, anche se i motivi floreali, contrassegno rococò di uno stile basato sull'interscambiabilità di natura e artificio, sembrano definitivamente smagliarsi per cadere a terra in un afflato vagamente funebre.

Il filo nero con cui sono disegnati i mobili sul muro è come una scrittura interiore che descrive i fantasmi che ci abitano, o i pensieri. Così come i sogni stralunati, le architetture impossibili, le parole ricamate che emergono sulle piccole tele, ci conducono all’idea di un’abitazione come luogo in cui convivono gesti quotidiani ed emozioni, ricordi e ossessioni, misura e squilibrio. Perché come dice l’artista: “abitare uno spazio è istituire una serie di processi creativi che la conoscenza istituzionale non ha ancora indagato, e che, come l’arte, non sono una semplice attività culturale, ma richiedono una radicale e quotidiana riforma del sapere “)…Maura Pozzati