Lucia Balzano – Metamorfosi di donne

Olbia - 20/07/2011 : 22/08/2011

Tema ricorrente é la raffigurazione di una donna che si trasforma seguendo il proprio istinto o il suo destino. Da fragili trame ordite e aggrovigliate si compie la metamorfosi in differenti personalità: a volte vittime chiuse in gabbie psicologiche, a volte libere di esprimersi.

Informazioni

Comunicato stampa

Metamorfosi delle donne / Metamorphosis’s women

Alle ore 11, nell’Aeroporto Olbia – Costa Smeralda, le sculture dell’artista di Olbia
Lucia Balzano dedicate alla condizione femminile nella società


OLBIA, 19 luglio 2011 – La tredicesima mostra all’Art-Port Corner con Lucia Balzano, è stata inaugurata oggi con sei sculture di teste femminili. L’artista di Olbia ha scelto per lo spazio espositivo collocato nella parete del self-service KaraFood, un tema molto delicato e che costituisce ancora oggi un conflitto di genere: la donna e la sua condizione nella società

Quella asiatica, quella africana ma anche quella occidentale porta con sé differenze culturali e, allo stesso tempo, grandi sofferenze dentro di sé.
L’artista affronta il tema con grande sensibilità e, nel tentativo di rappresentare la realtà contemporanea che la circonda, ci offre una riflessione su come una donna possa trasformarsi secondo il contesto ma anche secondo la propria personalità. Una esposizione che parte dall’alto con un groviglio di trame realizzate con fili di ferro tessuti attorno ad un nucleo. Il nucleo rappresenta la generazione di una nuova creatura e la rete di fili l’insieme dei sistemi sociali. L’installazione prende forma verso il basso dove sono collocate le sei sculture, che la Balzano propone in terracotta con una scritta al neon, innesto abbastanza recente sulle sue opere.
Le donne sono quelle di oggi, abbastanza comuni ma se osservate bene mostrano caratteri precisi: lo stesso calco si distingue anche dal messaggio che le accompagna. Nasce quindi la donna Luna dentro una gabbia ma serena nell’espressione, la donna che chiede aiuto e quella con la bocca cucita. Accanto due donne, una nera e l’altra luce; infine una donna tutta italica con un appello alla sua nazione in crisi. Chiude la mostra, ospitata dalla Geasar fino al 22 agosto, una donna Sole con il suo viso segnato, bella e ingabbiata.

“Lucia Balzano vive e lavora a Olbia. Dalla fine degli anni ’80, con la scultura, dedica la sua ricerca artistica al sottile filo della vita e della condizione femminile. Tema ricorrente dei suoi lavori è la raffigurazione di una donna che si trasforma seguendo il proprio istinto o il suo destino. Da fragili trame ordite e aggrovigliate si compie la metamorfosi in differenti personalità: a volte vittime chiuse in gabbie psicologiche, a volte libere di esprimersi. Una riuscita rappresentazione dell’asservimento e dell’emancipazione femminile che non ha tempo e fine. La sensibilità di Lucia Balzano comunica con gli sguardi e le posture di donne, in terracotta e neon, e fa sì che ciascuna creatura scelga tra schiavitù o ribellione.” [tratto dal testo critico Geasar]