Kilow’art. Momenti di trascurabile sacralità

Sansepolcro - 22/07/2011 : 30/07/2011

Dopo il lancio nella passata edizione, anche per il 2011 Kilowatt verrà affiancato da una sezione dedicata alle arti visive: Kilow’art. Momenti di trascurabile sacralità è la traccia di sottofondo che ha accompagnato il lavoro degli artisti coinvolti e il titolo della mostra.

Informazioni

Comunicato stampa

KILOWATT FESTIVAL – 2011
L’energia della scena contemporanea
IX edizione
“Aspetta e spera”

22 – 31 luglio 2010 Sansepolcro (Arezzo)
Kilow’art. Momenti di trascurabile sacralità


Si terrà dal 22 al 31 luglio 2011, negli spazi e nelle strade di Sansepolcro (Arezzo) la nona edizione di Kilowatt Festival.
L’edizione 2011 di Kilowatt, in conformità con la vocazione alla novità e al rinnovamento del modo di concepire la programmazione di una rassegna culturale, propone un ampio programma di spettacoli, risultato di un progetto culturale unico


Con lo stesso impegno con cui Kilowatt si distingue per il sostegno alle giovani compagnie teatrali, così il Festival si rivolge ai giovani artisti emergenti.
Dopo il lancio nella passata edizione, anche per il 2011 Kilowatt verrà affiancato da una sezione dedicata alle arti visive: Kilow’art.
Momenti di trascurabile sacralità è la traccia di sottofondo che ha accompagnato il lavoro degli artisti coinvolti e il titolo della mostra che inaugurerà venerdì 22 luglio alle ore 18.30: il progetto prevede una serie di interventi site specific, curati da Saverio Verini, all’interno dell’ex chiesa di Santa Chiara, edificio che trova nella stratificazione storica l’elemento di maggior fascino. I lavori si confronteranno con lo spazio della chiesa, interagendo con la struttura preesistente e caratterizzandosi per le dimensioni ambientali.
Momenti di trascurabile sacralità trova così una corrispondenza forte con l’edizione del festival, il cui slogan è “Aspetta e Spera”, nella convinzione che il futuro possa aspettare, ma non per molto: pur con un’età media che li terrebbe saldamente all’interno della categoria dei cosiddetti “giovani artisti” (talvolta un confino, più che uno status stimolante), tutti gli autori credono nella dimensione del fare, rifuggendo l’espressione artistica come improvvisazione o illuminazione estemporanea. Gli artisti esporranno a Santa Chiara il qui ed ora della loro produzione. Non ci saranno “giovani artisti” in mostra. Ci saranno artisti. Consapevoli di un linguaggio in linea con una riflessione rigorosa, capace di esplorare a fondo media e spazi a disposizione.
Ad avvalorare il senso dell’operazione contribuisce la location, una chiesa sconsacrata. La chiesa è il luogo dove si va per raccomandarsi all’Aldilà, dove ci si raccoglie in preghiera, spesso affidando a una provvidenza divina il corso degli eventi: in tale contesto gli artisti esibiranno il loro unico credo, la “laica devozione”
alla pratica artistica. La mostra offrirà un’antologia d’individualità spiccate e linguaggi visivi autonomi; la condivisione dello stesso “terreno di gioco”, lo spazio-chiesa, sarà il filo conduttore dell’esposizione, il piano operativo nel quale l’incontro fra moderno e contemporaneo genererà una sovrapposizione inedita fra l’ambiente di Santa Chiara e le opere.

Gli artisti

Luan Bajraktari (Kline, Kosovo, 1979)

Francesco Biccheri (Gubbio (Pg), 1980)

Francesco Capponi (Perugia, 1976)

Francesco Ciavaglioli (Avezzano (Aq),1983)

Elisa Fuso (Perugia, 1982)

Ivan Frenguelli (Marsciano (Pg), 1982)

Jacopo Gregori (Rieti, 1982)

Simona Moretti (Marsciano (Pg), 1979)

Gabriella Napolitano (Monza, 1979)

Valerio Niccacci (Perugia, 1979)