La superficie accidentata – Giovanni Gaggia

Tellaro - 22/06/2018 : 06/07/2018

Per il terzo appuntamento della rassegna La superficie accidentata sarà l’intervento di Giovanni Gaggia a occupare lo spazio essenziale di Fourteen Artellaro.

Informazioni

  • Luogo: FOURTEEN ARTELLARO
  • Indirizzo: piazza Figoli 14 - Tellaro - Liguria
  • Quando: dal 22/06/2018 - al 06/07/2018
  • Vernissage: 22/06/2018 ore 19
  • Autori: Giovanni Gaggia
  • Curatori: Gino D’Ugo
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Giovanni Gaggia | TUTTO L’INIZIO E LA FINE
22 giugno / 6 luglio
ore 19.00
Fourteen ArTellaro,
Piazza Figoli, 14
Tellaro di Lerici (SP)

Rassegna La superficie accidentata
a cura di Gino D’Ugo

Per il terzo appuntamento della rassegna La superficie accidentata sarà l’intervento di Giovanni Gaggia a occupare lo spazio essenziale di Fourteen Artellaro


Il suo sarà, come è sua modalità, un intervento di dialogo con la dimensione specifica del luogo, non tanto come site specific nello spazio, ma propriamente in relazione alle dinamiche del territorio e del rapporto che intercorre tra l’uomo e il mare, quindi sdoganabile anche in una dimensione più vasta che cancella ogni confine territoriale, azzerando la località con la necessità primaria.
Abbiamo già visto Giovanni in un lento processo di cucitura, o meglio di sutura, a rimettere insieme tracce di accadimenti tragici come la strage di Ustica in Quello che doveva accadere/INVENTARIUM
Questo lento processo di sutura è un processo che non porta a sollevare lapidi, poiché i morti è bene lasciarli riposare, ma serve a scalfire i muri dell’indifferenza, alla ricerca di una verità da parte delle istituzioni per accadimenti che hanno lacerato individui e collettività.
È l’arte che si fa, fosse anche per toccare una sola coscienza.
Quando Gaggia, con casa Sponge, decide di fare della propria casa nelle colline marchigiane un luogo di residenza artistica, adotta una prassi che stabilisce l’importanza di valori ben legati a una tradizione ma aperti al dialogo e alla progettualità contemporanea dell’ospite di turno.

Vogliamo chiamare questa prassi politica o sociale? Credo che la sintesi sia nella ricerca delle necessità primarie attivata attraverso la trasmissione della memoria legata ai valori essenziali.
Tutto l’inizio, la fine è sostanza senza forma, è acqua di tutti e di nessuno. È qui che traiamo sostanza di vita ed è qui che tutto si rimescola.