La filosofia del bello

Civitanova Marche - 16/07/2011 : 06/11/2011

La filosofia del bello. Mode e modi di essere nell' Italia della Bella Epoque. La mostra ripercorre attraverso la pittura, la scultura e le arti applicate degli anni '20 e '30 un immaginario di delicatezza e bellezza che va al di là della sfera estetica, fino a diventare quasi un “dogma della fede”.

Informazioni

  • Luogo: EX CHIESA DI SANT'AGOSTINO - PINACOTECA MARCO MORETTI
  • Indirizzo: Corso Annibal Caro (62012) Civitanova marche - Civitanova Marche - Marche
  • Quando: dal 16/07/2011 - al 06/11/2011
  • Vernissage: 16/07/2011 ore 19.00 alla presenza di Stefano Papetti
  • Curatori: Stefano Papetti
  • Generi: arte moderna e contemporanea, collettiva, arti decorative e industriali
  • Orari: tutti i giorni eccetto il lunedì 19.00 - 24.00 (chiusura biglietteria). Dal 1 settembre al 6 novembre venerdì, sabato e domenica 17.00 - 20.00. Da settembre a novembre su prenotazione per scolaresche e gruppi, apertura la mattina 9.30 - 12.30
  • Biglietti: Ingresso € 3.00 Ingresso libero fino a 14 anni, gruppi, scolaresche e portatori di handicap con accompagnatore.
  • Sito web: http://www.popsophia.it
  • Email: info@pinacotecamoretti.it
  • Patrocini: in collaborazione con Pinacoteca Civica Moretti, Civitanova Marche Ministero Beni Culturali Musei Civici di Ascoli Piceno Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo
  • Catalogo: a cura di Sefano Papetti, € 20.00

Comunicato stampa

Troppo poco tradurre “la bella età”. In Italia il periodo storico compreso tra la fine dell'800 e l'inizio
del 900 accoglieva in sé un rifiorire di passioni, di brividi, di sogni e di speranze, di effimero e di
estetico. Immaginate dalla Francia all'Italia un fermento e una spinta verso il nuovo: il progresso e
il benessere stavano cambiando le abitudini ed i comportamenti della società. La rete ferroviaria
velocizza gli spostamenti, l'arte vede spuntare la decorazione, l'eccesso


Le esposizioni universali mostravano quanto di più straordinario e strabiliante esistesse nel mondo:
dalla scienza alla tecnica, passando per le arti applicate, lontane parenti del design
contemporaneo. La donna con i suoi vezzi, smorfie e vanità diventa la protagonista di questo
periodo in cui l'apparenza regna sovrana, in cui la moda segue le tendenze e la volontà di creare
qualcosa di nuovo, di impareggiabile, di unico. Ed è proprio attraverso gli oggetti della donna
borghese che si può raccontare la Belle Epoque: il lusso, l'eleganza, l'esclusività, la stravaganza, il
capriccio, la seduzione. Un'arte che è già comunicazione e che entra di forza nel ventesimo
secolo.
“La filosofia del bello” ripercorre attraverso la pittura, la scultura e le arti applicate degli anni '20 e
'30 un immaginario di delicatezza e bellezza che va al di là della sfera estetica, fino a diventare
quasi un “dogma della fede”. Le opere, circa quaranta, provenienti da Fondazioni, collezioni private
e pinacoteche, regalano un'istantanea di quel mondo passato, fatto di cappelli francesi, guanti,
ritratti di uomini immortalati come dandy e come femme fatale, sculture dalle forme voluttuose,
ventagli liberty e parure da toilette. Tutti oggetti che accompagneranno le opere pittoriche in
mostra insieme a una selezione di abiti d'epoca originali della Sartoria Arianna, restaurati per
l'occasione.
Azienda Speciale Teatri di Civitanova | Via Bruno Buozzi, 1 | 62012, Civitanova Marche (MC) | T. 0733812936
Ufficio stampa: Andrea Compagnucci T. 3339435979 | Laura Boccanera T. 3470962886 | [email protected]
Intorno a questo vero e proprio altare dell'eleganza si snoda il percorso espositivo fatto di ritratti
maschili e femminili di protagonisti del bel mondo, realizzati dai maggiori specialisti di quel genere.
Boldini, De Nittis, Giacomo Grosso, l’ungherese Laszlo, Vittorio Corcos, Von Lenbach hanno
saputo cogliere nelle loro tele lo spirito di una epoca attraverso il languore delle pose, l’eleganza
degli abiti, la cura dei particolari, la seduzione affidata gli sguardi: sono stati loro i maggiori ritrattisti
del jet set internazionale legato al tempo in cui era sufficiente mostrare il proprio biglietto da visita
per attraversare tutte le frontiere europee, come ricorda il vecchio duca Sostene nel romanzo “A
Dio piacendo” di Jan d’Ormesson.
“Seguendo il filone delle mostre degli anni passati – spiega il Professor Stefano Papetti - la mostra
si sofferma sulla ritrattistica in Italia dal 1880 al 1910 per mettere in evidenza come anche i pittori
registrino una esasperata voglia di bellezza che si esprime fisicamente nella ricercatezza degli abiti
e degli ornamenti. E' in questo periodo che nasce però la moda come fenomeno sociale e attività
economica: la Regina Margherita promuove gli orafi italiani e la sartoria italiana. E' un momento in
cui la moda non è solo apparenza ma anche sostanza. In mostra per esempio c'è anche un vaso
antropomorfo in ceramica modellato sulla testa della Marchesa Casati”.
LA FILOSOFIA DEL BELLO
Moda e modi di essere nell’Italia della Belle Epoque
testo critico
Poteva bastare un cappellino dal colore sbagliato, un gesto malaccorto con il ventaglio o, per un
gentiluomo, lasciare cadere il monocolo o non avere una gardenia all’occhiello del frac per
decretare l’insuccesso mondano di una persona e dare inizio così alla sua lenta e progressiva
discesa nella scala sociale. Anche la politica internazionale si avvaleva talora delle seduzioni della
moda: la regina Margherita, con le sue splendide toilettes ed i rutilanti gioielli della corona montati
Azienda Speciale Teatri di Civitanova | Via Bruno Buozzi, 1 | 62012, Civitanova Marche (MC) | T. 0733812936
Ufficio stampa: Andrea Compagnucci T. 3339435979 | Laura Boccanera T. 3470962886 | [email protected]
dalla casa torinese Musy conquistò il kaiser Guglielmo II ospite al Quirinale nel 1888, favorendo
così l’alleanza italo tedesca. Sul finire dell’Ottocento, durante la Belle Epoque si combatteva a
colpi di fashion una battaglia estetica senza esclusione di colpi che, lungi dall’essere legata
soltanto all’apparire, diveniva in realtà sostanziale, nutrendo di sè la letteratura, l’economia, la
cultura e la politica europea.
La mostra, sviluppando un tema già parzialmente adombrato nella mostra “Lo sguardo delle
donne” tenutasi a Civitanova Marche nel 2010, intende offrire uno spaccato di quella bella epoca
nel corso della quale l’effimero delle soirées mondane e la concretezza degli incontri politici si
fondevano, dando luogo ad una straordinaria mesalliance di raffinatezza e di glamour. Non a caso
l’esposizione si apre con una ricostruzione della sala da toletta di Andrea Sperelli, il dandy raffinato
e decadente protagonista de “Il piacere “ dannunziano: sul sarcofago romano che funge da tavolo
poggiano i fazzoletti cifrati , i portasigarette, le fiale di preziosi estratti profumati ed i piccoli vasi che
mantengono sempre fresche le gardenie da appuntare sul bavero dell’abito da sera.
Intorno a questo vero e proprio altare della eleganza si snoda il percorso espositivo fatto di ritratti
maschili e femminili di protagonisti del bel mondo, realizzati dai maggiori specialisti di quel genere.
Boldini, De Nittis, Giacomo Grosso, l’ungherese Laszlo, Vittorio Corcos, Von Lenbach hanno
saputo cogliere nelle loro tele lo spirito di una epoca attraverso il languore delle pose, l’eleganza
degli abiti, la cura dei particolari, la seduzione affidata gli sguardi: sono stati loro i maggiori ritrattisti
del jet set internazionale legato al tempo in cui era sufficiente mostrare il proprio biglietto da visita
per attraversare tutte le frontiere europee, come ricorda il vecchio duca Sostene nel romanzo “A
Dio piacendo” di Jan d’Ormesson.
Ventagli dipinti e di fine merletto, guanti morbidi e vellutati capaci di trattenere la forma della mano
che li ha indossati, vezzosi cappellini da indossare in tutte le ore del giorno, boccette di profumo
disegnate da Adolfo De Carolis e fregiate di motti dannunziani saranno esposte accanto ai dipinti
per dare la possibilità di rivivere nel concreto le sensazioni tattili e la seduzione dei particolari
esibiti dai personaggi ritratti.