Luigi Presicce – Isacco nudo

Firenze - 11/12/2017 : 11/12/2017

Performance conclusiva del progetto L’Accademia dell’immobilità, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Firenze in collaborazione con Le Murate Progetti arte contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Performance conclusiva del progetto L’Accademia dell’immobilità, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Firenze in collaborazione con Le Murate Progetti arte contemporanea.

Coordinamento del progetto Matteo Coluccia
Con: Veronica Billi, Matilde Cassarini, Silvia Cogotzi, Matteo Coluccia, Paolo Cuppone, Nicla D'Angelo, Dalila Doro, Marco Fontichiari, Marta Foresi, Matilde Mazzoni, Daniela Pitrè, Camilla Pratolini, Chiara Prodi, Schasa Ricci, Lucia Russo, Zoya Shokoohi, Gianluca Trusso, Antoine Vannucci.


Tutto inizia con la dettatura di una miniatura del Quattrocento presente in un libro del quale nessuno dei partecipanti conosce il titolo o l’autore

Ogni studente disegna una nuova immagine in base alla propria comprensione della dettatura. Da questi disegni, tutti diversi per quanto simili, prende avvio un processo alla rappresentazione presente nel libro che, seguendo svariate direzioni di senso, ne mette in crisi l’identità originale per conferirne una nuova. L’immagine muta e, attraverso l’interpretazione attoriale da parte degli studenti, prende forma tridimensionale, concretizzandosi in una vera e propria scena. Nella miniatura i personaggi sono otto, tutte figure femminile; due sono impegnate nello scambio di una scatola piena di monete d’oro, le altre sei danzano circolarmente sulla destra dell’immagine. L’idea del dono e della divinità che lo accetta come riscatto, hanno portato i partecipanti a riflettere sulle recenti vicende legate alle denunce di abusi sessuali da parte di alcune attrici hollywoodiane; il corpo risuona come una moneta di scambio. La scena, quella creata nella performance, si sviluppa sotto l’influenza di tre dipinti in particolare: Il bagno turco di Ingres, la Joie de vivre di Matisse, Le demoiselles d’Avignon di Picasso. Tra Ottocento e Novecento era normale frequentare le case di tolleranza e molti artisti utilizzavano giovani prostitute come modelle per i loro quadri; non stupisce, quindi, che Picasso abbia dato una svolta alla propria carriera artistica con un ritratto di gruppo ambientato in un bordello. Dal nudo delle prostitute-modelle alla nudità, non esibita, intesa come forma di espiazione. Abramo mette a nudo la sua devozione a Dio tramite il tentato sacrificio del suo unico figlio, Isacco. L’evento biblico riprodotto anche in una formella della porta del Battistero di Firenze del Ghiberti, fa da sfondo alla scena tramite un gesso presente nell’aula omonima dove avviene la performance. Mentre si attua il dono della carne e i danzatori girano in un cerchio ipnotico, un osservatore, su una sorta di zattera, legge la storia attraverso la pittura in una forma completamente oscura. Ogni partecipante alla scena contribuisce a una polifonia attraverso la propria suoneria telefonica, concepita come un ritratto sonoro. L’accostamento tra la costruzione pittorica e la polifonia non è un corto circuito, ma il confronto tra due media: la pittura, senza età e più volte data per morta e la tecnologia, mai al passo con i tempi e quindi nata già vecchia.
L'Accademia dell'immobilità è, soprattutto, un progetto che nasce dall’idea della pura visione pittorica dell'azione performativa, ossia dal metodo di studio che mette la pittura al centro della ricerca e che sfocia in un’esperienza performativa totalizzante, che analizza non solo la scena pittorica nella sua narrazione o le simbologie inserite nella stessa, ma soprattutto lo sforzo fisico e mentale che si congela nell'impianto scenico.
Chi non ha mai avuto a che fare con il proprio corpo viene esercitato all’immobilità attraverso alcune pratiche che attivano e sviluppano memoria e armonia. Gli esercizi proposti agli studenti, nell’arco dei diversi incontri, non si basano sull’imitazione, ma su una risoluzione personale, mediante il proprio corpo, di alcune indicazioni e comandi: non c’è mai un’unica soluzione, ma tante quanti sono i partecipanti. Non ci sono costumisti o attrezzisti, come nel caso di altre performance dell’artista, ma ogni studente si occupa del proprio costume e degli strumenti da lui/lei adoperati in scena.

L’Accademia dell’immobilità ha avuto luogo nel corso della nascita delle seguenti opere: Atto unico sulla morte in cinque compianti (2012, Chiesa San Francesco della Scarpa, Lecce), Il giudizio delle Ladre (2013: Istituto A. Fioravanti, Bologna, 2014: Teatro Romano, Lecce), Allegoria astratta dell'atelier del pittore all'inferno tra le punte gemelle (2011: Thessaloniki Biennale, GR e FRAC Champagne Ardenne, Reims, FR, 2014: Teatro Studio, Scandicci), Fine eroica di un’immagine del Quattrocento (2015: MAMBO, Bologna) e Il trionfo della morte in ottocento martìri (2015: Le Murate, Spazio per L'Arte, Firenze) e il corso superiore di formazione per attori AMA (Accademia Mediterranea dell'Attore, Lecce).