LuBott – AlfaOmega

Cava de' Tirreni - 04/07/2011 : 24/08/2011

Negli scatti fotografici esposti in questa sede, LuBott attuano un lavoro di semplificazione e riduzione dei colori, dei toni e delle sfumature per arrivare all’utilizzo dei due non colori, il bianco e il nero, raggiungendo in questo modo l’anima e l’essenza delle cose mediante la destrutturalizzazione del conosciuto.

Informazioni

Comunicato stampa

Negli scatti fotografici esposti in questa sede, LuBott attuano un lavoro di semplificazione e riduzione dei
colori, dei toni e delle sfumature per arrivare all’utilizzo dei due non colori, il bianco e il nero,raggiungendo in
questo modo l’anima e l’essenza delle cose mediante la destrutturalizzazione del conosciuto. E' l'impronta
digitale che pur nella sua anonima figura contiene tutte le informazioni per il riconoscimento. E' il segno
univoco, la semplificazione di un'esistenza altrimenti complessa dal sovrapporsi di sensazioni visive.

Biografia
LuBott è l’acronimo derivato dalle iniziali dei cognomi di Gianfranco Lunardo e Maria Bottari

I due artisti
lavorano sotto questa sigla da alcuni anni, si sono occupati a lungo di fotografia etnografica collaborando
periodicamente con l’Università della Calabria, Centro Interdipartimentale di Documentazione Demo-
Antropologica e indirizzando le loro ricerche soprattutto verso i mestieri in via di estinzione (mastri bottai,
costruttori di basti, pastori dentro il raccordo anulare di Roma, carbonai,ecc.), e le tradizioni popolari (vita
monastica femminile e maschile, i serpari di Cocullo, il Mandala di sabbie costruito dai monaci tibetani,
strumenti giocattolo e da suono a Terranova da Sibari, ecc.). Quasi tutti i lavori sono stati esposti in mostre
personali e collettive, e nel 2003 nell’ambito del Festival Internazionale di Fotografia di Roma. Tra le mostre
recenti segnaliamo: (2011) Terni, Met, FOTOGRAFIKA VOL.3, a cura di Barbara Pavan, in collaborazione
con Galleria Il Canovaccio, collettiva, catalogo; Rieti, Libreria Moderna, GIALLO E DINTORNI, a cura di
Barbara Pavan, collettiva nell’ambito del Festival Biennale del Giallo e del Noir, Promosso e patrocinato
da Provincia di Rieti, Fondazione Varrone e Sabina Universitas, collettiva, catalogo; (2010) Rieti, Galleria
Fotografica Lungovelino, BIKERS, a cura di Barbara Pavan, personale, catalogo; Rivodutri (Ri), Tenuta Due
Laghi, AQUAE, a cura di Luca Arnaudo e Barbara Pavan, con il Patrocinio di Provincia di Rieti e Comune
di Rivodutri, collettiva, catalogo; Rieti, Studio7 Arte Contemporanea, INDEX, a cura di Barbara Pavan,
collettiva; (2009) Cavalese (Tn), Centro di Arte Contemporanea, Palazzo Firmian, ISOLINA E LE ALTRE,
a cura di Barbara Pavan, con il Patrocinio di Provincia Autonoma di Trento, Comune di Cavalese, APT
Fiemme e Fassa, collettiva, catalogo; Ravenna, Seconda Circoscrizione, ISOLINA E LE ALTRE, a cura di
Barbara Pavan, con il Patrocinio di Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Ravenna, collettiva;
Nizza, Francia, Foire Internazionale de Nice, Palais des Expo, ESPACE ART , Patrocinio CCIAA di Rieti e
Camera di Commercio Italiana a Nizza, collettiva, opere in catalogo; Napoli, Banca Sella, polaroid e dintorni,
personale a cura di MonnaLisa Salvati; Roma, Galleria Montoro Arte Contemporanea, KAPPA 100%,
collettiva a cura di Barbara Pavan.
Versatile sperimentatrice di tecniche e tematiche diverse, già allieva del Maestro Alfieri, ha