Luciano Crepaldi – Icone

Firenze - 21/07/2011 : 29/09/2011

Il percorso espositivo presenta 28 tele a tecnica mista e acrilico, olio, bitume, sabbia, carta, terra, stoffa e polistirolo su tela, tavola o cartone, di piccole e grandi misure che testimoniano la chiave impressionistica –espresionstica dell’artista nel ciclo della raffigurazione dell’universo femminile.

Informazioni

Comunicato stampa

Luciano Crepaldi nasce a Novara nel 49 del secolo scorso, dopo gli studi nel campo del design e l’esperienza nel mondo pubblicitario decide dedicarsi esclusivmente alla pittura. Viaggia a lungo in Europa soffermandosi principalmente nelle più interessanti capitali come Parigi, Amsterdan e Londra, per conoscere, indagare e imparare dei grandi maestri del passato ed essere stimolato dalle nuove tendenze in voga. Oggi risiede tra Caltignaga (Novara), dove si trova il suo studio e Orta San Giulio, sul lago d’Orta, dove trae spesso ispirazione per le sue opere





Il percorso espositivo presenta 28 tele a tecnica mista e acrilico, olio, bitume, sabbia, carta, terra, stoffa e polistirolo su tela, tavola o cartone, di piccole e grandi misure che testimoniano la chiave impressionistica –espresionstica dell’artista nel ciclo della raffigurazione dell’universo femminile, come dice Ruggerone nel testo introduttivo […]“Gestualità e tecnica viaggiano di pari passo con il collage e i temi ricorrenti come i pesci, i cavalli o più semplicemente la presenza del colore rosso e dell’azzurro diventano linee guida per interpretare i suo lavori. In una particolare logica non figurativa l’astratto e la materia di Luciano Crepaldi si fondono insieme dando vita ad una luce che, come un prisma, riflette l’intera gamma dello spettro dei colori.- Le icone di Crepaldi non sono Madonne con la foglia d’oro, ma la loro valenza e la loro intensità si avvicina a quanto di più sacro ci sia nel mondo profano”[…].



I suoi lavori sono stati esposti in importanti musei e gallerie private, nazionali e internazionali quali Tabak Museum a Vienna e NYC, il Kunst& Antik Salon di Rotterdam, al Palazzo dei Congressi di Amsterdam. Negli Antichi Chiostri a Torino,.Artefiera a Bologna, RipArte a Milano fra i tanti.

Ha partecipato alla Quadriennale di Roma e le sue tele sono in permanenza all’ Olympia Museum di Colonia (Germania). Una sua scarpa disegnata inoltre è fonte di studio nella sezione di Design Contemporaneo del Museo Internazionale della Calzatura a Vigevano.

Sono poi numerosi le menzioni, premi e riconoscimenti nell’arco del sul percorso artistico.



Luciano Crepaldi:
“Icone femminili, archetipi di una pittura materica votata al colore”

Quando conobbi Luciano ebbi l’impressione di essere di fronte
contemporaneamente ad una concezione della pittura che, per strane coincidenze,
si avvicinasse in egual modo al passato e al presente, il suo modo di parlare
dell’arte e degli artisti manifestava il suo grande bagaglio artistico culturale, ma il
fervore e la vivacità dei suoi occhi delineavano il desiderio di “andare un po’ più in
la”.
In una particolare logica non figurativa l’astratto e la materia di Luciano
Crepaldi si fondono insieme dando vita ad una luce che, come un prisma, riflette
l’intera gamma dello spettro dei colori. Le sue tavole e le sue tele sono tavolozze di
un artista ormai esperto che ha fatto della donna non solo il suo soggetto principale
ma la sua vocazione, la presenza di quest’ultima la si può scorgere anche dove la
figura sembra non esserci.
Gestualità e tecnica viaggiano di pari passo con il collage e i temi ricorrenti come
i pesci, i cavalli o più semplicemente la presenza del colore rosso e dell’azzurro
diventano linee guida per interpretare i suo lavori dove non manca mai uno sguardo
al contemporaneo e alla voglia di sapere cosa sta succedendo intorno a noi per
poterci preparare a cosa di li a poco succederà.
Le icone del Maestro sono modelle, ma anche donne comuni, madri e figlie,
donne sono pure le Città che, con una sorta di personificazione, diventano centro
dell’opera danno vita ad un movimento e ad un sentimento che solo una donna è
capace di scatenare. Una poesia amorosa che solamente tramite il colore e la sua
stesura è in grado di arrivare a colpire l’osservatore come, ad esempio, è capace di
fare una vecchia foto riguardata dopo anni, ognuna di queste icone racconta una
storia, c’è la donna più sensuale e diretta, c’è la più timida che sembra non volersi
far notare, c’è quella della quale si comprende molto più di quanto lei pensi e quella
che davanti a se sembra voler porre un muro impenetrabile, c’è quella ingenua che
ha molto da imparare, ma che, come tutte le altre sembra aver qualcosa da
insegnare a noi.
Le figure che si scorgono non sono simboli apotropaici, non sono qualcosa
di “altro” e fuori dal nostro mondo e dalla nostra comprensione, sono invece quanto
di più comprensibile possa esserci, non sono eteree, sono vive, parte del mondo e
della natura, sembrano sbocciare come fiori e tra essi si nascondono, fiori che
hanno il gambo fatto di colore steso sulla tela senza pennello, fiori che sembrano
fuochi d’artificio, donne-fiore che ci lasciano immaginare il loro profumo ma che
sono presenti e vive come la materia di cui è ricoperta la tela intera: acrilico, olio,
bitume, sabbia, carta, terra, stoffa e polistirolo.
Le icone di Crepaldi non sono Madonne con la foglia d’oro, ma la loro valenza e la

loro intensità si avvicina a quanto di più sacro ci sia nel mondo profano.

Arianna Ruggerone