João Onofre – Untitled (n’en finit plus)

Torino - 20/05/2011 : 30/07/2011

Untitled (n'en finit plus) è il titolo del nuovo video dellʼartista che viene presentato nello spazio di Piazza Santa Giulia: lʼappropriazione è un tema declinato in maniere differenti sia nella pratica artistica che nella musica Pop, e la possibilità che questi due mondi paralleli si incontrino è ciò che Onofre continua a ricercare.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Franco Noero ha il piacere di annunciare la seconda mostra personale di João Onofre a Torino.
Untitled (n'en finit plus) è il titolo del nuovo video dellʼartista che viene presentato nello spazio di Piazza Santa
Giulia: lʼappropriazione è un tema declinato in maniere differenti sia nella pratica artistica che nella musica Pop,
e la possibilità che questi due mondi paralleli si incontrino è ciò che Onofre continua a ricercare


Il video mostra la ripresa notturna della performance di unʼadolescente che, sola allʼinterno di unʼenorme cavità
scavata appositamente in un prato di un parco naturale, canta ʼLa nuit nʼen finit plusʼ di Petula Clark. La
macchina da presa esegue una ripresa continua che suggerisce una virtuale circolarità: partendo dal primo
piano del terreno scuro, si sposta poi ad inquadrare la ragazza che canta per allontanarsi progressivamente dal
soggetto verso il paesaggio circostante immerso nellʼoscurità, per ritornare poi alla terra buia.
ʻLa nuit nʼen finit plusʼ è il brano inciso nel 1970 da Petula Clark a trentotto anni, con testi scritti dalla cantante sul
tema originale di ʻNeedles and Pinsʼ, canzone prima proposta da Jackie DeShannon, in seguito ripresa tra gli
altri da The Searchers e dai Ramones. La particolarità del testo della Clark è che lʼoggetto desiderato non si
identifica in un ʻgenereʼ come nelle versioni dei Ramones e dei The Searchers (una donna) o della De Shannon
(un uomo), non si tratta di una persona, ma piuttosto di qualcosʼaltro, di stati dʼanimo legati a circostanze
indeterminate. Tanto che in questa versione, pur mantenendo alcune caratteristiche delle canzoni precedenti -
come il coro di sottofondo dalla chiara sensibilità pop - la voce dellʼartista sembra quasi il lamento dal profondo
di una donna adulta.
Onofre, scegliendo unʼadolescente per eseguire il brano di Petula Clark, cerca di annullare la maturità espressa
dallʼinterpretazione della cantante, in modo da far percepire invece una distanza fra la ʻvoceʼ che interpreta e il
significato delle parole, al di là della possibile comprensione di una giovane ragazza dalla personalità ancora in
evoluzione, non ancora capace di esprimersi in maniera ʻadultaʼ.
Le immagini del video - come in lavori precedenti di Onofre - portano a nuove associazioni narrative quanto già
espresso dallʼatto interpretativo del testo di una canzone, delineando prospettive inaspettate. Musica e testo di
una canzone sono spesso la base iniziale delle riflessioni dellʼartista, ed è questo che ha portato alla volontà di
produrre una speciale edizione limitata della nuova interpretazione ʻa cappellaʼ della canzone della Clark,
stampata su vinile trasparente e corredata da un chiodo dʼargento con cui appendere il disco a muro.
Il lavoro di João Onofre (Lisbona, 1976) è apparso in mostre personali e collettive in Istituzioni pubbliche internazionali, tra le
quali ricordiamo: Palais de Tokyo, Paris (2011); 12a Esposizione Int. Architettura, Rappr. Nazionale Portogallo, La Biennale
di Venezia, Venezia; CAV, Coimbra, Portugal (2010); Centre Pompidou New Media Collection @ Sidney Cont. Art Museum;
ACMI, Melbourne; Taipei Fine Art Museum; Schirn Kunsthalle, Frankfurt (2007/2006); Centro Galego Arte Contemporanea,
Santiago de Compostela; Museu do Chiado, Museo Nacional de Arte Contemporanea, Lisbona (2003); PS1, MoMA
Contemporary Art Center, New York (2002); 49a Biennale di Venezia, Venezia (2001).