La vitalità del Segno

Lecce - 17/09/2011 : 30/09/2011

Attraverso le opere calcografiche di un nutrito gruppo di artisti contemporanei s’intende documentare la lunga attività del laboratorio di “Grafica di via sette dolori” nato a Matera nel 1978 per iniziativa di alcuni soci del circolo culturale “La Scaletta”, dal 1959 tra i centri più attivi di promozione dell’arte contemporanea e della cultura nel meridione d’Italia, e non solo.

Informazioni

Comunicato stampa

Titolo della mostra:
“la vitalità del Segno”. Scuola di grafica di via sette dolori (1978-2011)
a cura di Lorenzo Madaro – Valeria Mantarano
c/o Monastero delle Benedettine di San Giovanni Evangelista
(Lecce, via delle Benedettine – centro storico)
17 - 30 settembre 2011. Inaugurazione sabato 17 settembre ore 19
orari d’apertura: 17-21, compresi sabato e domenica
una sezione della mostra sarà ospitata presso “Le Màcare” di Alezio (LE), tra gli sponsor dell’iniziativa, dal 17
settembre al 30 ottobre 2011

Orari d’apertura: 20-24
Opere di:
Assadour, Kengiro Azuma, Marina Bindella, Lorenzo Bruno, Ennio Calabria, Giacinto Cerone, Pietro
Consagra, Gianluigi Giovanola, Luigi Guerricchio, Hyun Joo, Oleg Jacknin, Akanè Kirimura, Shu Lin,
Mino Maccari, Vittorio Manno, Mauro Masi, Giulia Napoleone, Nino Ricci, Angelo Rizzelli, Hector Saunier,
Salvatore Sava, Ruggero Savinio, Giancarlo Scorcelletti, Guido Strazza, Ernesto Treccani, Peter Willburger,
Daniela Cataldi, Matteo Collins, Giuseppe Fioriello, Giulia Fuina,
Domenico Garofalo, Monica Palumbo, Domenico Verrascina
Catalogo della mostra a cura di Lorenzo Madaro e Valeria Mantarano con contributi di Lorenzo Canova (critico e
storico dell’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli studi del Molise), suor Luciana
Mirjam (Monastero delle Benedettine di San Giovanni Evangelista, Lecce), Franco Palumbo (presidente
dell’associazione culturale “La Scaletta”, Matera), interviste inedite a Mario Cresci e Guido Strazza e testi dei curatori.
Patrocini: “Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo della Regione Puglia”; “Comune di Lecce”; circolo culturale
“La Scaletta”, Matera
Attraverso le opere calcografiche di un nutrito gruppo di artisti contemporanei s’intende documentare la lunga attività
del laboratorio di “Grafica di via sette dolori” nato a Matera nel 1978 per iniziativa di alcuni soci del circolo culturale
“La Scaletta”, dal 1959 tra i centri più attivi di promozione dell’arte contemporanea e della cultura nel meridione
d’Italia, e non solo.
Il laboratorio è stato luogo attivo di ricerca e di dibattito sulle tecniche calcografiche, non a caso all’interno dei suoi
spazi ha ospitato numerosi corsi di incisione, organizzati grazie al fondamentale contributo dello storico dell’arte
Giuseppe Appella, curati da importanti maestri come Guido Strazza, Giulia Napoleone, Assadour e Peter Willburger.
Tutte le opere proposte sono state concepite e realizzate dai vari artisti all’interno della scuola di grafica di via sette
dolori.
La mostra, allestita a Lecce nel monastero delle Benedettine di San Giovanni Evangelista, documenterà mediante tre
specifiche sezioni (“I fondatori”, “Gli allievi” e “I maestri”) gli esordi e le ricerche sul segno di Vittorio Manno e
Angelo Rizzelli, fondatori e attivi sostenitori della scuola di grafica, l’operatività di alcuni giovani incisori del
laboratorio, le collaborazioni con alcuni importanti maestri della storia dell’incisione italiana contemporanea, come
Guido Strazza e Giulia Napoleone, e i sodalizi con alcuni artisti, tra cui Kengiro Azuma, Pietro Consagra, Ruggero
Savinio, Salvatore Sava ed Ernesto Treccani.
Informazioni:
[email protected]
+39 3386338627
[…] “Quindi questa mostra, che è anche un’occasione per ripercorrere le stratificate vicende delle arti a Matera dal
secondo dopoguerra a oggi, parte dunque dall’acquaforte e dalle tecniche calcografiche, che in Italia purtroppo non
sono ancora del tutto adeguatamente apprezzate e valorizzate, per ricostruire storicamente l’importante ruolo della
scuola di grafica di via sette dolori nel contesto sociale e culturale della città di Matera e la sua funzione, anche
didattica, di trasmissione e di consolidamento di alcune delle esperienze più innovative delle arti visive, non solo
italiane. La scuola, nata nel 1978 e fondata da Vittorio Manno e Angelo Rizzelli (soci del circolo culturale “La Scaletta”
di Matera che sin dal 1959 ha dato un basilare impulso all’arte contemporanea e della cultura nel Sud Italia e non solo),
ha avuto il merito di diventare uno spazio di riflessione e di ricerca che ha trovato riscontri fondamentali in alcuni dei
maggiori artisti che hanno lavorato sull’incisione in Italia come Guido Strazza, Giulia Napoleone, Assadour e Peter
Willburger, grazie anche alla collaborazione con uno storico dell’arte di indiscusso valore come Giuseppe Appella.
Questa mostra, ha il merito di indagare una storia importante e non consueta dove il ruolo di protagonista è riservato
all’incisione, tecnica antichissima e dai molti volti, lontana dalle logiche labirintiche e stringenti di un certo mercato di
oggi, che affonda nella volontà archetipa di un’umanità che cercava di comprendere, trasformare e rimodellare il mondo
con il gesto che incide la materia, con i metalli e gli acidi, in un’azione che confina con l’alchimia con cui condivide
certe fasi originarie.
L’operare arcaico di un uomo che disegna una lastra per scoprire i misteri delle ombre e della luce potrebbe sembrare
anacronistico a molti, ma questa azione s’impone con decisione invece nel presente grazie all’opera di autori come
quelli che hanno collaborato con la scuola di via dei sette dolori e presenti in quest’esposizione, capaci di infondere la
qualità e l’intensità delle loro ricerche ben radicate nella contemporaneità in tutte le diverse sfaccettature delle loro
poetiche diramate nelle diverse direzioni delle espressioni iconiche e aniconiche. Le collaborazioni con gli artisti sono
state improntate difatti a una grande apertura verso visioni e tendenze diverse e spesso contrastanti che però hanno
trovato a via dei sette dolori un valido spazio di confronto.
Così le opere esposte, realizzate direttamente negli spazi e con gli strumenti del laboratorio materano evidenziano una
grande vitalità di dialettiche, il complesso mosaico di visioni convergenti o contrastanti, di interpretazioni date al segno
incisorio, con le infinite variazioni che il disegno, fatto sulla carta, sulla lastra o sulla sabbia permette agli artisti che
cercano di trovare in quel segno il senso stesso della loro presenza e della loro azione nel mondo.” […]
Lorenzo Canova [dal testo introduttivo al catalogo della mostra]