Luigi Galligani – La grazia del mito

Milano - 20/09/2011 : 14/10/2011

Mostra personale dello scultore toscano Luigi Galligani. Il catalogo introdotto da un saggio critico di Giorgio Seveso raccoglie alcune delle ultime opere modellate dall'artista per l'occasione.

Informazioni

Comunicato stampa

Martedì 20 settembre presso la Galleria Schubert in via Fontana 11, 20122 Milano si inaugura la mostra personale
dello scultore toscano Luigi Galligani.
Il catalogo introdotto da un saggio critico di Giorgio Seveso raccoglie alcune delle ultime opere modellate
dall'artista per l'occasione.
Galligani nato a Pistoia nel 1957 ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e Carrara dove si è
diplomato nel 1980. Suo maestro ideale, e oggetto di tesi, Marino Marini

Da allora la sua carriera è stata
costellata da numerosi successi tra cui potremmo segnalare la collocazione nel 1996 di una scultura
all'Accademia dei Georgofili di Firenze a conclusione dei restauri dopo il devastante attentato.
Antonio Paolucci ex ministro della cultura ha presentato due mostre tenutesi in Toscana a cavallo secolo.
Importanti commissioni di opere monumentali lo hanno visto impegnato nella prima decade del millennio, tra
le quali la collocazione del gruppo bronzeo delle Tre Grazie di fronte al Municipio di Orbetello nel 2007 e la
commissione di una scultura in bronzo che l'Associazione Industriali di Firenze ha consegnato a Luca
Cordero di Montezemolo nel Giugno 2006. Per non dimentica re l' Encore Hotel di Las Vegas e quello di
Macao che nel 2008/2009, su suggerimento della Steve Wynn Collection, hanno collocato dei bronzi dorati
nei loro spazi.
Di recente è stato insignito del I° Premio per la Scultura che ho ricevuto il Giugno scorso in occasione della
Biennale GENOVARTE 2011
"Romanticamente classico" lo definisce Seveso e subito appare la motivazione di ciò. I temi
figurativi vengono sviluppati in terra, poi cotta e fusa in bronzo. In alcune opere ha sperimentato
nuovi materiali come la fibra di vetro.
Seveso ricorda nelle opere di Galligani la sensualità di Messina, ma la riporta ad una sorta di
"metafisica", alle atmosfere di de Chirico o alle figure di Savinio. "Qualcosa, appunto, di moderno e
insieme d’antico, qualcosa che suggerisce una riflessione, emozionata ma anche smaliziata, non priva
talvolta di una punta d’ironia, sulle vicende eterne della vita, sulle intriganti contraddizioni esistenziali della
nostra quotidiana umanità.”