Lorenzo Bellucci – The bench

Roma - 05/09/2011 : 30/09/2011

Un incontro ravvicinato con le emozioni, un’analisi approfondita dei sentimenti , dolci o amari che siano, con la fotografia, narratrice di storie, attraverso le immagini.

Informazioni

  • Luogo: RISTORART
  • Indirizzo: Via Dei Cluniacensi 9/11 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 05/09/2011 - al 30/09/2011
  • Vernissage: 05/09/2011 ore 19.30
  • Autori: Lorenzo Bellucci
  • Curatori: David Di Pietro
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da lunedì a domenica ore 12-24

Comunicato stampa

THE BENCH
Mostra Personale di Lorenzo Bellucci

Osservare attentamente intorno a noi. Spiare la realtà, nascondendosi dietro un obiettivo fingendo di essere invisibili, ma dotati di una vista attenta ai minimi particolari, tentando di rubare, anche se solo per un istante, l’anima delle persone a volte delle cose, per poter imprimere un momento rapido, leggero, pronto a svanire in un attimo, in qualche cosa in grado di farlo divenire eterno.
Questo è quello che Lorenzo Bellucci fa, questa l’ardua impresa alla quale il giovane artista si dedica costantemente


The Bench è la possibilità di cogliere il momento essenziale delle infinite azioni quotidiane, spogliandole dalla loro fatiscenza, per ritrovare la profonda realtà.
Un incontro ravvicinato con le emozioni, un’analisi approfondita dei sentimenti , dolci o amari che siano, con la fotografia, narratrice di storie, attraverso le immagini.
La bellezza del quotidiano prende così vita, in una serie fotografica rigorosamente in bianco e nero, narrando diverse storie, impressionate in piccoli grandi attimi, avvenute intorno ad una semplicissima e vecchia panchina.
Bianco e nero per non confondere le emozioni con i colori, bianco e nero per lasciare neutrale il contesto, concentrandosi esclusivamente sui passeggeri della fedele panchina, che silenziosa immobile e inconsiderata se ne sta li, protagonista di un film che scorre senza fine e senza regole.
La panchina sa tutto, accoglie chiunque senza giudizi, ascolta ogni cosa, diventando così “una sorta di spazio dell’anima, dove le persone che vi siedono narrano le loro emozioni, i loro sentimenti, le paure e i problemi. La panchina che per molto tempo resta in un contesto spaziale, vede passare sul suo legno innumerevoli vite, ognuna con il suo peso specifico, con i suoi respiri, parole di momenti felici e altri difficili. È lei la protagonista indiscussa dello spazio fotografico, lei e il suo ascoltare senza poter mai parlare.” LB
La panchina sa, noi non sappiamo quasi nulla, è questo lo spudorato realismo delle foto di Bellucci, un invito alla riflessione di quello che siamo a volte senza neanche saperlo, poter osservarci da fuori, nelle nostre incondizionate o condizionate azioni di sempre, che hanno un peso inestimabile, per poter riconoscere l’importanza anche di un piccolissimo gesto, sorriso o lacrima.
Lei, la panchina, continua ad essere ferma, inchiodata al terreno che invecchia con lei, noi passiamo veloci, poi ci sediamo un istante e in quell’attimo, passa una vita.

Chiara Ronchini