Iros Marpicati – Il labirinto dei corpi sognanti

Roma - 15/09/2011 : 15/10/2011

Una grande mostra personale di Iros Marpicati, artista bresciano che espone un’ampia selezione di opere pittoriche recenti.

Informazioni

  • Luogo: CHIOSTRO DEL BRAMANTE
  • Indirizzo: Via Arco della Pace 5 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 15/09/2011 - al 15/10/2011
  • Vernissage: 15/09/2011 ore 18
  • Autori: Iros Marpicati
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 20
  • Patrocini: dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, dell’Assessorato Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma
  • Catalogo: Testi di Lorenzo Canova e Carlo Fabrizio Carli

Comunicato stampa

Il Dart Chiostro del Bramante, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, dell’Assessorato Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, il 15 settembre 2011 inaugura alle ore 18 nella Sala delle Capriate una grande mostra personale di Iros Marpicati, artista bresciano che espone un’ampia selezione di opere pittoriche recenti.
Nell’esposizione dal titolo “Iros Marpicati. Il labirinto dei corpi sognanti” saranno esposte 22 opere di grandi dimensioni che ripercorrono gli ultimi anni di produzione dell’artista


Marpicati dipinge un viaggio nel labirinto di un mondo meccanico e artificiale, la prigionia e l’abbandono dei corpi, gli ingranaggi che si fanno paesaggio e una luce che offre una speranza di salvezza: su queste coordinate si muove il lungo percorso dell’artista nella sua lenta sintesi che ha trovato la qualità di una combinazione sempre più accentuata dei suoi aspetti formali e metaforici.
L’opera di Marpicati unisce in modo del tutto personale la visione di taglio sociale e psicologico che indaga l’alienazione e la solitudine dell’uomo contemporaneo, la classicità dell’eros dei nudi addormentati, la pittura di paesaggio urbano, periferico e industriale e l’astrazione geometrica: una serie di elementi che formano un quadro complesso e articolato in cui possiamo trovare un’acuta rielaborazione di alcune delle linee forti dell’arte italiana e internazionale tra Ventesimo e Ventunesimo secolo. L’atmosfera di inquietudine e di allucinata contraddizione dei quadri di Marpicati è aumentata dunque dal contrasto tra la stesura piatta, astraente e bidimensionale delle architetture e dei congegni e la vibrante definizione pittorica dei corpi giovani maschili e femminili, addolciti e resi ancora più sensuali dalla levità delle ombre trasparenti e quasi leonardesche che modellano lo sfumato delle loro anatomie ammorbidite dall’abbandono e dal sonno.
Grazie a questa soluzione emblematica Marpicati raggiunge un misterioso stato di sospensione, a metà tra minaccia e speranza, che si esalta in una visionarietà volutamente contraddittoria che non lascia comprendere quale sia il sogno e quale la realtà, se le figure stiano sognando questo mondo ostile o se siano l’ultima propaggine di una forma di vita destinata a scomparire nell’abbraccio avvolgente e inesorabile delle macchine, un’estrema scintilla di luce allo stesso tempo terrena e trascendente che scioglie l’umanità da un giogo opprimente e distruttivo e che apre le strade del labirinto alle figure che si stagliano all’orizzonte nella luce di una nuova liberazione.

Iros Marpicati è nato a Ghedi (Brescia). Ha studiato all’Accademia Carrara di Bergamo con Achille Funi e ha cominciato ad esporre nel 1957. In seguito ha conseguito il diploma al Liceo Artistico di Brera. Ha intrapreso gli studi della Facoltà di Architettura presso l’Università del Politecnico di Milano che ha abbandonato per dedicarsi alla pittura. Il suo lavoro si muove da anni su un territorio di evocazioni esistenziali. L’artista, che opera tra Brescia e Milano, ha allestito diverse personali e ha esposto in importanti rassegne. Più volte gli sono stati conferiti premi e riconoscimenti. Sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.