Marco Neri – #city #siti

Varese - 29/04/2018 : 23/05/2018

Surplace presenta tre opere inedite di Marco Neri, Città italiana del 2016.

Informazioni

  • Luogo: SURPLACE ART SPACE
  • Indirizzo: via San Pedrino 4 - Varese - Lombardia
  • Quando: dal 29/04/2018 - al 23/05/2018
  • Vernissage: 29/04/2018 ore 18
  • Autori: Marco Neri
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

La città di Neri è quella in cui l’architettura è usata come un pretesto per costruire un immaginario che ci riallaccia al nostro vissuto quotidiano; una sorta di “metafisica del quotidiano”, per richiamare Franco Solmi e una sua mostra del 1978. La città italiana è composta da strutture semplici che si fanno molteplici nelle dimensioni per la possibilità che offre lo schiacciato, tecnicamente è realizzato dalla sovrapposizione di fogli di cartone, alcuni immediatamente riconoscibili per il loro colore neutro e intransitivo, altri invece dipinti

Vediamo palazzi, facciate di strutture percorse da una serie di finestre, come se fossero nuvole osserviamo il loro comporsi e disfarsi, a seconda di come tira il vento in quota, in immagini di cose che ci sono familiari. Ogni attimo è unico e non è per sempre, come lo sguardo che supera le cose e che ci permette di immaginare mondi, poiché come scrive Rancière “l’immagine non è mai una semplice realtà”. Dietro a queste immagini troviamo una storia che ci ha formato la visione, la Città ideale ad esempio e i paesaggi che negli sfondi delle scene sacre, da Giotto in poi, definiscono i luoghi rendendoli un universale: da Piero della Francesca a Giorgio De Chirico o Mario Sironi, passando dal razionalismo italiano e dalle facciate del Terragni, fino alle vedute di Guido Guidi e di Luigi Ghirri, un retaggio tutto italiano.Questo immaginario per Marco si è tradotto in cicli pittorici pregiati e significativi, come Mirabilandia, Quadro mondiale, l’astrazione di Windows e Pluriboll, Nero di Marte, o ancora i Giardini, realizzati con nastro adesivo.

Nelle opere presentate a Surplace, un minimo accento cromatico emerge come trademark, una bandiera italiana, un ritratto simbolico del “paesaggio italiano” inserito in un paesaggio urbano - Marco se ne intende di bandiere, a partire dal famoso Quadro Mondiale, presentato sulla facciata del Padiglione Italia del 2001 in occasione della 49a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Platea dell’umanità.Indicativo è quindi vedere un paesaggio nelle righe e nei quadratini che ordinano le sue superfici e che, nel principio della ripetizione differente e delle corrispondenze, organizza forme che si stagliano sullo sfondo piatto, bloccate in un certo stato di sospensione, fissate in un’immagine che ci dice di un luogo inclassificabile, che non appartiene al dominio della realtà ma forse dell’utopia. Talvolta è a partire dal vissuto personale che si costruisce una visione sia storica che culturale, rigeneratrice di un passato che ci rende unici. Relazioni elementari di elementi base, che poi leggiamo come finestre, muri, facciate, diventano giochi formali e piani che si intersecano e si sovrappongono modularmente e rettangoli irregolari, in cui le transizioni dei colori sono nette, uniti in una configurazione cromatica dove ogni cosa è al suo posto, ordinata. Paesaggi costruiti da sostanza cromatica, che rinvia ad un significato mondano, alla superficie che trattiene il colore e alla pienezza di una rappresentazione pittorica che trasporta le cose in un altro spazio, quasi sonoro, che si dilata, risuona, oscilla e si distende. Città italiana è una serie di opere in cui il senso della costruzione è manifesto, geometrico, praticabile anche nello sguardo attraverso scarti e deviazioni, percezioni ortogonali, e un ottimo lavoro di sintesi. In questa linearità c’è una dimensione del fare pittura quasi affettiva, un fare che è personale ma assolutamente condiviso con gli artisti del passato, una eredità in cui ciò che si è “dimenticato a memoria” riemerge come specificità pittorica, che si trasforma in memoria del territorio, in un paesaggio secolare che ci chiama ancora ad ammirarlo e a sentirlo. L’effetto figurativo è appunto una misura antica, risplende nella nostra storia nel rapporto colore-luce-forma. Nella città italiana di Neri lo sguardo si ancora per poi dissolversi, come nelle sue famose bandiere, che non sono bandiere in sé, ma paesaggi simbolici, culturali, che non riflettono nessun agire tanto sono calmi capisaldi della pittura contemporanea.

Luca Scarabelli







Marco Neri

Nato a Forlì nel 1968 vive a Macchia Libera nella Puglia garganica

Partecipa a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra le quali: Futurama, Centro per l'Arte Contemporanea Pecci, Prato (2000); Figuration, Rupertinum Museum di Salisburgo e al Museion di Bolzano (1999/2000). Tra le principali mostre personali: MuseoLaboratorio in Città Sant'Angelo (2015); Galleria Alfonso Artiaco, Napoli (2014); Centro Arti Visive della Fondazione Pescheria, Pesaro (2012); Galleria Pack, Milan (2011); Galleria Alfonso Artiaco, Napoli (2010); Galleria Fabjbasaglia, Rimini (2008); Omissis, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (2006); Lucas Schoormans Gallery, New York (2006); Galleria Emilio Mazzoli, Modena (2004). Nel 2001 su invito di Harald Szeemann, partecipa alla 49a Biennale di Venezia.